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Nuove linee guida Uni-Legambiente sulla qualità degli stabilimenti balneari

Nuove linee guida Uni-Legambiente sulla qualità degli stabilimenti balneari

Nuove linee guida Uni-Legambiente sulla qualità degli stabilimenti balneari: la norma riguarda parametri di miglioramento in termini di sostenibilità ambientale, accessibilità e sicurezza.

La nuova prassi di riferimento è l’UNI/PdR 92:2020 sulla qualità degli stabilimenti balneari, che fornisce linee guida al miglioramento delle attività delle imprese di balneazione indicando parametri di sostenibilità ambientale, accessibilità, qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente.

Elaborata dall’ente di normazione Uni e dall’associazione ambientalista Legambiente, la normativa è frutto di un tavolo di lavoro durato diversi mesi, che ha coinvolto anche diverse realtà del settore balneare come Unionmare Veneto, Sib-Confcommercio Toscana, Fiba-Confesercenti Campania e Village 4 All.

Ecco i contenuti delle linee guida Uni-Legambiente

La prassi di riferimento UNI/PdR 92:2020 è stata elaborata partendo da pratiche, regole e linee guida attuate dagli operatori del settore balneare, da associazioni ambientaliste e da esperti nell’ambito dell’accessibilità applicata al mondo del turismo, e si rivolge a tutti gli imprenditori del settore interessati a qualificare il proprio operato al fine di migliorare il servizio e porsi all’avanguardia nel mercato turistico.

Per quanto riguarda l’accessibilità, il documento si rifà ai principi della progettazione universale così come stabilita dalla convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, ovvero la progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate. Le indicazioni fornite consentono di strutturare al meglio i servizi di uno stabilimento balneare in funzione delle peculiarità del luogo, delle dimensioni della spiaggia e delle caratteristiche degli impianti e delle opere.

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In merito agli altri servizi di qualità, inoltre, la nuova prassi Uni descrive e classifica le caratteristiche e i servizi offerti dallo stabilimento balneare, distinguendo i servizi principali (come accoglienza e spiaggia) e quelli accessori (come la ristorazione, il parcheggio, i servizi ludico-ricreativi, l’area relax, eccetera) e inquadrando tali servizi secondo quattro precisi obiettivi:

  1. sostenibilità ambientale per ridurre l’impatto negativo sull’ambiente naturale e per la tutela del paesaggio;
  2. accessibilità per garantire a tutti i clienti il godimento di spazi, servizi e strutture;
  3. qualità per la soddisfazione del cliente;
  4. sicurezza per i clienti e il personale impiegato.

Il documento definisce inoltre le politiche relative alle risorse umane (il personale dello stabilimento balneare che deve essere in numero sufficiente e avere la qualifica necessaria per garantire la funzionalità e l’efficienza dello stabilimento e di tutti i servizi offerti) e alle risorse materiali (ossia le strutture, gli spazi di lavoro, le apparecchiature, i servizi di supporto per poter svolgere correttamente ed efficacemente le attività dell’azienda).

Infine, la norma UNI/PdR 92:2020 si concentra sull’organizzazione e la gestione degli stabilimenti balneari analizzando la politica dell’imprenditore, la gestione dei servizi, la pulizia e manutenzione e gli approvvigionamenti, la formazione del personale, la misurazione, l’autoanalisi e il miglioramento (ovvero le azioni che l’imprenditore balneare deve attuare per dimostrare la conformità dei servizi offerti agli obiettivi fondamentali).

La prassi di riferimento può essere liberamente scaricata dal sito di Uni, previa registrazione, su store.uni.com.

Nuove linee guida, commenti di Legambiente e Uni

«L’idea per questa prassi viene da un progetto realizzato da Legambiente e Village 4 All, “Ecospiagge per tutti“, che ha rappresentato un primo step per affrontare i temi della sostenibilità e dell’accessibilità con gli imprenditori balneari», spiega Paola Fagioli del settore turismo di Legambiente, project leader della prassi. «Abbiamo trovato interlocutori attenti e sensibili a cui abbiamo chiesto di essere parte del tavolo di lavoro della prassi: Unionmare Veneto, Sib-Confcommercio Toscana e Fiba-Confesercenti Campania. Il lavoro fatto insieme è una vera e propria guida verso un turismo inclusivo, attento all’ambiente e con lo sguardo rivolto al futuro. Speriamo che strumenti come questo possano aiutare a superare gli sterili confronti sulle normative europee e gettare le basi per una riflessione concreta sul riordino del sistema balneare italiano».

Aggiunge il presidente di Uni Piero Torretta: «Lo sviluppo sostenibile è un obiettivo e un impegno sempre più inderogabile. L’accessibilità agli spazi, la sicurezza d’uso, l’attenzione alla salute e alla sicurezza delle persone, la competenza e la professionalità degli addetti, la qualità dei servizi sono elementi fondamentali per il perseguimento dell’obiettivo nell’interesse di tutti. A questi principi si riferisce la normazione quando affronta i temi del rapporto delle persone nel lavoro e nel tempo libero. Nel nostro paese gli stabilimenti balneari non sono solo un’attività centrale del sistema turistico, ma anche un importante luogo di lavoro e un momento di svago e divertimento. Definire gli standard delle prestazioni del turismo balneare in modo sostenibile per l’ambiente e la sicurezza dei servizi è importante sia per il miglioramento delle attività delle imprese, sia per la qualità dei servizi delle persone utenti. Questo è il ruolo della normazione nella funzione istituzionale che la legge gli assegna».

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Sottolinea infine il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani: «Dalla nostra collaborazione con Uni è scaturito uno strumento prezioso per tutti gli operatori del settore che guardano al futuro sostenibile del turismo balneare e dei nostri litorali. Un futuro che non può prescindere dalla riduzione dell’impatto ambientale delle strutture, che devono al contempo garantire servizi all’avanguardia, di qualità e, mai come in questo momento, una piena accessibilità in sicurezza. Il tutto nel massimo rispetto del contesto naturale e paesaggistico nel quale vanno a inserirsi, in territori per anni compromessi da un tipo di turismo che non ha tenuto conto delle peculiarità di questi luoghi, soggetti al fenomeno del marine litter e dell’erosione costiera, strettamente correlata all’emergenza del cambiamento climatico. La gestione degli stabilimenti, del resto, appare come un comparto decisivo nel miglioramento dello stato di salute delle nostre coste, e la prassi Uni-Legambiente va nella direzione auspicata in termini d’innovazione sostenibile, in linea con le tendenze di un mercato che punta sempre più su un’offerta green e qualificata».

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