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Intervista a Banti (Nacra 17): “Una Medaglia a Tokyo? Speriamo del colore più bello”

intervista caterina banti medaglia

Caterina Marianna Banti è una di quelle persone che qualsiasi cosa fa, la vuole fare al meglio. Laureata con 110 e lode in Lingue e civiltà orientali, vantava già nel curriculum diverse pubblicazioni scientifiche ed era pronta a fare il dottorato. Ma oltre alla passione per le lingue, da anni ne coltivava un’altra, la vela, che si nutriva di un sogno: arrivare alle Olimpiadi. Con la sua determinazione non era difficile prevedere che ce l’avrebbe fatta e a Tokyo rappresenterà l’Italia nel Nacra 17, insieme a Ruggero Tita, di cui sarà prodiera. Ma Banti non arriva alle Olimpiadi con il medagliere vuoto: bronzo al mondiale 2017, oro l’anno successivo (nella foto di Sailing Energy/World Sailing), 3 titoli europei conquistati e proprio in vista di Tokyo, vittoria al “Test event” nel 2019, ovvero la gara che si tiene nella stessa location dei giochi olimpici a mo’ di preview.

Partiamo dallo stato d’animo, come si sente in vista di Tokyo?

Trepidante. Non vedo l’ora che arrivino i giochi. Sulle sfide mi sento molto serena. In qualche modo l’Olimpiade è più “semplice” dei mondiali e degli europei, dove ci sono tantissimi concorrenti. A Tokyo saremo solo 20 squadre. Chiaramente gioca molto il fattore psicologico e l’importanza della sfida, ma sono molto serena. Voglio affrontarla come una regata come tutte le altre.




Com’è allenarsi con Gabriele “Ganga” Bruni?

Il nostro allenatore sta lavorando molto bene con noi. Ci sta preparando a dare il massimo e ad arrivare pronti all’appuntamento con Tokyo. E ci è riuscito nonostante ci sia la pandemia.

La pandemia, appunto, come è stato lavorare durante il Covid?

Guardo sempre il lato positivo delle cose, anche se per la pandemia è difficile trovarlo. Diciamo che di buono c’era che riuscivi ad allenarti praticamente da solo, quindi non avevi distrazioni o problemi di traffico quando dovevi recarti in acqua. Dall’alto lato, come sportiva, mi sono mancate le regate internazionali, le sfide con gli atleti stranieri. L’ultima che ho fatto è stata a settembre, ma tutto l’anno scorso è stato chiaramente avaro di gare.

Chi sono gli avversari più temibili a Tokyo?

I team forti sono: gli inglesi, gli argentini, gli australiani. Ma non ragiono nella logica di “chi è l’avversario da battere”. Mi concentro su me stessa e penso di dover dare il massimo. Per me è semplicemente così.

Obiettivi e sogni?

L’obiettivo è riuscire a fare la miglior performance in acqua. E per arrivarci devo continuare ad allenarmi in un certo modo. Il sogno è ovviamente una medaglia, speriamo del colore più bello…  

LEGGI ANCHE: VERSO TOKYO. Zennaro: “Obiettivo entrare nelle prime 10. Il sogno? Una medaglia olimpica”

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