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Vendée Globe: Bestaven sorpassa Ruyant, adesso è primo

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Un nuovo capovolgimento di fronte al Vendée Globe: dopo i problemi al foil che ha rallentato la corsa di Charlie Dalin, attualmente al terzo posto,  in testa alla classifica adesso c’è Yannick Bestaven (Maitre CoQ IV) che ha sorpassato Thomas Ruyant.

La regata in solitario senza scalo né assistenza intorno al mondo si fa sempre più avvincente. L’ultimo aggiornamento del comitato di regata dà in testa alla regata  Bestaven, passato dal quarto al primo posto nel giro di 48 ore.

Vendée Globe, Bestaven svetta in testa alla classifica

Fino a poche ore prima, era alle spalle di Ruyant (LinkedOut), a sua volta primo ieri approfittando di un’avaria del leader della corsa fin dal 23 novembre, Charlie Dalin (Apivia), che accusa problemi al pozzetto del foil di sinistra.




La testa della corsa sta transitando in questi giorni sul limite della zona di interdizione, verso i 50 gradi di latitudine sud, sotto l’Australia e la Tasmania. La distanza tra i primi due è di appena sei miglia nautiche, ma Bestaven sembra aver trovato vento migliore di Ruyant: la sua media sfiora i 18 nodi, mentre il secondo viaggia poco sopra i 14.

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L’unico italiano in gara è Giancarlo Pedote, a bordo di Prysmian, stabile al decimo posto sui 27 concorrenti ancora in corsa. Finora hanno abbandonato in 6, tutti per avarie.

Pedote: “Mi aspetta un’altra strambata”

“Ho un’altra strambata da fare presto. Abbiamo un fronte che ci permetterà di correre verso la Nuova Zelanda. Non nascondo che l’Indiano mi piace, ho anche fatto il bagno nella sua acqua, ma voglio entrare nel Pacifico. E si inizia ad avvicinarsi a casa, sento l’odore di Larmor-Plage che si sta avvicinando” ha scritto su Facebook Giancarlo Pedote, che ha postato anche un video della doccia con acqua di mare (temperatura di 10 gradi) fatta per riprendersi dalle continue strambate per evitare la zona di interdizione, quella stabilita dall’organizzazione per non incontrare i ghiacci antartici. “Mi ha ‘bruciato’ passare l’angolino” della zona di interdizione, racconta Pedote, “ho continuato a strambare e mi ha stancato davvero, non mi sono fermato tutta la notte. Ed ero stressato per l’ingresso nella zona del ghiaccio”.




La strategia di Pedote è semplice: “Mi sarebbe piaciuto prendere sempre più vento, ma prima di partire avevo preso la decisione di tenere un comportamento saggio nelle situazioni complicate, in particolare in mare agitato. È una regola che mi sono dato perché la mia priorità è finire la gara, e la seconda fare il meglio possibile. Spero che i mari saranno più organizzati e che troverò opportunità per raggiungere quelli davanti”

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