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Le Vie dei Tesori debutta a Bagheria con 10 luoghi e esperienze marine

Le Vie dei Tesori debutta a Bagheria con 10 luoghi e esperienze marine

Le Vie dei Tesori debutta a Bagheria con 10 luoghi e esperienze marine: ci sono i palazzi che raccontano le nobili famiglie che li hanno abitati, la chiesa con gli affreschi del giovane Guttuso, due musei-gioiello  e persino un’inedita, e del tutto inattesa, casa d’artista che neanche i bagheresi conoscono. Per la prima volta Le Vie dei Tesori arriva a Bagheria, e aggiunge un ulteriore capitolo al suo “racconto” iniziato quattordici edizioni fa; e che, mai come quest’anno, parte dalla ferma convinzione che è necessario “rinascere dalla bellezza” dei luoghi. Il Festival è cresciuto di anno in anno e nella scorsa edizione ha contato 404 mila visite spalmate su tutte le città e borghi coinvolti, con un indice di gradimento del 91 per cento; ha prodotto cinque milioni e mezzo di indotto turistico sulla Sicilia (dati Otie, Osservatorio sul turismo delle Isole europee).

Nella “città delle ville” sono stati scelti dieci siti dove si entrerà sabato e domenica, preferibilmente su prenotazione e con numeri contingentati, nel pieno rispetto delle norme anticovid. “Un’occasione importante per Bagheria: perché sin dal primo momento dell’insediamento della giunta, abbiamo puntato sui beni monumentali e sul turismo – spiega il sindaco Filippo Tripoli – Chi è proprietario di villa private ha sempre sottolineato la mancanza di attenzione istituzionale: questa è la prova che invece ci si deve credere e investire”. “Il 65 per cento di chi ha visitato Bagheria, l’ha apprezzata: speriamo che la partecipazione al festival, possa far salire questa percentuale: quest’anno si punta sul turismo di prossimità, ma stiamo avviando un percorso e lo dobbiamo fare con consapevolezza”, interviene l’assessore al Turismo Brigida Alaimo. “Le Vie dei Tesori nasce 14 anni fa all’Università con l’idea di portare la cultura fuori dall’accademia, ma senza perdere autorevolezza – interviene Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus – da allora è cresciuta e ha trasformato la Sicilia in un unico museo diffuso. Quest’anno lanciamo anche una campagna per finanziare progetti sul territorio, restauri e borse di studio per giovani che vogliono investire sulla loro terra: 1 euro aggiunto ai coupon per aiutare la bellezza”. Un progetto sposato con entusiasmo dall’amministrazione comunale di Bagheria, come sottolinea il vicesindaco e assessore alla Cultura Daniele Nicola Vella. 

Main sponsor quest’anno sarà UniCredit, “da sempre stata vicina a progetti di riscoperta sul territorio, perché rispecchia le scelte della banca” sottolinea  Nello Domino, Area Manager Palermo Provincia Est.

Le Vie dei Tesori, un cammino lungo 9 settimane

Le Vie dei Tesori 2020 durerà nove settimane, divise essenzialmente in due tronconi: il primo si apre sabato 12 settembre e durerà tre weekend, fino al 27 settembre: con la “debuttante” Bagheria, in contemporanea apriranno le porte Trapani, Marsala, Mazara del Vallo – visitabili con coupon validi nelle tre città – ; ritorneranno per la quarta volta Messina e Caltanissetta, farà il bis Sambuca, e, soltanto nell’ultimo weekend (26-27 settembre), riecco anche il borgo di Naro. Dal 3 ottobre, la seconda tranche: toccherà alla sontuosa Catania scolpita nella lava, all’elegante Ragusa e alle (diversamente) barocche Scicli e Noto; ritornerà Sciacca e debutterà anche Monreale che partirà addirittura dal 10 ottobre, dopo l’ammiraglia, Palermo, dove il Festival durerà sei weekend, fino all’8 novembre. Aneddoti, info, e ogni altra curiosità sul festival sul portale www.leviedeitesori.com e sul magazine.

Le Vie dei Tesori, nato nel 2006 in seno all’Università palermitana, oggi coinvolge 15 città in tutta la Sicilia con oltre duecento partner pubblici e privati: Regione, Atenei, Comuni, Diocesi, gestori privati, istituzioni dello Stato, proprietari di palazzi nobiliari. Da Roma è appena arrivata, per il quinto anno consecutivo, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica.

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LA NOBILE BAARÌA. La bella, intellettuale Bagheria dei salotti culturali dove crebbe Guttuso; del cinema di Tornatore, delle ville che facevano a gara con quelle della palermitana Piana dei Colli. Scoprire Bagheria vuol dire cercare le tracce degli Alliata, dei Valguarnera, dei Branciforti, dei Gravina, dei principi di Cattolica, e mischiarle ai saluti vittoriosi dei primissimi circoli comunisti che sfidavano la DC. La visita non può che partire dalle residenze nobiliari dove il tempo si è fermato. E dunque, Palazzo Butera, buen retiro del principe di Pietraperzia deluso dalla politica: studi recenti ne faranno scoprire tratti inediti; Palazzo Villarosa,  disegnato dal Marvuglia, per un periodo abitazione del pittore bagherese Nino Garajo; Villa Ramacca, edificata dal principe Bernardo Gravina, a cui si accede percorrendo un lungo viale di piante esotiche. Di Villa San Cataldo resta invece soltanto il prezioso e romantico giardino all’italiana. Ma si potrà anche scoprire l’ultimo pittore di “masciddara”: Michele Ducato ha come “amici” Angelica e il paggio Medoro oppure Astolfo che cerca sulla luna il senno di Orlando, oltre a santi e cavalieri, saracini e crociati, nati dalla sua mano artigiana. Di musei ci sarà solo l’imbarazzo della scelta: ovviamente si parte dalla collezione di Villa Cattolica, un’immersione nell’universo di Guttuso – ma il Festival porterà anche nella chiesetta di Aspra dove, da  giovane pittore “comunista”, consegnò alla Storia i visi dei pescatori, e per questo vide i suoi affreschi “cancellati” per decenni – . Poi apriranno le porte due piccoli tesori, due musei gioiello nati dall’inventiva di privati appassionati: al Museo dell’Acciuga si racconta il mondo “povero” della pesca e della salagione; al Museo del Giocattolo ci si perderà tra bambole in pannolenci, pupattole in biscuit, carrozzine in alpacca. Si chiude con Oasi Blu, un’inattesa casa d’artista, una wunderkammer sorprendente tra cappelle votive, altari ai viaggiatori illustri, memorabilia raccolte da un ex ferroviere prestato all’arte.

Sarà invece la borgata marinara di Santa Flavia ad offrire due “esperienze” ai visitatori de Le Vie dei Tesori: si potrà partire da Porticello per navigare lungo la costa fino al borgo di Sant’Elia; o addirittura tentare un’immersione assistiti da un sub esperto. Tutte da provare.

Un Festival in sicurezza a Bagheria

In Sicilia quindi due mesi interi di Festival, oltre trecento luoghi da visitare – tra chiese, cimiteri, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: insomma, a Le Vie dei Tesori non si rinuncia, si potrà vivere il Festival nella sua tranquilla fascinazione, ma con qualche accorgimento in più. I luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda di ciascuno spazio e delle caratteristiche dei siti. È stata istituita ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point allestito a Villa Cattolica – Museo Guttuso (via Ramacca 9). Le visite si faranno con la guida in presenza, se la logistica dei luoghi lo consente; oppure con l’audioguida d’autore registrata dalla viva voce dei giovani dell’associazione Amici delle Vie dei Tesori: storici dell’arte, architetti, botanici, urbanisti, appassionati. Insomma, il fascino dello storytelling – che è poi il vero marchio di fabbrica del Festival – resterà intatto.

Dona 1 euro per la bellezza!

Un euro per sostenere progetti di restauro e di decoro urbano, organizzare attività di educazione al patrimonio per i bambini, promuovere borse di studio per i giovani anche per sostenere i ritorni al Sud. Quest’anno, comprando i coupon del Festival, si potrà scegliere di donare 1 euro in più per sostenere gli altri progetti dell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus. Tra gli interventi di restauro già realizzati, il recupero dei lampadari della Palazzina Cinese e del salottino di Palazzo Mirto, a Palermo, il restauro di una preziosa tavola custodita nella Cappella della Mortificazione a Trapani e la manutenzione della cupola del Campanile del Carmine di Marsala. È tuttora in corso sia il recupero delle due sfingi in pietra di Billiemi del Gymnasium dell’Orto Botanico di Palermo, che il restauro di un antico corale manoscritto a Trapani che si potrà seguire in diretta durante le visite.

In pullman da Palermo nelle altre città del Festival

Quest’anno, accanto alle visite, alle passeggiate e alle esperienze si aggiunge un altro tassello nell’offerta del Festival: i tour organizzati in collaborazione con Insider Sicily, il tour operator che fa scoprire un’isola autentica, fuori dalle consuete rotte turistiche. “Mezza giornata con noi”, per vivere il Festival in libertà con otto ingressi e un pranzo/cena tipico (con prenotazione dei luoghi garantita dall’organizzazione) e “Un weekend con noi”, un finesettimana in tutte le città del Festival per scoprire tesori dell’arte e del palato.

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La Sicilia come un unico, vero “museo diffuso”. Partendo la mattina da Palermo, si potranno raggiungere comodamente in pullman le altre città del Festival e dopo le visite, rientrare in serata. Torna anche quest’anno l’iniziativa delle Vie dei Tesori in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. A settembre si potranno scoprire Caltanissetta e Trapani (domenica 13 settembre); Marsala e Messina (20 settembre); Mazara del Vallo, Naro e Sambuca (27 settembre). Nel pieno rispetto di tutte le normative anti-Covid, visto che i bus vengono sanificati prima di ogni tour, sono muniti di dispenser con gel igienizzante, e, oltre alla pulizia, viene svolta una accurata manutenzione degli impianti di riscaldamento e condizionamento.

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