Site icon Non Solo Nautica

Lunga scia di vittime tra mare e laghi. Giugno mese nero ed è allarme sicurezza

incidente lago como giugno mese nero per la sicurezza luca fusi

Luca Fusi, ventenne della provincia di Como, è l’ultima vittima di una serie di incidenti che, tra mari e laghi, ha visto diverse persone perdere la vita in questo ultimo mese di giugno. Un mese nero che ha mostrato tutti i limiti e i pericoli che si corrono quando si è in acqua. Pericoli che si potrebbero limitare con alcune semplici misure di sicurezza.

Fusi era in barca con due suoi amici, quando è stato travolto da uno scafo con a bordo 11 ragazzi di nazionalità belga. Per lui non c’è stato nulla da fare e ha perso la vita in seguito all’impatto. L’incidente è simile a quello avvenuto pochi giorni prima sul lago di Garda. Qui durante la notte tra sabato e domenica una coppia ha perso la vita perché la sua barca è stata travolta da un motoscafo. A bordo c’erano due turisti tedeschi che non si sono fermati per i soccorsi. I corpi delle due vittime sono stati recuperati ore dopo dalla Guardia Costiera.



Giugno mese nero per la sicurezza in acqua: non solo incidenti, anche malori

Se gli scontri tra scafi hanno segnato in negativo questo mese di giugno, non meno lo hanno fatto i malori in acqua. A Baveno un 32enne di origini sudamericane è morto annegato. Si trovava con i familiari e alcuni amici alla foce del torrente Selva Spessa: si sarebbe tuffato per aiutare alcuni bimbi in difficoltà e non è riuscito a riemergere.

A Marina di Arbus, a una cinquantina di chilometri da Cagliari, un uomo di 60 anni, ha visto la figlia e due sue amiche annaspare in acqua e si è gettato in mare lanciando l’allarme ai vicini di ombrellone. Ha salvato – insieme agli altri bagnanti che lo hanno seguito in acqua – tre ragazzine, compresa la figlia di 12 anni ma il suo cuore ha ceduto a pochi metri dalla riva.

Sempre in provincia di Cagliari, a Pula, altri due morti. Un anziano di 87 anni è annegato mentre faceva il bagno e un altro bagnante, nel tentativo di rianimarlo – forse a causa dello sforzo e della fatica – è stato colpito da un infarto.

Cosa si può fare per una maggiore sicurezza in acqua

Se ogni incidente o malore in acqua ha una storia a sé, è anche vero che qualcosa per limitare i rischi quando si è in acqua si potrebbe fare. Per gli scafi, per esempio, sarebbero auspicabili più controlli sulla velocità delle barche quando sono vicine alla costa. Confarca, l’associazione che riunisce le scuole nautiche, da anni chiede l’introduzione nel nostro ordinamento dell’omicidio nautico, sulla falsariga dell’omicidio stradale. Certo una legge da sola non risolverebbe il problema, ma potrebbe fungere da forte deterrente e aumentare la consapevolezza di chi si mette alla guida.

Per i malori in acqua sarebbe auspicabile nei periodi estivi un rafforzamento della presenza dei bagnini sulle spiagge pubbliche, soprattutto in quei tratti di costa dove è noto che correnti e venti potrebbero creare problemi ai bagnanti. Oltre a creare posti di lavoro stagionali, l’iniziativa permetterebbe a tante famiglie di passare con più serenità le loro giornate a mare.

Iscriviti alla Newsletter per rimanere aggiornato su tutte le news!

Exit mobile version