Avviso dall’Enpa, per sensibilizzare genitori e bambini per il benessere degli animali in spiaggia contro la tortura del secchiello.
Infatti secondo gli esperti dell’ENPA catturare nei secchielli granchi, pesciolini, meduse e stelle marine è una tortura per questi animali, e il più delle volte li condanna a morte.
La tortura del secchiello una condanna a morte per i giovani esemplari
Anche quest’anno, l’Enta nazionale protezione animali lancia il suo appello estivo contro la cattura degli animali marini sulle spiagge.
Un gioco crudele secondo la ONG, praticato da molti bambini con l’assenso dei genitori: “Anno dopo anno sembra che la ‘tortura nel secchiello’ sia una ‘tradizione’ irrinunciabile che anima le spiagge di tutta Italia – scrive l’Enpa in un comunicato -.
“Poi però li rimettiamo in mare” è tra le frasi più gettonate da chi pratica questi crudeli ‘giochi’. Pochi sanno che tutti gli animali, compresi gli abitanti del mare come meduse, pesci o molluschi, sono protetti e non si possono ne’ catturare e ne’ imprigionare, neanche temporaneamente.
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Secondo i ricercatori dell’ENPA questo è “un reato ai sensi del Codice Penale articolo 544 bis e ter”.
“Prendere un granchio, una stella marina o qualsiasi altro animale del mare e metterli nel secchiello equivale a una loro morte certa, anche una volta liberati – spiega l’associazione – l’acqua dentro il secchiello raggiunge infatti alte temperature velocemente, senza che i bimbi possano rendersene conto. Quaranta gradi possono essere fatali per gli abitanti del mare”.

Fabio Iacolare è videomaker e giornalista pubblicista dal 2010: esperto in regia di format tv e giornalista esperto in eventi a carattere culturale, ambientale ed enogastronomico italiano.
