Nautica

Gli operatori nautici della Toscana: “Situazione tragica, aiutateci”

Gli operatori nautici della Toscana: "Situazione tragica, aiutateci"

Gli operatori nautici della Toscana scrivono al presidente della Regione Enrico Rossi per denunciare la situazione “a dir poco tragica” che stanno vivendo le oltre venti società di locazione imbarcazioni danneggiate dalla crisi causata dal lockdown per l’emergenza Coronavirus.

La lunga lettera apre con tutte le preoccupazioni che la categoria sta vivendo: “La costa toscana e le sue isole sono da sempre meta naturale per il turismo nautico: la bellezza delle coste, la logistica e le particolari condizioni meteo marine hanno permesso che negli ultimi 20 anni si sviluppasse e radicasse un’attività di cui si parla poco, che genera un importante flusso turistico di medio-alto livello proveniente da tutta Europa e non solo, si tratta del Charter Nautico”.

“Oggi in Toscana ci sono circa 20 società di locazione imbarcazioni (bare boat – barca senza equipaggio) ben strutturate con un totale di circa 150 dipendenti, che mettono a disposizione una flotta complessiva di oltre 200 imbarcazioni a vela e catamarani dai 10 ai 15 metri. Questo giovane e dinamico settore genera un afflusso di poco inferiore a 200mila presenze per una stagione lavorativa di 8 mesi (marzo/ottobre) e un fatturato stimato in 10 milioni di euro – scrivono gli operatori nautici della Toscana -. L’indotto è altrettanto importante, la vacanza in barca genera un ulteriore fatturato per servizi a terra del medesimo valore portando il totale a 20 milioni di euro distribuito tra generi alimentari, ormeggi in porti turistici e comunali, ristoranti e bar, acquisti vari. Molti clienti abbinano la classica vacanza di una settimana in mare ad una settimana a terra per visitare le città d’arte e le meraviglie naturalistiche del territorio Toscano”.

“In Toscana i costi di gestione e di ormeggio più alti di circa il 50 per cento”

“Queste favorevoli situazioni ci hanno permesso di resistere e di difenderci dalla forte e agguerrita concorrenza di altre zone. Purtroppo in Toscana i costi di gestione e di ormeggio più alti di circa il 50 per cento rispetto al resto della penisola e in paesi come Croazia, Turchia e Grecia hanno da sempre penalizzato la nostra attività, rallentando fortemente la possibilità di crescita e sviluppo del nostro settore – si legge nella lettera -. Le nostre aziende, non rientrando negli ambiti e nelle misure di sostegno principalmente incentrate su innovazione, insediamento o ricerca e sviluppo, proposte dalla regione Toscana, negli ultimi anni sono state ulteriormente penalizzate, è innegabile che si sia creata una sorta di concorrenza sleale con i colleghi/concorrenti di altre regioni che hanno potuto accedere a numerose agevolazioni di rilevante importanza”.

“Negli ultimi anni ci siamo trovati ad affrontare molte forme di abusivismo, che si sono sviluppate in maniera ora divenuta intollerabile. Sono presenti nel nostro mercato innumerevoli proposte di finte associazioni sportive senza apparente scopo di lucro che unitamente al noleggio occasionale (normativa nazionale attuata senza regole specifiche che prevedono il riconoscimento delle imbarcazioni), ha dato spazio in maniera selvaggia a noleggi e locazioni di barche private completamente in nero e gestite senza alcuna regola di sicurezza e nessuna professionalità”, scrivono gli operatori nautici.

“Ora con l’emergenza epidemiologica – aggiungono – la situazione è a dir poco tragica, il lavoro si è praticamente azzerato, il crollo delle prenotazioni è di circa il 50 per cento che sommato ad un ulteriore 30 per cento di contratti spostati sulla prossima stagione genera un calo di circa l’80 per cento. Resta anche l’incognita della aperture delle frontiere, circa il 70 per cento della clientela abituale è di provenienza estera. Stimiamo che potremo avere un buon agosto con i clienti italiani ma con 3 o 4 settimane di lavoro siamo lontanissimi dal poter raggiungere il minimo necessario per garantirci la sopravvivenza.
Purtroppo i costi per gli ormeggi e per le manutenzioni, non sono variati di conseguenza senza aiuti, molte società saranno costrette alla chiusura”.

“Imbarazzati con clienti che già hanno prenotato”

“Ad oggi ci troviamo nella situazione di non sapere ancora quando potremo iniziare l’attività con conseguente imbarazzo con i clienti che hanno prenotazioni in corso – scrivono ancora gli operatori nautici della Toscana -. Non sappiamo quali saranno le regole che dovremo seguire e neppure quando potremo iniziare, di fatto i nostro codice Ateco è ancora inattivo. Immaginiamo che il governo ci consideri alla stregua delle barche a noleggio ( barca con equipaggio), ma non è così (la nostra attività non avendo equipaggio a bordo è ben più sicura) e che sia questo il motivo per il quale non siamo ancora stati presi in considerazione. Siamo quindi a richiedere interventi urgenti che possano permetterci di uscire da questa situazione”.

“E’ ormai certo – si legge nella nota – che la tassazione Iva agevolata a cui siamo sottoposti da molti anni (22 per cento sul 50 per cento della quota imponibile) verrà eliminata quindi ci troveremo, proprio in questo tragico momento ad affrontare un aumento dei prezzi al pubblico dell’11 per cento, questo ci metterebbe definitivamente fuori dal mercato agevolando altri paesi come Croazia, Grecia, Turchia, Spagna e Francia che hanno prezzi (e costi) decisamente più competitivi dei nostri – spiegano gli operatori nautici -. Attualmente le nostre attività sono comprese nel codice Ateco 77.21.02 che contiene la parola ‘diporto ‘ che implica e restringe l’utilizzo dell’unità al solo scopo ricreativo. Chiediamo della nostra attività venga considerata come turistico-ricettiva, che è quello che facciamo realmente e di poter conseguentemente essere assimilati alle tassazioni Iva del settore. Questo ci permetterebbe anche di attingere alle eventuali agevolazioni previste per un settore a cui apparteniamo a tutti gli effetti, quello turistico. Apprendiamo ora dai nostri colleghi che la Regione Sardegna ha inserito il codice Ateco 77.21.01 tra quelli che beneficeranno da oggi e nel futuro delle azioni a sostegno del turismo”.

Operatori nautici della Toscana: “Equiparare i canoni di concessione degli ormeggi a normali locazioni”

“I concessionari dei Porti turistici hanno avanzato richiesta di aiuti immediati attraverso l’annullamento dei canoni di concessione demaniale – dicono – come recentemente ci dicono sia già avvenuto in Sicilia e questo dovrebbe, da parte di chi gestisce gli ormeggi, ricadere in forma obbligatoria anche sugli operatori professionali attraverso adeguate e sostanziose riduzioni dei prezzi precedentemente concordati“.

“Chiediamo che i canoni di ormeggio per gli operatori professionali vengano equiparati a normali locazioni (quali sono a tutti gli effetti per noi) e quindi assoggettate a credito di imposta del 60 per cento per gli anni 2020 e 2021, periodo minimo necessario alla ripresa del settore”, aggiungono.

“Per la ripartenza sarà necessario che vengano riservate risorse e contributi che ci permettano di ristrutturarci e ripresentarci sul mercato internazionale. Sarebbe importante poter contare su finanziamenti anche a fondo perduto come è già previsto in altre regioni”, scrivono gli operatori nautici della Toscana.

“Vista l’attuale situazione e soprattutto le prospettive per i prossimi anni, riteniamo che sia di fondamentale importanza che anche in Toscana si possa accedere alle stesse agevolazioni riconosciute al sud e alle isole, come l’accesso al credito di imposta del 45 per cento sugli investimenti destinati all’acquisto delle imbarcazioni. Qualora questo non venisse riconosciuto ci troveremo di fronte ad un differente trattamento e di conseguenza concorrenza sleale, situazione che stiamo già soffrendo”, si legge nella lettera degli operatori nautici.

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“Chiediamo che il noleggio occasionale, che comporta l’obbligo della presenza a bordo dell’armatore (o di persona da lui designata) con conseguente grossa difficoltà nel contenimento del virus – scrivono -, venga sospeso in attesa di regole che siano più specifiche e adatte ad impedire locazioni e noleggi completamente in nero. Oltretutto i privati non sono assolutamente in grado di organizzarsi come gli operatori professionali e non possono essere soggetti ad alcun controllo soprattutto nella gestione delle sanificazioni, della sicurezza, nel distanziamento in banchina quindi potrebbero causare con estrema facilità gravissimi danni a tutto il nostro comparto”.

Gli operatori denunciano: “Fantomatiche associazioni sportive ci danneggiano”

“Da molti anni prolificano sul mercato numerose fantomatiche associazioni sportive che con la scusa della diffusione dell’arte marinaresca e della vela noleggiano come regolari agenzie e altre che hanno addirittura flotte in gestione da singoli armatori privati. Questo fenomeno è cresciuto in maniera esponenziale e oggi non è più tollerabile che esistano realtà che si nascondono dietro finte associazioni al solo fine di non pagare tasse, contributi e Iva; quanto ci danneggiano è facilmente intuibile”, si scrive

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“Vogliamo – prosegue ancora la nota – far presente che il nostro settore opera con una clientela per la maggior parte composta da famiglie e che una volta sanificate le imbarcazioni la vacanza in barca è totalmente covid free. Se dovessimo subire una riduzione degli utenti imbarcati il nostro settore non sarebbe assolutamente in grado di affrontare la situazione. Facciamo notare che nell’attività di locazione (al contrario del noleggio) è preclusa la possibilità di imbarcare equipaggio e questo, per quanto riguarda i protocolli di sicurezza, ci agevola fortemente. Alcune società si sono già organizzate (e altre stanno provvedendo) per effettuare le operazioni di imbarco e sbarco (check in e check out) tramite app e sistemi informatici, questo permette di non aver più bisogno di avere un operatore a bordo e in questo modo si azzerano totalmente i contatti fisici con la clientela”.

“Anche per questa questione apprendiamo ora che la Regione Sardegna ha sdoganato il concetto che le imbarcazioni da locazione come mezzi ad uso privato quindi non assimilabili a mezzi di trasporto pubblico, di conseguenza vengono escluse dalle limitazioni necessarie al distanziamento sociale. Nella speranza che possiate comprendere la nostra disastrosa situazione, confidiamo nella vostra disponibilità e restiamo disposizione per organizzare a stretto giro un incontro on line al fine di dettagliarvi al meglio le nostre esigenze che hanno carattere di assoluta urgenza“, concludono gli operatori nautici.

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