Diporto Nautica

Patenti nautiche vendute in tutta Italia: sono 70 gli indagati

patenti nautiche vendute

Patenti nautiche vendute per 2.000 o 3.000 euro senza necessità di sostenere l’esame per l’acquirente: è ciò che emerge a seguito di un’indagine della Guardia Costiera di Salerno, la quale ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di quattro persone, con conseguenti perquisizioni su tutto il territorio nazionale per 70 indagati. É stata realizzata a Salerno una vera e propria centrale per la vendita di patenti nautiche, con la complicità di un sottufficiale della Capitaneria di Porto, finito in carcere: i reati ipotizzati sono di falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio.




Patenti nautiche vendute, D’Angelo: “Episodi ciclici”

Sono 70 le persone complessivamente indagate nel territorio nazionale, che avrebbero acquistato la patente nautica senza svolgere il regolare esame teorico e pratico. Le indagini sono durate otto mesi e hanno visto emergere alcune irregolarità nel rilascio delle patenti a seguito di un controllo di rito.

“Come sempre si verificano episodi come questo in maniera ciclica: sono scandali che noi Confarca denunciamo in tutti i modi”, ha dichiarato Adolfo D’Angelo, segretario nazionale della sezione nautica della Confarca. “Auspichiamo che con questo nuovo tipo di esame che evita domande ingannevoli il fenomeno possa diminuire, aumentando conseguentemente la cultura nautica di coloro che frequentano i nostri mari”.




Per gli investigatori è stato possibile ricostruire i fatti grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che grazie a lavori di pedinamento: nel corso delle perquisizioni, i ricercatori sono andati a caccia delle suddette patenti nautiche e di altro materiale utile ai fini investigativi: in tale circostanza è stato effettuato il sequestro di titoli abilitativi e denaro per un valore complessivo di 50.000 mila euro, considerato come profitto del reato di corruzione.

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Secondo l’accusa, le patenti nautiche venivano rilasciate su stampati autentici ed erano registrate agli atti d’ufficio, in maniera tale che risultassero regolari ad un primo controllo. Il titolo tuttavia, continua l’accusa, sarebbe stato rilasciato a seguito di un pagamento che per l’acquirente, poteva variare dai 2.000 ai 3.000 euro in base agli intermediari e al tipo di abilitazione richiesta: quest’ultime sarebbero quindi state vendute a residenti in tutto il territorio italiano.

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