Sapori dal Mare

Gli abbinamenti dallo Chef Rocco De Santis e dal maître Domenico Napolitano

Il desiderio di bere e mangiare bene, così come quello di scoprire le eccellenze italiane, non va mai in vacanza. Ma la rassegna dell’Hotel Brunelleschi di Firenze sì, e torna in settembre con due appuntamenti dedicati a Jermann e due a Fattoria Selvapiana
Grazie agli abbinamenti proposti dallo Chef Rocco De Santis e dal maître Domenico Napolitano, ogni mese il Ristorante Santa Elisabetta dell’Hotel Brunelleschi di Firenze (segnalato nella Guida Michelin e nelle guide principali di settore) presenta agli ospiti interessanti etichette di aziende vinicole italiane virtuose con belle storie da raccontare, e piatti creativi. Ogni sabato (con anteprima il venerdì).
Settembre accompagna in un viaggio attraverso le colline friulane e i freschi e aromatici calici della cantina Jermann, e alle pendici dell’Appennino fiorentino per i sangiovese di Fattoria Selvapiana.

Bella sorpresa tornare in città, a Firenze e trovare il gambero rosso che si veste di mandorle e panzanella e prendendo a braccetto una zuppetta di olive si tuffa in un 100% Sauvignon. E che dire del polpo che insieme alle alghe fa compagnia alle eliche di Gragnano aiutato da un 100% Chardonnay. Anche la triglia ne approfitta, vestita solo da una crosta di pane allo zafferano, uvetta e pinoli. E un bouquet di Chardonnay, Sauvignon, Ribolla gialla, Picolit, Malvasia valorizza la rassicurante morbidezza del cannoncino al formaggio morbido con pere e salsa di vino rosso.
Tutto questo succede all’Hotel Brunelleschi, perché lo Chef Rocco De Santis ha così interpretato le etichette di Jermann, e le presenta sabato 7 e 21 settembre. Il 14 e il 28 invece, sono le animelle, con arancia e tartufo, a non stare più nella pelle per l’incontro con un Sangiovese di Fattoria Selvapiana, così come gli gnocchi di patata con ragù di cinta e l’agnello arrosto con radici. Un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Blanc valorizza invece il dessert a base di cioccolato, tè matcha, arancia e pepe.

Sabato 7 e 21 settembre 2019 (con anteprima i venerdì precedenti) Jermann.
Piccoli morsi dello Chef con Franciacorta Cuvée Royale Brut DOCG Antinori (Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco)
Il Gambero Rosso: gambero rosso crudo, mandorle, panzanella all’agro, zuppetta di olive di Nocellara
Le Eliche: eliche di pasta di Gragnano, zucchine, brodetto di polpo e alghe
La Triglia: triglia in crosta di pane allo zafferano, pesto di uvetta e pinoli
Il Cannoncino: cannoncino ai formaggi morbidi, pere e bolle di vino rosso

In abbinamento:
Sauvignon IGT 2014: 100% SauvignonChardonnay IGT 2017: 100% ChardonnayVintage Tunina IGT 2014: Chardonnay, Sauvignon, Ribolla gialla, Picolit, MalvasiaPrezzo del menù: Euro 139,00 a persona, inclusi vino, acqua minerale, caffè espresso.

Sabato 14 e 28 settembre 2019 (con anteprima i venerdì precedenti): Fattoria Selvapiana.
Piccoli morsi dello Chef con Franciacorta Cuvée Royale Brut DOCG Antinori (Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco)
Le Animelle: animelle di vitello glassate, carote, gel di arancia e tartufo estivo
Gli Gnocchi: gnocco di patate ripieno di salvia, ragout di cinta e Parmigiano 36 mesi
L’Agnello: agnello arrosto, radici, papaccella napoletana e ristretto al timo
Il Cremino: cremino al cioccolato, tè matcha con sorbetto di arancia e pepi

In abbinamento:
Chianti Rùfina D.O.C.G. 2016, Fattoria Selvapiana: 95% Sangiovese, 5% Cannaiolo, Colorino, MalvasiaChianti Rùfina Riserva Vigneto Bucerchiale D.O.C.G.2013, Fattoria Selvapiana: 100% SangioveseFornace I.G.T. 2013, Fattoria Selvapiana: Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Blanc
Prezzo del menù: Euro 124,00 a persona, inclusi vino, acqua minerale, caffè espresso.


Le aziende dei sabati enogastronomici di settembre:

Jermann
Anton Jermann, il fondatore, lascia la regione vinicola austriaca del Burgenland e poi le vigne in Slovenia per mettere radici in Friuli Venezia Giulia, nel Collio. È il 1881. Qui continua la sua attività vitivinicola, cui Silvio Jermann, grazie alla sua genialità e fantasia, dagli anni settanta dà una svolta epocale, portando l’azienda ai vertici italiani e poi mondiali del vino. Oggi la proprietà Jermann si estende su 150 ettari di cui 130 ettari di vigneto e 20 ettari a seminativi e orticole. L’amore per la terra è la pietra miliare di questa azienda agricola, rinomata per i suoi bianchi eccezionali ma anche per i suoi rossi robusti e da tradizione.

Fattoria Selvapiana
Selvapiana nasce nel medioevo come torre di avvistamento e difesa della città di Firenze a nord, lungo la valle del fiume Sieve. Trasformata in Villa, nel periodo rinascimentale fu la residenza estiva di nobili famiglie e dei vescovi di Firenze. L’attuale proprietario Francesco Giuntini, che ha condotto l’azienda dal 1957 al 1997, ha da sempre compreso il valore della zona del Chianti Rufina e profuso grande energia nella sua valorizzazione. Francesco è stato tra i primi in Toscana a produrre vino da solo uve Sangiovese e a legare il vino bandiera dell’azienda ad uno specifico singolo vigneto: Bucerchiale. Selvapiana ha oggi un’estensione di circa 250 ettari di cui 58 ettari a vigneto, 36 ettari a oliveto e 140 a bosco fra i comuni di Rufina, Pelago e Pontassieve. Le colline del Chianti Rufina sono alle pendici dell’Appennino.



L’Hotel Brunelleschi
L’ingresso dell’Hotel Brunelleschi dà su una accogliente piazzetta del centro storico fiorentino, a pochi passi dal Duomo, da Palazzo della Signoria e dalla Galleria degli Uffizi: l’albergo è attorniato dalle vie dello shopping e dai musei più famosi della città. L’Hotel Brunelleschi ingloba nella facciata una torre circolare bizantina del VI secolo e una chiesa medievale, interamente ristrutturate nel rispetto delle caratteristiche originali. All’interno, un museo privato conserva reperti rinvenuti durante il restauro della Torre e un calidarium di origine romana, oggi incastonato nelle fondamenta. L’Hotel Brunelleschi fa parte degli Esercizi Storici Fiorentini. L’albergo è stato rinnovato in uno stile classico contemporaneo estremamente elegante, dove predominano i colori chiari e il grigio della tipica pietra serena.

Il Ristorante Santa Elisabetta è il ristorante gourmet dell’hotel, uno degli indirizzi gastronomici più interessanti su Firenze. È stato segnalato nella Guida Michelin 2019 con il simbolo del Piatto Michelin e con 3 forchette; ha ricevuto due forchette con votazione 80/100 nella Guida dei Ristoranti d’Italia 2019 di Gambero Rosso e un cappello nella Guida gourmet de L’Espresso 2019. Situato in una sala intima con solo 7 tavoli al primo piano della torre bizantina facente parte dell’hotel, alla location invidiabile aggiunge un’atmosfera ricercata e una cucina raffinata. È aperto dal martedì al sabato, dalle 19.30 alle 22.30. Ogni venerdì e sabato ospita la rassegna gourmet dei sabati enogastronomici.
Dal 2017 la proposta gastronomica dell’albergo è firmata dallo Chef Rocco De Santis. Completano la squadra il Restaurant Manager Domenico Napolitano e il Sommelier Alessandro Fè.

La più informale “Osteria della Pagliazza” apre tutti i giorni dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 19.30 alle 22.30. Situata al pianterreno dell’hotel, durante la bella stagione ha anche tavoli all’aperto sulla suggestiva piazzetta antistante l’albergo, e propone un menu sfizioso di piatti dichiaratamente a base di ingredienti del territorio.

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