Roman Abramovich ha deciso di farsi un regalino, acquistando un mega yacht di 140 metri dotato di 48 cabine, con un equipaggio di 60 persone ed in grado di ospitare fino a 36 passeggeri.
Solaris, questo il nome del superyacht, è attualmente in costruzione in un capannone del cantiere navale Lloyd Werft a Bremerhaven, in Germania, più grande di Buckingham Palace, scrive il tabloid britannico The Sun che ne dà la notizia (guarda il video di Solaris mega yacht).
Solaris, lo yacht di Abramovich: ecco quanto costa
Solaris, il nuovo mega yacht Abramovich, dispone di otto ponti, oltre a una piattaforma per elicotteri e due motori avanzati per essere lo yacht più potente del mondo. Il prezzo di questo gioiellino? 430 milioni di sterline. Dopo tutto, il magnate russo non è nuovo a follie del genere.
Abramovichi è il patron del Chelsea, squadra di calcio londinese, e il suo patrimonio in sterline si aggira sui 9,8 miliardi. Il 54enne multimiliardario russo ha avuto una flotta privata di yacht e pare che lo yacht Solaris sia l’ottavo che può vantare nella sua collezione. C’è anche una nave da 25 milioni di sterline che avrebbe donato a Vladimir Putin, dopo essere stato eletto presidente della Russia nel 2002.
Eclipse, lo yacht del magnate russo con difesa missilistica
Di barchette del genere ne ha già una nella sua collezione esclusiva: si chiama Eclipse, un mega yacht il cui valore oggi dovrebbe aggirarsi attorno ad 1 miliardo di sterline. Costruito nel 2010, Eclipse è stato completamente ricostruito nel 2015 per soddisfare le esigenze di alto livello del suo multimiliardario padrone.
L’Eclipse da 553 piedi ha addirittura un proprio sistema di difesa missilistica, in caso di attacco. Ci sono 24 cabine per gli ospiti, due piscine, vasche idromassaggio, una sauna e persino una discoteca. Ecplipse mega yacht vanta anche un cinema, una sala conferenze, una sala giochi per bambini, un parrucchiere e un mini-sottomarino che può immergersi a 50 metri.
Redazione di Non solo Nautica, la rivista online sulla nautica e sul mare a cura di Davide Gambardella.
