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“Il mare e la spiaggia nemici del Coronavirus”

Il mare e la spiaggia nemici del coronavirus

Il mare e la spiaggia nemici del coronavirus

Il mare e la spiaggia nemici del Coronavirus: così ha dichiarato in un’intervista il famoso virologo italiano Giulio Tarro, che ci svela molte caratteriste del Covid-19 e di come si potrebbe combattere. “Il virus per diffondersi ha bisogno di spazi chiusi, scarsa ventilazione o sistemi di aria condizionata, temperature basse o umide”.

“Il mare e la spiaggia sono l’esatto contrario di questo microclima propizio – spiega Tarro – Questo passo va fatto subito, prima che arrivi il vaccino”.

Durante le sue interviste il professor Tarro ha spiegato: “Anche qui c’è un grave problema di analisi, noi accademici in questo momento siamo tutti in attesa del vaccino che non è altro che un anticorpo di chi non si è ammalato, malgrado il virus, o di chi ha contratto il virus ed è guarito”.

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Il mare e la spiaggia nemici del Coronavirus: il noto virologo Tarro fa delle constatazioni e dice: “Tutti aspettano i vaccini, ma noi gli anticorpi dei guariti già li abbiamo. L’infusione di 200 millilitri di plasma è un aiuto enorme per qualunque malato, si chiama plasmaferesi, e non l’ho certa inventata io”.

Tarro: “Il fattore climatico è senza dubbio fortissimo”

Per quanto riguarda il vaccino che in molti stanno sperimentando, Tarro si dice scettico: “Ho sentito dire che in via sperimentale questo tipo di cure le stanno già applicando a Mantova, a Pavia e a Salerno. Il virus può essere controllato con le normali misure igieniche e con la diffusione degli anticorpi, la dimensione del contagio verrà abbattuta dal cambio di clima indotto dalla stagione estiva, anche al nord”.

Ecco perché la soluzione potrebbe venire da spiaggia e mare: “Il fattore climatico è senza dubbio fortissimo nella diffusione di questa epidemia -sostiene Giulio Tarro – Come si fa a non vedere che i numeri del contagio scendono drasticamente al sud? Il mare, il sole hanno difeso una parte dell’Italia dal contagio, anche all’estero”.

“L’Africa ad esempio, ad oggi risulta praticamente indenne, i virus influenzali con il mare soffrono – conclude Tarro – Il Covid, pure con la sua specificità e la sua virulenza appartiene a quella famiglia e soffre, fatica a diffondersi. Il virus si replica a temperature basse e umide, questo accade anche per il rinovirus”.

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