Località di mare

Conversano, dal lunedì al via l’edizione 2019 del festival Imaginaria

Il festival Imaginaria apre i battenti lunedì 19 agosto con una serata speciale inaugurale durante la quale sarà presentato il programma e le mostre allestite presso le sale espositive del Castello di Conversano.

La serata si concluderà sul sagrato della Basilica-Cattedrale di Conversano con un suggestivo evento live con orchestra e video mapping per celebrare i 50 anni dallo sbarco sulla luna.

Inedite e di rilievo le mostre al Castello con l’esposizione di opere originali realizzate da autori di chiara fama del mondo dell’animazione e dell’illustrazione.

Fra gli ospiti e gli autori presenti all’inaugurazione gli artisti portoghesi Regina Pessoa e Abi Feijòche, per l’occasione, presenteranno una personale, inedita in Italia, che ripercorre i loro primi 25 anni di attività.

Roberto Catani, animatore ed illustratore, con gli originali dei suoi pluripremiati cortometraggi di animazione Per tutta la vita e La testa tra le nuvole. L’illustratore Alessandro Sanna, vincitore di varie edizioni del premio Andersen, sarà presente con una mostra tratta dal suo ultimo libro “Come questa pietra, il libro di tutte le guerre” e, il 20 luglio, con una Masterclass sulla narrazione sequenziale disegnata

Nei locali del castello anche l’iniziativa Matite per Riace ovvero una speciale call per illustratori e fumettisti lanciata lo scorso anno dalla Caracol Art Gallery di Torino a sostegno dell’esperienza di Mimmo Lucano e dell’accoglienza del piccolo comune calabrese. A Conversano una selezione speciale di 100 tavole, acquistabili durate il festival, il cui ricavato andrà a sostegno della raccolta fondi #iostoconriace della Re.Co.Sol – Rete dei Comuni Solidali.  Nel chiostro di San Benedetto la mostra dedicata al MAUA (Museo di Arte Urbana Aumentata) progetto prodotto dall’impresa sociale Bepart di Milano con esposizioni di opere fruibili in realtà aumentata grazie all’app gratuita per smartphone e tablet.

Il festival entrerà nel vivo martedì 20 agosto e fino al 24 con la proiezione delle oltre 100 opere in competizione e retrospettive che verranno presentate in diverse location del centro storico di Conversano (Giardino dei Limoni, Chiostro dei Paolotti e la sezione Kids, a partire dalle 21.00, nella Piazzetta Sturzo).Non mancheranno inoltre, gli eventi collaterali, le mostre e i laboratori per bambini, le letture animate, masterclass e gli incontri con l’autore inseriti nel programma presente anche online sul sito del festival.

Imaginaria Festival internazionale del cinema d’animazione d’autore è un’iniziativa ideata e organizzata dall’associazione Atalante ets, prodotta da Apulia Film Commission Apulia Cinefestival Network, cofinanziata dalla Regione Puglia (a valere su risorse dell’Unione Europea FSC Puglia 2014-2020 – Patto per la Puglia), con il sostegno del Mibact – Direzione Generale Cinema e del Comune di Conversano.

CONVERSANO 21-25 AGOSTO 2017, IMAGINARIA festival internazionale del cinema d’animazione

Anche quest’anno, rispetto al panorama dei festival nazionali di settore, Imaginaria consegue numeri da record.

Dalle oltre 2800 iscrizioni sono stati selezionati quasi 100 cortometraggi per la sezione competitiva la maggior parte dei quali saranno presentati per la prima volta in Italia. Sarà presente la prestigiosa Giuria (Michele Bernardi, Fusako Yusaki, Sergiu Negulici) che avrà il compito di premiare il miglior corto in concorso (Best Animated Short Film) e il miglior corto realizzato dagli allievi delle scuole di cinema d’animazione (Best animated student short film) ed infine una chicca del festival ovvero la “Giuria dei Bambini” che assegnerà il premio “Best animated short film for kids”.

Fra le anteprime si segnalano:

Mémorable di Bruno Collet, vincitore del Junior Jury Prize, del Premio del Pubblico e il Premio Crystal all’ultimo festival di Annecy. Memorable è un film di 12 minuti che mescola pupazzi animati ed effetti speciali 3D generati dal computer e racconta una delicata storia avendo come tema l’Alzheimer. La produzione di scenografie e marionette, riprese e post-produzione è durata 12 mesi.

Selfies di Claudius Gentinetta è un vero e proprio spettacolo pirotecnico di selfies digitali, centinaia di selfie pittoreschi, imbarazzanti e terribilmente inquietanti sono stati disposti in una composizione unica di cortometraggi. Le singole foto, rielaborate artisticamente, si consolidano per formare un ghigno orribile che mette in luce l’abisso dell’esistenza umana.

Heat Wave by Fokion Xenos è un giocoso cortometraggio in stop motion animato con una tecnica     ibrida tra ritagli, argilla e migliaia di pezzi di ricambio.

Carlotta’s Face di Valentin Riedl, Frédéric Schuld racconta di una disfunzione relazionale nella sua delicata rappresentazione di una donna che soffre di prosopagnosia, l’incapacità di riconoscere i volti e la sua salvezza attraverso l’arte.

Raymonde or the vertical escape di Sarah Van Den Boom racconta la storia di una donna anziana intrisa di spirito ed energia, che non lascia che la sua età o le sue condizioni le impediscano di prendere le cose nelle sue mani e iniziare a vivere la vita come vuole davvero.

The Backward Astronomer di Jake Nelson racconta la storia di un giovane privilegiato che si innamora di una donna ricca e insieme conducono vite spericolate di opulenza a New York City. Cioè, fino a quando non trova qualcosa di meglio…

Per tutta la vita di Roberto Catani è frutto di due anni di lavoro che hanno portato l’artista a produrre oltre 1400 disegni per circa 4 minuti di video con la tecnica del disegno animato. Afferma il regista: “È un film sull’abbandono, sulla fine di un tipo di amore, non tanto perché i due si lasciano, ma perché racconta un passaggio: nella vita finiscono un sacco di cose, ma poi ne iniziano altre, si trasformano: la crescita è questa. Ma viviamo in una società dove questo non viene accettato. C’è un famoso proverbio inglese che dice “Non piangere perché è finita, sorridi perché è successa”. La mia intenzione era creare un promemoria sul fatto che le cose possono finire, e non sempre drammaticamente. Considerata l’attualità, in cui i rapporti non si possono terminare perché ne scaturisce quasi sempre una violenza, e c’è una non accettazione di quel passaggio naturalmente doloroso, ho iniziato a pensare che ci sono delle stagioni anche nell’amore, ma c’è chi non accetta che l’amore adolescenziale non ci sia più e non sa vedere cosa c’è di bello nell’amore adulto.”

Bavure di Donato Sansone, candidato ai David di Donatello 2020, ritrae l’evoluzione di un essere umano dalla sua creazione alla sua consapevolezza dei misteri dell’universo. È una metafora della creazione del mondo e una parabola del processo artistico. Un’opera che sorprenderà il pubblico.

Uncle Thomas, accounting for the days di Regina Pessoa è un lavoro personale e autobiografico, in questo film d’animazione d’atmosfera, l’artista portoghese, ripropone il suo stile visivo unico e individuale e la memoria quale fonte diretta per la narrazione. Immagini in bianco e nero arricchite da tonalità rosse di natura profonda e seducente, evocano un’accattivante vicinanza con i personaggi e gli sfondi disegnati come se stessimo allo stesso tempo animando noi la loro storia e osservando le loro azioni da lontano. Vincitore del Gran Premio della Giuria ad Annecy e il Gran Premio al festival Anima Mundi.

My Life in Versailles di Clémence Madeleine Perdrillat e Nathaniel H’Limi è un’opera realizzata per la tv francese e racconta la tenera storia di una bambina rimasta orfana e del suo rapporto burrascoso con lo zio a cui è stata affidata.

LUNGOMETRAGGI

Martedì 20 agosto – La Strada dei Samouni di Stefano Savona (Italia/Francia, 128’, 2018)

Il film, che racconta la storia di una famiglia di proprietari rurali insediati nella periferia di Gaza, è stato girato con tecnica mista: le animazioni del film sono state curate dal disegnatore e illustratore marchigiano Simone Massi.

Il film è stato presentato il 18 maggio 2018 nella sezione Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2018 aggiudicandosi il Premio della Giuria Oeil d’Or come miglior film documentario.

Mercoledì 21 agosto – Tito and the Birds di Gabriel Bitar, André Catoto, Gustavo Steinberg

Brasile, 2018, 73’, (V.O.S.I.)

Tito and the Birds è un film straordinario su un ragazzino e il suo viaggio per salvare il mondo da una “epidemia di paura”, in cui le persone iniziano ad ammalarsi se improvvisamente si spaventano. Tito è un timido ragazzino di 10 anni che vive una vita normale che trascorre tra le uscite con i suoi due migliori amici, le lotte contro i bulli della scuola a scuola e la presenza di sua madre nevrotica a casa. Dopo che l’epidemia di spavento si diffonde, Tito parte alla ricerca dell’antidoto. Scopre che la cura è in qualche modo legata alla ricerca di suo padre, incentrata sulle canzoni intonate dagli uccelli. Suo padre infatti è un inventore che ha dovuto abbandonare la sua casa quando il figlio aveva soltanto 6 anni. La ricerca dell’antidoto diventa così anche la ricerca del padre scomparso oltre che della propria identità. Il film è al contempo la scoperta del bambino su quello che è giusto e di come superare le proprie paure.

Giovedì 22 agosto – The Tower di Mats Grorud (80’, Norvegia/Francia/Svezia, 2018)

Wardi è una ragazzina di undici anni, molto curiosa e solare, che vive in un campo per rifugiati palestinesi in Libano. Suo nonno Sidi ha deciso di sacrificarsi per garantire un futuro a lei e a tutta la sua famiglia. Questo gesto di amore e coraggio porta Wardi a porsi molte domande sulla sua vita e sulla storia del suo popolo. Esiste una speranza per il futuro? Ci sarà mai la possibilità di vivere un’esistenza normale?

In sala il regista Mats Grorud

Venerdì 23 agosto –  Dilili à Paris di Michel Ocelot

Dilili è una piccola kanak meticcia, che arriva a Parigi, a fine Ottocento, imbarcandosi di straforo sulla nave che riporta in Francia, dalla Nuova Caledonia, l’insegnante anarchica Louise Michel, di cui diviene discepola. Nella capitale stringe amicizia con Orel, un facchino affascinante e gentile, che conosce tutto il mondo culturale e artistico della Belle Époque. Insieme a lui, scarrozzerà per tutta Parigi alla ricerca dei cosiddetti Maschi Maestri, una banda di malfattori che terrorizza la città, svaligiando le gioiellerie e rapendo le bambine.

OMAGGIO A HAIAO MIYAZAKI

Ocelot risponde al richiamo delle urgenze politiche e sociali contemporanee, e all’oscurità culturale di questo inizio di millennio, ambientando i peggiori spettri dell’attualità, misoginia e terrorismo, al tempo del progresso (Gustave Eiffel), delle invenzioni futuristiche (Alberto Santos-Dumont, i Lumière), delle scoperte scientifiche (Marie Curie), dei capolavori dell’arte (Toulouse Lautrec, Renoir, Picasso, Rodin, Camille Claudel) e della letteratura (Proust).

Imaginaria dedica al maestro giapponese la proiezione completa della serie tv Conan ragazzo del futuro nel quarantennale dell’uscita televisiva.

Conan il ragazzo del futuro è un anime televisivo di 26 episodi, diretto da Hayao Miyazaki (con la collaborazione di Keiji Hayakawa e Isao Takahata), libero adattamento del romanzo di Alexander Key The Incredible Tide.

Fra gli ospiti confermati:

Boris Labbè (animatore, Francia), Mats Grorud (regista, animatore – Norvegia), Roberto Catani(illustratore, animatore, docente), Fusako Yusaki (animatore, regista), Sergiu Negulici (animatore, Romania), Michele Bernardi (animatore), Regina Pessoa (animatrice, illustratrice, Portogallo),Abi Feijò (artista, animatore, pittore, illustratore, Portogallo), Igor Imhof (docente Accademia Belle Arti di Venezia), Alessandro Sanna (illustratore),  Oscar Strizzi (artista e performer), Gianluca Caporasi (scrittore e narratore)., Paola Paradisi (esperta di visual designer), Danilo Cinciripini(grafico e art director),  Nadia Abate (visual designer), Gabriella Carofiglio (illustratrice, scrittrice).

Per la prima volta in Italia una mostra speciale per celebrare 25 anni di cinema d’animazione degli artisti Regina Pessoa & Abi Feijó

Regina Pessoa, una delle figure più rappresentative del nuovo cinema d’animazione internazionale, sarà presente alla 17ma edizione di Imaginaria per presentare il suo ultimo lavoro “Uncle Tomás, Accounting of Days” insieme al suo compagno ed artista Abi Feijó. 

Uncle Tomás, Accounting of Days” ha già collezionato due prestigiosi premi ovvero il “Gran premio dell Giuria” all’ultimo festival di Annecy e il “Gran Premio” ad Anima Mundi in Brasile. Per celebrare i loro primi 25 anni della loro proficua carriera artistica sarà allestita una mostra speciale ed inedita in Italia all’interno degli spazi espositivi del Castello Acquaviva D’Aragona

La mostra ci guiderà attraverso il meticoloso ed affascinante lavoro di Abi Feijó e Regina Pessoa, due artisti portoghesi con la passione da sempre per il cinema d’animazione.  Entrambi hanno sviluppato il loro processo creativo penetrando la materia alla ricerca della luce, attraverso la sabbia e intagliando gesso o carta. Sebbene i loro processi siano realizzati a mano, a volte ricorrono al digitale, senza trascurare le atmosfere poetiche ed espressive. 

In questi venticinque anni, Abi Feijó e Regina Pessoa hanno contribuito attivamente allo sviluppo dell’animazione autoriale in Portogallo, ottenendo alcuni tra i più prestigiosi premi internazionali e nel 2019 uno speciale riconoscimento dal Marcelo Rebelo de Sousa Presidente della Repubblica portoghese.  La mostra raccoglie i disegni originali dei film ed alcuni materiali ed oggetti di produzione dei film “The Raiders”, “Clandestine”, “Lusitanian Fate”, “The Night”, “Tragic Story with a Happy Ending“,  “Kali” e “Uncle Tomás, Accounting of Days”, oltre a diversi dispositivi ottici dell’era del pre-cinema, provenienti dal loro museo – Casa Museu Avilar -, con cui il pubblico potrà interagire. Dal 2018 Regina Pessoa è membro dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences per l’assegnazione dell’Oscar nel settore del cinema d’animazione.

Roberto Catani, illustratore, animatore, docente. Maestro del cinema di animazione noto a livello internazionale, da quando aveva 14 anni divide la sua vita tra Jesi ed Urbino; non è nuovo a questo tipo di riconoscimenti prestigiosi per i suoi lavori estremamente poetici e immaginifici: i suoi film d’animazione “La sagra” (1998) e “La funambola” (2002) sono stati premiati ai maggiori festival di cinema di animazione nazionali e internazionali: tra questi Espinho, New York, Zagabria, Annecy nel 2000, Hiroshima nel 2002, Nastro d’Argento nel 2003, nomination nel 2002 per Cartoon d’Or. “La testa tra le nuvole” (2013) ha raccolto numerosi riconoscimenti come miglior film di animazione all’Euganea Film Festival; ha ricevuto il gran premio della giuria ad Animateka di Lubiana e al Kinodot Film Festival, e la Menzione speciale della Giuria ad Annency, allo IAFF KROK in Ucraina, al Balkanima a Belgrado, all’ISFF di Vilnius in Lituania e al CutOut Fest in Messico.

Alessandro Sanna

È autore e illustratore di libri con le figure per bambini e adulti e insegna alle Accademie di Belle Arti di Bologna e di Verona. Oltre a raccontare storie nei libri pubblicati in tutto il mondo, le sue immagini diventano spettacoli teatrali. Ha vinto per tre volte il Premio Andersen: nel 2006 per il “miglior libro fatto ad arte”, nel 2009 come “miglior illustratore” e nel 2014 con il silent book Fiume lento. Un viaggio lungo il Po’, per il “miglior albo illustrato”. Fiume Lento, edito in Italia da Rizzoli, è stato pubblicato anche negli Stati Uniti, Spagna, Germania, Repubblica Ceca, Cina. Sempre nel 2014 riceve inoltre il “Premio Lo Straniero” indetto dall’omonima rivista diretta da Goffredo Fofi. Collabora con numerose case editrici come Einaudi, Emme, MeMo, Corraini, Mondadori e con le riviste Gioia e l’edizione francese di Vanity Fair. Tra i suoi progetti pedagogici e editoriali, Mano Felice, pubblicato da Franco Cosimo Panini, è il protagonista di esperienze creative che incoraggiano i giovanissimi a disegnare come forma di gioco e conoscenza ed Essere o non essere Shakespeare, edito da Corraini, figura tra le sue pubblicazioni più recenti. Nel 2016 è stato il candidato italiano nella Short List dell’Hans Christian Andersen Award. Espone i propri lavori in mostre collettive e personali; cura workshop per adulti. Ad imaginaria una masterclass e una mostra tratta dal suo ultimo lavoro “Come questa pietra – il libro di tutte le guerre”.

Matite Per Riaceè stata una vera e propria “Chiamata alle Arti” con l’obiettivo di raccogliere opere di quegli autori (illustratori e fumettisti) che hanno deciso di dare un contributo a sostegno di Mimmo Lucano e al suo lavoro di integrazione di solidarietà. Sono stati oltre 500 i disegni provenienti non solo da ogni angolo d’Italia ma anche dalla Francia, Spagna, Germania, Inghilterra e Iraq.  L’iniziativa è nata da un’idea della Caracol Art Gallery, galleria d’illustrazione torinese, dopo l’arresto del sindaco di Riace, Mimmo Lucano.  E’ stata creata la pagina Facebook e poi quella Instagram “Matite per Riace”, in pochissimi giorni la pagina è cresciuta esponenzialmente, superando, in poco più di un mese, i seimila like coinvolgendo disegnatori professionisti e non. Tutti hanno deciso di dare il loro sostegno alla causa, mettendo a disposizione i loro disegni.   Ad Imaginaria saranno esposte e messe in vendita una selezione di 100 tavole realizzate dai maggiori illustratori e fumettisti italiani il cui ricavato andrà a sostegno della raccolta fondi #iostoconriace della Re.Co.Sol – Rete dei Comuni Solidali.

Qualche doverosa parola sull’argomento (a cura di Federico Cano e Marco Cazzato)

Riace anni fa stava morendo. Era diventato un paesino fantasma, abbandonato dai suoi abitanti, emigrati al nord o all’estero in cerca di fortuna e di lavoro.

Le case erano rimaste vuote.

Poi un giorno dal mare arrivò un barcone con a bordo circa cento curdi. Quello stesso mare che aveva donato al mondo i famosi Bronzi quel giorno apriva un nuovo capitolo della sua incredibile storia perché un uomo capì che quella era un’opportunità di rilancio sociale, il paese poteva rinascere, poteva ripartire con i migranti.

Ed è così che Riace è ripartita. Da una visione di un semplice uomo di nome Domenico Lucano, per tutti Mimmo. Le case abbandonate tornarono ad essere abitate, le botteghe degli artigiani riaprirono e anche la scuola tornò a fare chiasso.

Ora nel paese vivono, assieme ai riacesi, bambini, donne e uomini provenienti da: Eritrea, Etiopia, Somalia, Afghanistan, Kurdistan, Pakistan, Bangladesh, Egitto, Libia, Tunisia, Camerun, Marocco, Ghana, Mali.

Il modello Riace altro non è che un modello di umanità e l’umanità, nel nuovo corso del nostro paese è diventata scomoda.

In una terra martoriata nel tempo da mal governo, malavita e caporalato il problema è diventato il sindaco di un comune di 1.500 abitanti.

Qual è la grande (e vera) colpa di Domenico Lucano?

L’aver accolto esseri umani portati dal mare, non limitandosi a segregarli in ghetti o tendopoli, ma donando loro una cosa semplice: la speranza di una vita nuova e dignitosa.

Mimmo forse non se ne era accorto ma aveva fatto una piccola, grande rivoluzione.

Ha da subito dato fastidio ai clan locali, numerose sono le minacce di stampo mafioso collezionate negli anni: proiettili, spari alle porte delle associazioni, cani uccisi.

Poi anche il mondo si accorse di lui.

Nel 2010 il regista Wim Wenders realizzò un film su Riace dal titolo “Il Volo”

La rivista Fortune nel 2016 lo ha inserito tra i 50 leader più influenti al mondo.

La Rai ha anche iniziato a realizzare una fiction con Beppe Fiorello ispirata a Mimmo, serie poi bloccata.

Nel 2018 Mimmo Lucano è stato messo agli arresti domiciliari.

Il “Modello Riace” è la dimostrazione palpabile che è possibile creare modelli di integrazione e di convivenza basati sull’umana solidarietà, stravolgendo l’ordine di “valori” che ultimamente vengono proposti e attuati e ai quali Mimmo ha disobbedito civilmente. La storia d’altronde insegna che ci sono dei momenti in cui la disobbedienza civile è l’unico strumento per perpetuare la giustizia sociale.

Sta nascendo un’epoca buia e autoritaria che rischia di passare inosservata, tra un tweet e l’altro. È ora di scegliere da che parte della storia stare.”

MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata

In mostra 40 opere di creativi digitali applicate ad opere di street art in collaborazione con Bepart – Milano.  Un museo diffuso, a cielo aperto, fuori dai soliti percorsi, fuori dal centro, per scoprire opere di street art e murales sorprendenti, quartiere per quartiere.

Arrivati sul posto, l’esperienza continua in forma digitale: inquadrata con lo smartphone, l’opera si trasforma in un lavoro di digital art, animata in realtà aumentata. Sarà possibile esplorare insieme a MAUA Museo di Arte Urbana Aumentata i quartieri di Palermo, Milano e Torino. Un progetto partecipato, che in ogni città in cui è stato realizzato è arrivato a coinvolgere centinaia di persone fra abitanti dei quartieri, studenti, street artist e creativi digitali.

MAUA è un nuovo modello di museo, diffuso e partecipativo, capostipite di molti altri musei tecnologici del futuro, che vorranno dare vita a modalità innovative di fruizione e valorizzazione, accessibili a un ampio pubblico e aperte al territorio. MAUA è un progetto realizzato da BEPART – the Public Imagination Movement una start up innovativa milanese che riempie la città di arte, design, video, suoni e parole, attraverso la realtà aumentata e che permette a chiunque di creare ed installare contenuti o semplicemente fruirli negli spazi urbani attraverso il proprio smartdevice e attraverso visori appositi. Ridisegnare gli scenari urbani attraverso la fusione di contenuti digitali all’interno degli ambienti reali, permette di oltrepassare le barriere fisiche a favore del valore concettuale e relazionale del messaggio, stimolando così, una riflessione dinamica sulla realtà. Bepart lavora sulle proprietà emergenti dell’evoluzione di nuove tecnologie, media, arte e concetti quali “infosfera”, “prototipazione” e “ambiente digitale”, per valorizzare un nuovo tipo di contenuti, al passo con la fruizione contemporanea.  Installazioni, contest, riqualificazione degli spazi urbani, augmented exhibitions, art challenge, sono solo alcuni dei progetti che questo nuovo linguaggio permette. L’idea imprenditoriale nasce nell’estate 2013 per mano dei tre soci fondatori, decisi e uniti in una attività di brain-storming per fondere le proprie esperienze ed intuizioni in un’unica idea senza compromessi e dall’elevato impatto sociale. L’idea vince IC Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo e si costituisce il 16 luglio 2014. Oggi Bepart dispone delle migliori tecnologie nel campo della realtà aumentata e virtuale e vanta numerose collaborazioni con partner di prestigio. Bepart è un progetto scalabile che vuole creare connessioni tra le diverse città del mondo permettendo a chiunque di attingere e diffondere i suoi contenuti.

IMAGINARIA KIDS È un progetto speciale del festival dedicato ai bambini e ragazzi. Un programma che prevede laboratori, moste, letture animate e le proiezioni della competizione internazionale di cortometraggi d’animazione per bambini. Una giuria composta da 10 bambini assegnerà il premio al “Best animated short film for kids”.

In collaborazione con la libreria per ragazzi Ciurma di Taranto e l’Associazione Semi di Carta di Conversano saranno proposti diversi appuntamenti con le “letture animate” nei chiostri antichi della città. Si segnalano il laboratorio di cinema d’animazione condotto dal collettivo torinese Animàni, i laboratori di Gabriella Carofiglio e Gianluca Caporaso e in collaborazione con la Logos Edizioniuna mostra/persorso di lettura dedicata all’ultimo lavoro di Ana Juan dal titolo “Anna dei Miracoli”.

IAYSO è l’acronimo di Apulian Youth Symphony Orchestraè un’orchestra giovanile composta da circa 70 musicisti di età compresa tra 13 e 25 anni provenienti da ben 8 Conservatori di Musica.

Un progetto della pugliese Teresa Satalino che, a pochi mesi dalla sua fondazione, ha già collezionato importanti riconoscimenti per il rigore e la formazione di alto profilo. I giovani musicisti hanno avuto l’opportunità di frequentare una accademia di formazione orchestrale, OrchestrAcademy, lavorando stabilmente con alcuni musicisti dell’orchestra della Fondazione del Teatro Petruzzelli di Bari: ospiti dell’orchestra, inoltre, sono stati, nel 2018, Nir Kabaretti, già assistente di Zubin Mehta al Maggio musicale fiorentino e oggi direttore musicale della Santa Barbara Symphony, il violinista Gernot Süßmuthe la violoncellista Jelena Ocic. Dopo il debutto al Festival Ritratti, insieme ad alcuni tutor tra i solisti in residence del Festival 2019, AYSO ha inaugurato l’Italian Brass Week a Firenze il 21 luglio scorso con una prima esecuzione mondiale assoluta e con 11 solisti dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Il 25 luglio ha partecipato al Festival Internazionale delle orchestre giovaniliesibendosi in Piazza della Signoria con la New York Chamber Orchestra.

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