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Intervista a Max Sirena: “I foil sono il futuro della vela. Scommetterei su Luna Rossa vincente”

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Max Sirena Luna Rossa Training

Sono gli ultimi giorni prima dell’inizio delle regate ufficiali dell’America’s Cup, con la prima fase che vedrà Luna Rossa, Ineos e American Magic giocarsi la Prada Cup e la possibilità di sfidare il defender Team New Zealand. Sono ore frenetiche per i team, con le ultime prove prima dell’inizio delle gare (venerdì 15 gennaio alle 3 del mattino in Italia). Nonostante questo Max Sirena, skipper di Luna Rossa, non si sottrae alle domande di Nonsolonautica.

Max Sirena, l’America’s Cup World Series ha visto Luna Rossa chiudere con tre vittorie e tre sconfitte. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Sicuramente quando andiamo in mare il nostro obiettivo è quello di vincere, sempre. La PRADA America’s Cup World Series di dicembre è stata la prima opportunità che avevamo per regatare contro i nostri avversari in maniera ufficiale e per noi è stato un buon test per vedere dove eravamo rispetto alla flotta. È stato molto interessante, e queste settimane fino alla PRADA Cup sono state importanti per cercare di mettere a punto un po’ di cose. Abbiamo sviluppato nei settori dove avevamo dei problemi rispetto agli altri e abbiamo migliorato lì dove ci sentivamo forti.

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Durante le World Series avete vinto agevolmente entrambe le gare con Ineos, mentre nelle due sfide con American Magic avete portato a casa una vittoria e una sconfitta. Nella Prada Cup, sono gli statunitensi il team da battere?

Sia Ineos Team UK che NYYC American Magic saranno team da battere. In queste regate è un attimo passare da una posizione di vantaggio di quasi 500 metri a perdere la regata. Così come è successo con Emirates Team New Zealand nell’ultima regata di dicembre, in cui siamo rimasti fermi in un buco di vento. In realtà i team sono tutti da battere, sono tutti molto forti. Gli inglesi in queste ultime settimane sono migliorati moltissimo, quindi mi aspetto delle ottime performance da parte di tutti in questa PRADA Cup.

Con Team New Zealand, invece, pur avendo gareggiato fino all’ultimo secondo non siete riusciti ad avere la meglio, quali sono i punti di forza dei neozelandesi e di cosa c’è bisogno per batterli?

Emirates Team New Zealand è il team da battere. Aspettano il vincitore della PRADA Cup nella finale dell’America’s Cup e storicamente il defender ha sempre un vantaggio a livello temporale. Inoltre sono consistenti con vento medio-forte. Abbiamo capito che è lì che dobbiamo migliorare e queste settimane abbiamo lavorato tanto per fare degli upgrade. Durante le scorse regate abbiamo fatto un po’ di errori, soprattutto contro di loro nella prima prova con vento, sicuramente non abbiamo portato la barca al meglio. Ovviamente per batterli dobbiamo vincere prima la PRADA Cup.

Ci sono opinioni contrastanti sulla scelta di gareggiare con barche munite di foil. Secondo alcuni, forse un po’ nostalgici, le barche dovrebbero toccare l’acqua e non volare. Cosa risponde a queste osservazioni?

Il futuro, la tecnologia e il guardare sempre avanti credo che sia nel DNA della Coppa America. Questa competizione è sempre stata un’evoluzione tecnologica e credo che il futuro sarà sempre più volante. Ma non solo in Coppa America, basta vedere molti IMOCA con foil che stanno partecipando a quest’ultima edizione di Vendée Globe in questi mesi, ad alcune classi olimpiche. Il futuro è quello. Può piacere o non piacere, ma non si può pretendere di tornare indietro.




Sempre in tema di foil, si è molto discusso delle diverse forme adoperate dai diversi team. Quanto influiranno queste “ali” sul risultato finale delle regate?

Le wing sono sicuramente importanti, ma non è quello che fa la differenza.  Non attribuirei la vittoria e la sconfitta solo alla bontà e alla caratteristica delle ali. Credo che bisogna mettere insieme un pacchetto ottimale a 360 gradi, vale a dire scafo, wing, vele, sistemi, equipaggio.

Durante le World Series Luna Rossa ha mostrato di avere esperienze, grinta, tattica. Cosa dovrà tirare ancora fuori per giocarsi la Prada Cup e, ce lo auguriamo, l’America’s Cup?

Credo che sia stato importante non solo da un punto di vista tecnico ma anche da un punto di vista di reazione del team. Dopo il primo giorno che avevamo perso le regate con i neozelandesi ci davano tutti per finiti. In realtà due giorni dopo siamo scesi in acqua a giocarci il primo posto nell’evento. È stata una forte reazione da parte del team e abbia rafforzato ancora di più lo spirito e la motivazione. Sicuramente bisogna essere sempre al 110% e fare un errore in meno rispetto agli avversari. Adesso pensiamo alla PRADA Cup e poi eventualmente penseremo a cosa fare per affrontare i neozelandesi.

Ultima domanda, un po’ da bookmaker: quanto Max Sirena quoterebbe la vittoria di Luna Rossa alla Prada Cup? E quanto darebbe il suo team vincente all’America’s Cup?

Io non posso scommettere su Luna Rossa Prada Pirelli, perché è illegale. Però scommetterei su di noi. Ma se fate la stessa domanda agli altri, tutti scommetterebbero sul proprio team. Quindi lascio a voi la scelta.

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