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Mare, al via i negoziati tra Sardegna e Algeria per le aree marine di competenza

“Alla luce della progressiva stabilizzazione del quadro politico interno, dopo le elezioni del nuovo Capo dello Stato e la nomina del nuovo esecutivo, si sta concretizzando la costituzione di una commissione che possa negoziare con l’Algeria e la delimitazione delle rispettive aree marittime di interesse esclusivo. La prima riunione dovrebbe aver luogo auspicabilmente tra fine febbraio e inizio marzo”.

Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà , rispondendo oggi alla Camera, durante il question time, all’interrogazione del capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, esposta dal collega e cofirmatario Claudio Borghi, sulla questione dell’allargamento dei confini territoriali marittimi dell’Algeria verso le coste della Sardegna. Il fatto è stato denunciato nei giorni scorsi dall’ex deputato di Unidos, Mauro Pili, che oggi ha anche presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma.

“Il sottosegretario Di Stefano sta organizzando una visita in Algeria- sottolinea D’Inca-. Ricordo peraltro che il 20 dicembre 2019 è stata depositata qui alla Camera dalla deputata Di Stasio la proposta di legge per fornire una migliore cornice per il negoziato, prevedendo la possibilità dell’istituzione di una Zona economica esclusiva sulla base di un decreto del presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri”.

D’Incà ripercorre quindi la vicenda: “Nel 2018 l’Algeria ha proclamato la propria zona economica esclusiva, indicandola come una serie di coordinate geografiche. La decisione, assunta senza un preliminare accordo con gli Stati frontisti e confinanti, crea una Zee sovrapposta, ad ovest della Sardegna, alla zona di protezione ecologica (Zpe) istituita dall’Italia nel 2011 e con l’analoga Zee istituita dalla Spagna nel 2013.

La Zee algerina lambisce per 70 miglia le acque territoriali italiane a sud-ovest della Sardegna. Proclamando una Zee di tale estensione, l’Algeria ha disatteso l’articolo 74 della Convenzione Onu sul diritto del mare, che richiede agli Stati, nelle more di un accordo di delimitazioni, di cooperare in buona fede con gli Stati vicini e di non compromettere o ostacolare il raggiungimento dell’accordo finale con comportamenti lesivi degli interessi degli altri Stati”. L’Italia, prosegue, ha contestato la decisione algerina con una nota a verbale del 26 novembre 2018, con cui si propone l’avvio di negoziati per raggiungere un accordo di reciproca soddisfazione in materia, in linea con il richiamato articolo 74 della predetta Convenzione, peraltro richiamata anche dal citato decreto presidenziale algerino”. La contestazione, prosegue, “è stata successivamente ribadita con un’analoga nota della rappresentanza d’Italia presso le Nazioni Unite al Segretario generale dell’Onu, inviata il 28 novembre 2018”. 

 Dopo la contestazione italiana, prosegue, “l’Algeria si è detta disponibile, con nota verbale del 20 giugno 2019, ad agire in comune attraverso il dialogo allo scopo di giungere ad una soluzione equa mutualmente accettabile sui limiti esterni della zona economica esclusiva dell’Algeria e dello spazio marittimo dell’Italia, conformemente all’articolo 74 e alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. In risposta l’Italia ha proposto la costituzione di una commissione congiunta che porti in tempi ragionevolmente brevi alla definizione di un accordo di delimitazione”. All’inizio del 2019, il sottosegretario agli esteri Di Stefano “ha chiesto formalmente elementi di valutazione a tutti i ministeri coinvolti- spiega il ministro- ed ad ottobre, sulla base delle informazioni ricevute, ha convocato un tavolo interministeriale a cui ha partecipato anche la Marina militare.

In collaborazione con l’Istituto idrografico della Marina è stato concluso lo studio preliminare per la definizione dei metodi di calcolo e l’identificazione delle coordinate geografiche della delimitazione tra le aree marittime di interesse dei due Paesi. In questa azione di coordinamento interno al governo la Farnesina ha svolto un ruolo centrale con le iniziative del ministro Di Maio e del sottosegretario Di Stefano. Questi ultimi hanno sollevato poi l’argomento a margine del ‘Med-Dialogues,’ ad inizio dello scorso dicembre, con il ministro degli Esteri algerino, ottenendo la rassicurazione che non c’è da parte di Algeri alcuna volontà di ledere gli interessi del nostro Paese. Le posizioni italiane sono state condivise con la Spagna che non ha ancora avviato contatti con l’Algeria. In occasione della visita di Di Maio ad Algeri, l’8 e il 9 gennaio 2020, il ministro degli Esteri algerino ha ribadito la massima apertura al negoziato con il nostro Paese per una rapida soluzione mutualmente conveniente della questione”. 

 Immediata la replica al vetriolo di Borghi: “A fronte di un’invasione delle acque territoriali della Sardegna, che è parte integrante del nostro Stato, viene fuori che c’è una lettera, simpatici dialoghi verbali, e la possibilità di un tavolo di negoziati. Quindi se ad esempio l’Albania si annette le Tremiti, mandiamo una lettera e facciamo dei negoziati? Non capisco se vogliamo divertirci a fare gli zerbini del mondo, oppure se qualche volta potremmo iniziare a difendere gli interessi dell’Italia, come ha fatto il tanto vituperato Bettino Craxi”.

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