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Progettazione tridimensionale e nuove tecnologie: come cambia la nautica

progettazione tridimensionale

Tecnologie e sostenibilità vanno ormai di pari passo nel mondo della nautica: la modernità delle infrastrutture è palpabile a tutti i livelli, dalla costruzione al refit, e i programmi di progettazione tridimensionale guidano la rivoluzione nei cantieri.

Questi ultimi, per dirne una, sono forniti di capannoni dotati di sistemi di regolazione della temperatura e dell’umidità con aspirazione delle polveri e delle emissioni. A questo si aggiungono tante nuove tecnologie, come lo shiplift da 4 mila tonnellate (con piattaforma sommergibile e un sistema di rotaie utile e carrelli elettrici per alaggio, varo e spostamento di barche fino a 95 metri) o il capannone modulabile dotato di tetto apribile che permette di non smontare l’albero.




Progettazione tridimensionale e lavoro dell’uomo

Nel cantiere genovese di Tankoa Italian Yachts, specializzato nella costruzione di yacht, custom e semicustom sopra i 45 metri, l’imbarcazione viene realizzata come un puzzle. Gli scafi giungono già assemblati mentre il cantiere fa l’outfitting, l’allestimento tecnico e degli interni. La maggior parte dei pezzi che completeranno l’imbarcazione arrivano tagliati su misura e devono solo essere montati nella giusta posizione, grazie alla progettazione tridimensionale integrata dello yacht, che permette di aumentare la velocità e la precisione e di conseguenza di avere un maggiore dialogo tra tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione della barca.

“Quando lo scafo arriva vuoto in cantiere si iniziano a trasportare a bordo tutti i componenti, i motori, le macchine e si chiude con la sovrastruttura. I falegnami costruiscono i telai per supportare pavimenti e soffitti (tutto è realizzato su pavimenti elastici, tutta la cabina è isolata) e lì dentro si montano pareti, letti, armadi”, ha spiegato Andrea Parodi, direttore tecnico di Tankoa.




In contemporanea inizia la stuccatura dello scafo e per ultima la verniciatura. “La progettazione virtuale è molto utile in fase di definizione degli spazi per gli impianti, perché segue il percorso reale della costruzione, definisce ad esempio i confini fra gli spazi del falegname e dell’arredatore e quelli dove si dovranno far passare cavi, tubi e condotte. Digitalizzazione, velocità dei server e potenza del computer e dei programmi hanno trainato la svolta per la cantieristica 4.0”.

“All’interno di una barca ci sono migliaia di tubi e ogni linea ha una sua funzione, non devono esserci sovrapposizioni o incastri per far sì che tutte le zone siano smontabili, ispezionabili, riparabili e rimesse in posizione, e anche questo viene progettato in 3d”, ha sottolineato Emanuela Canzi, responsabile produzione di Tankoa davanti all’intelaiatura del soffitto di uno dei ponti di un 50 metri quasi pronto per andare in mare.

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I capannoni del cantiere sono isolati e termoclimatizzati per mantenere temperatura e umidità ideali per la pittura. Nonostante queste tecnologie, tuttavia, rimane sempre centrale la capacità umana, “Le saldature”, ha continuato Parodi, “non le fa il computer e neppure stuccatura e carteggio. Uno scafo saldato può essere più grande o più piccolo del 3% a seconda delle saldature”.

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Redazione Sport

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