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Federvela, Tartaglini: “Stop a compartimenti stagni, esploriamo ogni aspetto”

tartaglini federvela

Da due giorni la Federvela ha un’ex olimpionica del surf a capo della Commissione atleti: Flavia Tartaglini, 35 anni e a qualche mese dall’aver appeso la tavola (Rs:x) al chiodo, rinunciando alla sua ultima Olimpiade dopo la delusione di Rio 2016, chiusa al sesto posto. E il nuovo ruolo “mi è capitato tra capo e collo” dice in un’intervista all’Adnkronos. “Non ne sapevo niente, me l’ha comunicato il presidente, Francesco Ettorre, e sono caduta dalle nuvole”.

Non basta: Tartaglini sarà a capo di un settore Federvela della che vede insieme a lei nientemeno che Giovanni Soldini e Max Sirena, che faranno parte della commissione atleti. “Con dei personaggi del genere, mamma mia. Sono straonorata e felicissima di lavorare con loro. Però no, mi ha detto Giovanni: ‘il capo sei tu, metti in campo le tue idee’. Per me è una cosa bellissima”.




Passiamo alle idee, quindi. “La prima cosa che ho pensato è che noi siamo una piccola federazione ma neanche ci conosciamo tutti. Abbiamo ottenuto risultati importanti negli anni, ma sempre a compartimenti stagni”. Surf qui, catamarano là, le varie derive. “Ecco, questo deve finire. Il mare collega tutto e il nostro compito è fornire ai ragazzi, fin da bambini, la più ampia possibilità di scelta. La deriva ma anche l’altura, le regate tra le boe, ma anche una traversata. Noi siamo piccoli ma andiamo per mare, e il mare è i quattro quinti del pianeta”.

“La scelta di Soldini e Sirena una grossissima opportunità”

La scelta di Soldini e Sirena va in questa direzione, come ha anche sottolineato Ettorre: “secondo me è una grossissima opportunità, fin da bambini bisogna conoscere tutte le sfumature della vela, avere un range di scelte e poi scegliere. Spero che vada tutto a vantaggio del nostro sporto, che è medaglie olimpiche ma anche sfide in oceano. E se Soldini mi invitasse a fare una traversata direi subito di sì, anche se non è proprio la mia specialità, magari non durerei neanche due notti: lì bisogna essere dei lupi di mare”.




Cosa in cui sono bravissimi i francesi, però recentemente battuti all’ultima Mini Transat dal milanesissimo Ambrogio Beccaria nelle barche di serie, prima assoluta per un italiano: “Ambrogio è un grande, e lo conoscerò presto. Anche qui, l’obiettivo è recuperare il tempo perso con i francesi, dei maestri. Dobbiamo far diventare normale ogni disciplina velica”, conclude.

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