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Pesca dell’aragosta, in Sardegna abolito il giornale di bordo per la tracciabilità

“Grazie al decreto firmato oggi dall’assessore all’Agricoltura, Gabriella Murgia, si va a rettificare uno dei tanti provvedimenti inseriti dalla giunta Pigliaru, quello che disciplinava la pesca dell’aragosta, dell’astice e della granseola, che altri meriti non ha avuto se non quello di complicare ulteriormente la già complessa burocrazia che attanaglia il settore ittico.

Nello specifico il decreto del 2016 obbligava i pescatori di crostacei a censire ogni preda in un deleterio registro di bordo”. Così il capogruppo della Lega del Consiglio regionale sardo, Dario Giagoni. “Questa procedura non garantiva nessuna ulteriore tutela per la genuinità o tracciabilità del prodotto – spiega Giagoni- ma si limitava a complicare ulteriormente l’iter burocratico cui sono sottoposti i pescatori. Costretti infatti a censire, specificando a bordo dell’imbarcazione sia il peso del crostaceo che il punto esatto della cattura, anche gli animali sotto misura che venivano poi rilasciati in mare.

Un procedimento tanto lungo quanto complesso che, se non svolto regolarmente, li esponeva al rischio di esose sanzioni”. Come gruppo Lega, conclude, “siamo soddisfatti di questo risultato che va a vantaggio soprattutto della piccola marineria e che tiene finalmente conto delle tradizionali caratteristiche del settore. Un risultato a cui abbiamo lavorato e che avvia quel percorso di snellimento burocratico, da noi fortemente voluto, fondamentale per il rilancio e la salvaguardia di ogni settore”.

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