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Eolie, quel centimetro in meno che allarma la comunità scientifica e non solo

Le isole Eolie, l’arcipelago mediterraneo composto da 7 piccole isole antistanti lo stretto di Messina che attira circa 600.000 visitatori all’anno, è a rischio a causa dell’abbassamento di 1 centimetro all’anno della propria superficie.

A lanciare l’allarme è il geofisico Marco Anzidei dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) di Roma. A confermare il dato sono gli abitanti di Lipari, che segnalano allagamenti di cantine e cisterne.

Le parole di Anzidei, in occasione del convegno tenutasi nel borgo Canneto di Lipari, durante il quale vengono presentati i dati emersi dal progetto finanziato dall’Unione Europea ‘Savemedcoasts’, sono chiare e sono un monito alle istituzioni regionali, nazionali ed europee:

“L’Ue e i governi nazionale e regionale – sottolinea Anzidei – si devono preoccupare di questa situazione, anche perché gli ultimi studi confermano la tendenza. A Lipari abbiamo accertato che cisterne e stanze di case sono già state invase dal mare. Le zone indagate sono state Canneto, Marina Lunga, Marina Corta e Porto delle Genti”.

Per porre un margine a questa situazione devono essere messe in atto iniziative concrete mediante la realizzazione di barriere progettate Ingegneri idraulici.

Leggi anche: Cambiamenti climatici: Greenpeace scende in piazza.

Quel centimetro che mette a rischio il patrimonio naturale e culturale delle Eolie

Un centimetro, basta 1 centimetro per compromettere un ecosistema ricco di storia e la vita delle 7 isole messinesi.

Le Eolie hanno sempre avuto un ruolo importante nella storia mediterranea. Sono state al centro delle rotte commerciali e fatto da palcoscenico a incontri e scontri tra Romani e Greci. Durante la prima guerra Punica le isole furono teatro degli scontri tra Roma e Cartagine divenendo, sotto l’Impero Romano, centro di commercio dello zolfo, dell’allume, del sale, del vino e del garum.

Dopo il periodo romano, l’arcipelago ebbe altre dominazioni, esse vennero conquistate da imperi musulmani, normanni e spagnoli che contribuirono ad arricchire paesaggisticamente e culturalmente questo insieme di isole.

Questa storia non può essere dimenticata e lasciata sommergere da quel centimetro, frutto del cambiamento climatico di cui l’uomo è complice.

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