Diporto

Vecchie Vele, a Chiavari le navi goletta Beatrice e Luisa

navi goletta Beatrice e Luisa

Le navi goletta Beatrice e Luisa vennero costruite nel 1903 dal cantiere Gotuzzo di Chiavari per conto dell’Armatore Benvenuto di Camogli. Beatrice, gemella del Luisa, venne terminata qualche mese prima. Avevano le stesse caratteristiche: stazza 1.530 tonnellate, portata 2.700.
Furono gli ultimi due grandi velieri oceanici con scafo in legno ad essere costruiti in Italia.
Buoni bastimenti veloci dalle belle linee filanti. A bordo molto spazio per il carico, poco per equipaggio e provviste. Solo il comandante aveva la cabina.
Fecero più o meno gli stessi viaggi: rotte transatlantiche tra l’Europa ed il Golfo del Messico con puntate in centro America.

Navi goletta Beatrice e Luisa, la storia

Beatrice nell’inverno del 1915 incappò in un fortunale in Nord Atlantico che la disalberò. Venne temporaneamente abbandonata dall’equipaggio. Recuperato lo scafo e rimorchiato a Queenstown, quello che restava fu ceduto alla demolizione.
Luisa, terminato l’allestimento, nella primavera del 1904 partì per Smirne dove caricò radici di liquirizia per New York. La seconda campagna partì da New York per Pensacola a caricare legname per Cardiff.
Da Cardiff caricava carbone per Genova; poi si trasferì ad Ibiza dove caricò sale per i salatori di pesce di Gloucester, Massachusetts.
Per molti anni il bastimento navigò tra l’Europa, il Golfo del Messico e la costa est degli Stati Uniti.
Superò indenne, sempre navigando, la prima guerra mondiale.
Nel 1921 fu venduto ad armatore estero e se ne persero le tracce.
(Archivio Bozzo – Camogli)

navi goletta Beatrice e Luisa

(*) Il “barcobestia” è un veliero molto diffuso a Viareggio e in Liguria (Chiavari); la sua produzione è andata dall’inizio del 1900 fino circa al 1950. Il barcobestia misurava dai 30 ai 40 metri e prevedeva tre alberi, di cui il primo armato con vele quadre, e gli altri due con vele auriche, con una stazza compresa fra le 800 e le 1500 tonnellate.

LEGGI ANCHE: Il brigantino a palo Adda (ex Honululo, ex Nina) del tipo “Nova Scotia”

Il nome corretto secondo la terminologia nautica ufficiale è “nave goletta”.
Il nome deriva dal termine inglese the best barque (o bark) (la “barca” migliore – con “barque/bark” che in inglese significa veliero a palo), termine usato nel gergo marittimo inglese per indicare la nave goletta (“barquetine” in inglese). I maestri d’ascia viareggini e liguri hanno fatto una traslitterazione del modo di dire, battezzando la loro imbarcazione barcabest, trasformato poi in barcobestia.

Leggi anche

Corso di progettazione, realizzazione e restauro di imbarcazioni in legno

Redazione

Tecnorib conquista il Galles

Fabio Iacolare

Nei canteri Benetti di Viareggio il varo di FB703 M/Y “Bacchanal”

Fabio Iacolare

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.