Nautica

Sardegna, esposto degli ecologisti a Punta Molentis: no alle sdraio in acqua

Il mare recintato con tanto di paletti e corde che delimitano il litorale alcuni metri oltre il bagnasciuga con tanto di sdraio posizionante in acqua. Succede – secondo quanto documenta una foto diffusa dagli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico – a Punta Molentis, splendida baia con sabbia bianca finissima e mare cristallino, a pochi chilometri da Villasimius, nel Sud Sardegna.

Per commentare lo sconcertante appropriazione di un’area demaniale, gli ecologisti citano il poeta sardo Melchiorre Murenu che si scagliò contro gli “effetti di rapina” delle terre collettive determinati dall’Editto delle Chiudende del periodo sabaudo. Certo, non immaginava quanto avrebbero fatto più i suoi conterranei 150 anni dopo.

Lo scorso 1 maggio, Festa del lavoro, fervevano i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del locale chiosco – spiegano gli esponenti di Grig -, mentre qualche giorno prima la Guardia costiera aveva posto sotto sequestro preventivo un pontile abusivo lungo 14 metri realizzato da chissà chi. In precedenza, nell’agosto 2017, avevamo documentato una situazione di pessima gestione ambientale, suscitando le rimostranze del sindaco di Villasimius, oggi le recinzioni di una concessione demaniale marittima a fini balneari entrano serenamente in mare, mentre l’assurdo affollamento di bagnanti coinvolge anche le dune e rende la spiaggia sempre più simile a una scatola di sardine.

Qualcuno penserà , sono soldi che entrano: dieci euro per ogni posto auto, migliaia di euro incassati ogni giorno. Si tratta, però , di coste e mare rientranti nel demanio marittimo tutelati con vincolo paesaggistico interessati dal sito di importanza comunitaria “Isola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis e Campulongu” e dall’area marina protetta “Capo Carbonara”.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inviato un’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti con la richiesta di verifica del rispetto delle concessioni demaniali e della pubblica fruibilità della spiaggia. Coinvolti la Guardia costiera, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, il Comune di Villasimius, l’Area Marina Protetta.

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