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La moria di nacchere di mare causata da un patogeno

nacchere di mare

Salento, colpa di un patogeno la moria di nacchere di mare

Le nacchere di mare, chiamate anche Pinna nobilis (Linnaeus 1578), pinna comune, cozza penna o stura, sono i più grandi molluschi bivalve presenti nel Mar Mediterraneo, ma la loro esistenza oggi viene minacciata dagli agenti patogeni e dai cambiamenti climatici. Da tempo, nei mari salentini, come anche in quelli di altre zone d’Italia e dei paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, si registra una diffusa moria della nacchera di mare, nonostante le norme internazionali vietino sia la pesca che il consumo di questo grande mollusco, in quanto la Pinna Nobilis è specie protetta. Sulle morti sospette del mollusco bivalve, il Dipartimento di Zoologia e Biologia marina all’Università Federico II di Napoli ha avviato una indagine.

Nacchere di mare: i molluschi più grandi del Mar Mediterraneo

Nascoste nella sabbia o ricoperte dalle alghe, le nacchere di mare svettano nei fondali, con le loro conchiglie che possono raggiungere e superare il metro di lunghezza e i 25 anni d’età. Queste generose dimensioni regalano alla Pinna nobilis il titolo di mollusco bivalve più grande del Mediterraneo, che si nasconde i tra il fitto manto di foglie della Posidonia oceanica, nutrendosi delle particelle organiche presenti nell’acqua e filtrate con le branchie. La sua pesca è vietata, ed essendo un grande mollusco filtratore che accumula patogeni e inquinanti, è sconsigliato mangiare la nacchera di mare perché può essere pericoloso per la salute, nonostante in molti ritengano la Pinna Nobilis commestibile.

Purtroppo questa specie, come altri molluschi, sta morendo nelle acque italiane che affacciano sul Mediterraneo. Una moria denunciata già nel 2018, quando è partita una ricerca in Sardegna per stabilire le cause del decesso della nacchera di mare, e che nel gennaio del 2020 ha raggiunto anche il Golfo di Trieste. Il fenomeno è noto anche ai pescatori della costa salentina, così come agli studiosi che monitorano i fondali delle riserve marine. In base agli accertamenti eseguiti dal personale dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, il fenomeno sarebbe causato da un patogeno isolato nel corso degli studi e potrebbe essere collegato, sia pure in maniera indiretta, al riscaldamento globale del pianeta.

Morte Pinna nobilis: “Concausa surriscaldamento acque”

Alla base della morte della nacchera di mare, il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo, potrebbe esserci un agente patogeno, ma non è esclusa una concausa. “Il patogeno è la causa della moria degli esemplari delle nacchere di mare, il cui nome scientifico è Pinna Nobilis, ma non è escluso che l’innalzamento della temperatura delle acque dovuta al riscaldamento globale possa avere reso meno resistenti questi molluschi che proliferavano a temperature più basse”, spiega il professore Ferdinando Boero, docente di Zoologia e Biologia marina all’Università Federico II di Napoli.

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“La Pinna Nobilis è un mollusco scelto come bioindicatore, anche perché si tratta di una specie iconica, e quindi viene monitorato costantemente nelle aree in cui vive, come i fondali del Salento, ma anche nel Mar Ligure e, più in generale, nelle acque dei paesi del Mediterraneo – spiega Ferdinando Boero -. Nell’Area marina protetta di Porto Cesareo sono stati condotti degli studi approfonditi, ma quando sembrava che la popolazione di Pinna Nobilis si stesse riprendendo dall’attacco del patogeno, la moria di esemplari si è ripresentata in modo diffuso. Il fenomeno sembra non essere presente nelle acque di Trieste, tra le più fredde del Mediterraneo, è questo – conclude il professore Ferdinando p Boero – potrebbe essere il segno che la moria ha a che fare, sia pure in modo indiretto, con l’innalzamento della temperatura delle acque”. 

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