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Capitale della Cultura 2022, in corso le audizioni delle finaliste: il 18 gennaio il verdetto

le finali della capitale della ciltura 2022

Sono ore decisive per la designazione della Capitale italiana della Cultura 2022. Oggi e domani, sul canale Youtube del Ministero dei Beni Culturali, saranno tenute in diretta streaming le audizioni delle 10 città finaliste.

A contendersi il titolo Ancona, Bari, Cerveteri (Roma), L’Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Procida (Napoli), Taranto, Trapani, Verbania (Verbano-Cusio-Ossola), Volterra (Pisa). Su dieci città ben sei si rispecchiano nell’acqua, cinque infatti affacciano sul mare e una su un lago (Verbania sul Lago Maggiore).

Come si stanno svolgendo le selezioni per la Capitale della Cultura

Ogni città candidata ha già presentato un dossier al Ministero dei Beni Culturali e alla Giuria per la selezione, presieduta dal prof. della Bocconi Stefano Baia Curioni. Adesso siamo allo sprint finale. Ogni città ha un’ora di tempo, in diretta streaming, per convincere la giuria che sono loro la scelta giusta.




Alla fine di questa due giorni, la commissione farà le sue valutazione e lunedì 18 gennaio presenterà al ministro Dario Franceschini il nome della città Capitale italiana della Cultura 2022 che si aggiudicherà anche un premio di un milione di euro.

Gli assi nella manica di ogni città candidata

Coltiva buone speranze sulla candidatura di Procida Fabio Siniscalchi, presidente di Oceanus Onlus, associazione che si batte per la difesa dei mari: “Nessuna candidatura, dall’istituzione di questo progetto nel 2014 ad oggi, ha mai generato una simile partecipazione ed entusiasmo dando eco, prestigio e popolarità alla stessa iniziativa del MiBACT. Con questo fervore Procida, prima ancora dell’esito alla sua candidatura, ha già dimostrato che la cultura non isola“.

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Ma la competizione è davvero agguerrita e ogni candidata ha puntato sulle sue bellezze e le sue caratteristiche. Taranto, pe esempio, città spesso al centro della cronaca per ospitare la più grande acciaieria d’Europa, vuole mostrare il suo volto meno noto e ha lanciato lo slogan “La cultura cambia il clima”.  La vicina Bari si gioca tutto su “La cultura vien dal mare”.




Trapani si propone come centro delle culture euro – mediterranee. Ancona ha puntato sul rapporto con l’Altro. Le due città di origine etrusca, Cerveteri e Volterra, scommettono rispettivamente sul programma “Alle origini del futuro” e “Rigenerazione umana”. L’Aquila, dopo i tristi fatti del terremoto, tenta la vittoria con “La cultura lascia il segno”, Pieve di Soligo punta a far conoscere il territorio circostante già dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità, mentre Verbania, unica città su un lago ha fatto dell’acqua il fil rouge della sua candidatura “La cultura riflette”.

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