Un marinaio ucraino è stato arrestato per aver tentato, questo sabato in Spagna, di affondare lo yacht di un magnate russo per cui lavorava. Il marinaio è ora stato rilasciato in libertà provvisoria a Maiorca, come riportato dai media iberici.
Il conflitto oltre l’Ucraina
La guerra continua ad imperversare per le vie delle principali città ucraine e intanto si svolgono i primi negoziati in Bielorussia tra le due fazioni. Con la fine della quinta notte di conflitto, non si fermano gli attacchi a Kiev e Kharkiv, ma l’inasprimento nei rapporti si sta allargando, come era prevedibile, anche agli ucraini e ai russi che abitano all’estero.
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Il marinaio ucraino, che ha tentato di affondare lo yacht, lavorava per il l’oligarca russo Alexander Mijeev, amministratore delegato di una società statale produttrice di armi, la Rosoboronexport. L’uomo, infuriato per l’invasione da parte dei russi nella sua terra natale e per il presunto uso di armi prodotte dal suo capo nell’occasione, avrebbe così deciso di vendicarsi a modo suo. Dopo essersi recato sullo yacht, il Lady Anastasia, ha aperto alcune valvole per farlo affondare: da qui avrebbe avvertito alcuni suoi colleghi, che hanno tentato di evitare l’affondamento. Il marinaio è stato arrestato dalla Guardia Civil e quando è stato rilasciato ha dichiarato di volersi recarsi in Ucraina per combattere le forze russe al fianco dei suoi connazionali.
Questo piccolo episodio è lo specchio di quelli che sono gli attuali rapporti tra ucraini e russi. Anche un eventuale negoziato difficilmente riuscirà a sanare una frattura sociale così profonda.
Laureando in Storia e Politica internazionale e aspirante giornalista. Sono molto sensibile alle tematiche ambientali e alla ecosostenibilità, oltre ad amare le lunghe passeggiate al mare il mattino presto.
