La scelta del Governo delle Bermuda di autorizzare allenamenti e operazioni sugli F50 salva la “barca” dei neozelandesi guidati da Peter Burling, mentre il timoniere della squadra inglese Ben Ainslie si dice pronto e ansioso di salire a bordo. Partiamo da Burling.
Il team neozelandese è arrivato alle Bermuda ieri, ma a preoccupare Peter Buling era soprattutto lo scafo. I kiwi avevano infatti deciso di spedire il loro F50 incompleto e finire poi i lavori alle Bermuda.
Il lockdown stava mettendo a rischio questo programma con l’impossibilità di accedere ai cantieri e quindi di completare il lavoro. I neozelandesi potranno adesso finire il il loro F50 e nel frattempo allenarsi su un’altra barca. (Nel video alcuni momenti dell’allenamento del team in Nuova Zelanda)
Ben Ainslie pronto e ansioso di salire a bordo
Anche un altro protagonista dell’ultima Coppa America, l’inglese ben Ainslie, è oramai alle Bermuda e comincerà ad allenarsi nelle prossime ore. Ainslie ha una certa esperienza con gli F50. È stato lui il primo a superare con queste barche la velocità di 50 nodi. Inoltre ha vinto, al suo debutto, la prima gara della seconda stagione del SailGp all’apertura originale a Sydney, in Australia, nel febbraio 2020. La gara è stata però poi annullata, perché la stagione è stata rinviata a casa del Covid. Ma adesso l’inglese ha l’occasione di confermare la sua forza sugli F50. “Abbiamo gareggiato solo una volta al SailGP ed è andata bene”, ha dichiarato Ainslie. “Detto questo, la competizione sarà estremamente dura, forse la più dura di sempre”. Ainslie ha poi marcato le differenze tra la Coppa America e il SailGp. Quest’ultimo infatti comprende due giorni di competizione, con cinque gare di flotta che portano a una gara finale tra i due leader. “È una dinamica leggermente diversa con due scafi, due timoni e una vela alare”, ha detto Ainslie. “Inoltre, faremo principalmente regate di flotta piuttosto che gare a due come le abbiamo viste in Coppa”.
Redazione Sport di Non solo Nautica, la rivista online sulla nautica e sul mare a cura di Davide Gambardella.
