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Isole Tremiti, tutto quello che c’è da sapere sull’arcipelago del Gargano

Isole Tremiti

Isole Tremiti, l’arcipelago che ha fatto innamorare cantanti e poeti: tutto quello che c’è da sapere su storia, cultura e navigazione

di Nicoletta Natoli

“Qui non si muore, qui si è già in Paradiso”: così recita una riflessione scritta su una roccia da un ignoto, che ha saputo cogliere lo spirito più profondo delle Isole Tremiti.

Le Isole Tremiti sono un arcipelago immerso nel mare Adriatico e composto dalle isole di San Nicola, San Domino, Capraia, Pianosa, Il Cretaccio e La Vecchia.

Il capoluogo delle Isole Tremiti è San Nicola, situato sull’omonima isola e considerato una delle destinazioni turistiche più importanti di tutta la Puglia. Appartiene al Parco Nazionale del Gargano e una parte del suo territorio concorre a formare la Riserva naturale marina Isole Tremiti.

In questo articolo vi portiamo alla scoperta di questo affascinante arcipelago, tra mitologia, storia, mare, turismo, cucina e consigli per la navigazione.

Le Isole Tremiti tra mitologia e storia

In epoca romana le Isole Tremiti erano note con il nome di Trimerus, che deriverebbe dal sostantivo greco trimeros, che significa “tre posti” o “tre isole”. Ma la leggenda più conosciuta sul nome delle isole affonda le sue radici nella Grecia antica, quando le Tremiti furono chiamate Isole Diomedee in onore dell’eroe greco Diomede. Questi, dopo la caduta di Troia, approdò sulle coste dell’Italia meridionale, esattamente nel distretto della Daunia, che approssimativamente corrispondeva all’odierna provincia di Foggia.

Diomede e il lancio dei ciottoli che diede vita all’arcipelago

Diomede Isole Tremiti
La statua che raffigura Diomede alle Isole Tremiti

Secondo la leggenda, Diomede aveva portato con sé degli enormi blocchi provenienti dalla distrutta rocca di Pergamo, e con due di questi avrebbe formato il Subappennino e il Gargano.
In seguito, avrebbe lanciato in mare i ciottoli che gli erano rimasti, dando così origine alle Isole Tremiti.

L’eroe acheo si sarebbe ritirato insieme ai suoi compagni nell’arcipelago per poi morire di vecchiaia. Questa versione troverebbe conferma nella presenza sull’isola di San Nicola di una tomba di epoca ellenica, chiamata, appunto, la Tomba di Diomede, e oggi considerata un luogo di interesse archeologico.



A questo sepolcro è legato anche un aneddoto relativo a degli animali che abitano nelle Isole Tremiti, ovvero le Diomedee, una particolare specie di gabbiani. Questi in realtà sarebbero i compagni di Diomede, trasformati in uccelli dalla dea Venere, affinché facessero la guardia alla sepoltura del loro re. Addirittura, Marcello Mastroianni nel capolavoro di Fellini 8½ parla delle Diomedee, aggiungendo un dettaglio che possiamo apprezzare nel video di seguito…

Il confino di Sandro Pertini

Nel corso della loro storia, le Isole Tremiti sono state soprattutto un luogo di confino. Ricordiamo in particolare gli esiliati dell’epoca fascista, tra i quali figurano milletrecento libici oppositori dell’invasione coloniale italiana, Amerigo Dumini, militare e assassino di Matteotti, e anche Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica.

La storia dell’arcipelago è però principalmente legata all’abbazia di Santa Maria a Mare, chiesa cattolica situata sull’isola di San Nicola e tuttora visitabile. Fu edificata come centro religioso nel IX secolo, per opera di alcuni monaci benedettini, ed è stata il fulcro delle vicende delle Isole Tremiti fino al 1783, anno in cui il re Ferdinando IV di Napoli la soppresse. Successivamente la chiesa fu bersaglio degli assalti di una flotta inglese, e oggi sono ancora visibili i buchi delle palle di cannone sulla facciata.

L’isola di San Domino: primo baluardo contro l’omofobia

Nella storia delle Isole Tremiti ci piace segnalare un episodio che ha visto protagonista l’isola di San Domino, che in epoca fascista ospitò l’unico campo di internamento popolato da prigionieri dichiaratamente omosessuali, che di fatto formarono una comunità gay.

Sorprendentemente, quando nel giugno del 1940 dovettero lasciare l’isola, in tanti se ne rammaricarono, perché seppure potessero godere di nuovo della libertà, tornando a casa avrebbero dovuto affrontare l’omofobia dilagante.

Caratteristiche e attrattive principali delle Isole Tremiti

Oltre a San Domino, l’arcipelago delle Tremiti è composto dalle isole di:

  • San Nicola, sede del capoluogo, che ospita i monumenti più importanti.
  • Capraia, disabitata e meta molto nota tra gli appassionati di subacquea, poiché offre la possibilità di fare le immersioni più belle del Mediterraneo. Tra le sue spiagge più frequentate ci sono Cala dei Turchi, Cala di Sorrentino e Cala Pietra del Fucile.
  • Pianosa, un piano roccioso disabitato e distante circa 20 km dalle altre isole.
  • Il Cretaccio, uno scoglio giallo di natura argillosa nei pressi di San Domino e San Nicola.
  • La Vecchia, uno scoglio nero contiguo al Cretaccio e il più grande dell’arcipelago. La leggenda vuole che prenda il nome dal fantasma di una vecchia impegnata a filare, che vi apparirebbe puntualmente prima di ogni temporale.

San Domino

San Domino è la più estesa delle Isole Tremiti ed è chiamata l’Orto del Paradiso per la ricchezza della sua vegetazione. Ancora selvaggia, nonostante lo sviluppo del turismo, è in parte coperta da una pineta, popolata quasi esclusivamente da pini di Aleppo.

Tra i suoi numerosi punti di interesse figurano la Baia di Cala Spido, difficilmente accessibile via terra, Cala Zio Cesare e Cala Tamariello, da esplorare in tender, lo Scoglio dell’Elefante, la Grotta delle Viole, la Grotta del Sale e la pittoresca Cala delle Roselle, così chiamata per le rose e le margherite che vi fioriscono.

La spiaggia di Cala delle Arene

Inoltre, su quest’isola è presente la Cala delle Arene, l’unica spiaggia di sabbia delle Tremiti, comoda e molto centrale, e dotata di fondali bassi. Questa si può anche definire un museo sommerso, poiché ogni tanto lascia affiorare qualche testimonianza di navi antiche, che vi si andavano ad arenare per sfuggire alle tempeste.



Oltre a spiccare per la floridezza della sua vegetazione, San Domino è la casa di alcune specie animali particolari. La sua Grotta del Bue Marino, così chiamata in onore della sua inquilina più famosa, ovvero la Foca Monaca (detta anche vitello marino e oggi quasi estinta), è l’habitat naturale delle già citate Diomedee. Inoltre, sulla Ripa dei Falconi, il suo costone di roccia esterno, nidifica il Falco Pellegrino.

San Nicola

Pur essendo l’isola più piccola, è la sede municipale ed amministrativa delle Tremiti, ed è formata da un altopiano roccioso con coste verticali a picco sul mare.

Presenta numerosi scogli, ed è totalmente inaccessibile sul versante est, dove si erge la sopra menzionata Abbazia di Santa Maria a Mare, che domina il suo porto, incastonato in una baia naturale protetta da due moli. Tra le sue attrattive rientrano la Grotta di San Michele, che guardata frontalmente sembra avere la forma di un teschio, e i cosiddetti Scogli Segati, un masso gigantesco che cadendo in mare si è perfettamente spaccato in due.

Consigli per la navigazione alle Isole Tremiti

isole tremiti nautica
Il porto di San Nicola, Isole Tremiti

Per i diportisti è un mare difficile quello delle isole Tremiti, specialmente in condizioni di cattivo tempo, in quanto non vi sono buone insenature adatte alla riparazione.

A spiegarcelo è l’esperto velista Gianluca Ciffolilli, istruttore e fondatore dell’associazione “In Vela con noi”: “Risalendo da sud, e navigando il lungo costa da Vieste, si possono incontrare delle forti correnti in prossimità di Torre Mileto, subito dopo il lago di Varano.

Oltre agli ostacoli rappresentati dalle coltivazioni di militi, ci sono correnti generate dal vento da nord molto forte, che potrebbero creare problemi sia alla navigazione a vela sia a quella a motore”.

Nautica alle Tremiti, occhio alle correnti adriatiche

La nautica alle isole Tremiti “risente molto delle correnti adriatiche che vanno da un nodo a salire di corrente (1852 metri di velocità). Quando si alza il vento dal primo quadrante nord, c’è anche il rischio che si alzino le onde” spiega ancora il velista Ciffolilli.

“Le perturbazioni sono forti, potenti e veloci e raggiungono velocità fino a 60-70 nodi sotto groppi – aggiunge – Il mare si può alzare con onde fino a 3 metri e non è navigabile. Un buon capitano deve sempre controllare le condizioni meteo prima di mettersi in barca per le isole Tremiti”. L’arcipelago del Gargano è sicuro con il vento di nord-ovest, ovest, sud-ovest e sud sud-est. Ma quando il vento proviene solo da nord, oppure da nord est, le isole Tremiti non garantiscono protezione alle barche: “Le onde rischiano di non riuscire a tenere ferma la barca in rada, ecco perché, quando si è in barca alle Isole Tremiti, bisogna tenere bene a mente quali sono le migliori rade, senza dimenticare che in alcuni casi bisogna chiedere l’autorizzazione all’ente Parco del Gargano”.

Le migliori rade

Isole Tremiti barcheEd ecco adesso le migliori rade sulle Tremiti. Ciffolilli fa un elenco in base a venti e correnti: “Quando vento sud-est le migliori rade sono le zone B Cala de Turchi (isola di Capraia), canale di San Nicola, Cala degli Inglesi (San Domino) e Pagliari”.

“Con il vento da nord, invece, è preferibile ormeggiare a Capo Boe, a ridosso della spiaggetta di San Domino, oppure a Cala Matano e a Cala Spino. Con il vento di scirocco, è consigliabile la parte sud di San Nicola, poco distante dal palazzo del municipio” aggiunge l’esperto velista.



Le rade da evitare invece sono quelle del molo di San Domino con venti da nord: c’è molta risacca d’onda e mancano le drappe per la prua per tenere ferma la barca. L’unica possibilità è quella di calare l’ancora con cime a terra, ma solo senza la presenza di vento.

Un paradiso per gli amanti del diving

Grazie alle calette, alle grotte e agli spettacolari fondali incontaminati, le Isole Tremiti sono un vero e proprio paradiso per gli amanti del diving, che hanno la possibilità di ammirare scenari meravigliosi come una foresta di corallo nero.

Con più di 50 punti di immersione a disposizione, i divers più esperti possono vivere delle impareggiabili emozioni cimentandosi nel cosiddetto “wreck diving”, ovvero un tipo di immersione che permette di scoprire i relitti ancorati sul fondo del mare. Tra questi menzioniamo:

  • Il relitto del piroscafo “Il Lombardo”, uno di quelli usati da Garibaldi per la spedizione dei Mille, e affondato al largo dell’isola di San Domino nel 1864;
  • Il relitto di una galea turca, residuo di una battaglia avvenuta nel 1566 tra la flotta turca e un esercito di difensori dell’isola di Caprara.

Le Isole Tremiti e la pandemia da coronavirus

Nonostante le limitazioni imposte dal Covid-19, la stagione nautica del 2020 è stata complessivamente positiva per le Isole Tremiti, dal momento che la barca ha rappresentato una soluzione di vacanza privilegiata per ridurre al massimo il rischio del contagio.

Pur essendo una destinazione turistica soltanto da poco tempo, l’arcipelago offre un buon numero di hotel e bed & breakfast, e anche molti appartamenti.

La cucina isolana

Il pesce è il protagonista assoluto della gastronomia tremitese, ma non mancano piatti a base di carne e verdura.

Tra le numerose specialità vi consigliamo i maccheroni con cozze imbottite e ragù, la classica spaghettata ai frutti di mare, le polpette di pane al pomodoro, le “scescille”, polpette al sugo fatte con uova, formaggio e pane raffermo, e il pesce fe’jute – letteralmente il pesce scappato -, ovvero una zuppa di verdure, pomodorini e pane raffermo.

Le Isole Tremiti in musica

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Lucio Dalla in navigazione alle Tremiti

Le Isole Tremiti hanno occupato un posto speciale nel cuore di uno dei più grandi artisti della musica italiana: l’indimenticabile Lucio Dalla, che possedeva una splendida villa sull’isola di San Domino.

Qui, tra i colori e i profumi che si godeva dal suo balcone, ha composto tre delle sue più belle canzoni, ispirandosi al mare delle isole: 4 marzo 1943, Piazza Grande e Com’è profondo il mare.

Inoltre, la sua casa si affaccia su Cala Matano, e a questa famosissima insenatura ha dedicato il titolo di un suo album del 2001, “Luna Matana”.



Per concludere questo nostro viaggio nell’arcipelago pugliese, ci avvaliamo proprio delle parole del maestro bolognese, pronunciate durante un’intervista:

“…non va dimenticata la dimensione storica delle isole. Ciò che consiglio è di fare una vacanza della conoscenza, per ricostruire la memoria storica dell’arcipelago, protagonista, nei secoli scorsi, di rilevanti avvenimenti storici. Queste isole sono così ricche di storia, di cultura e di leggende che vale la pena conoscerle per poterne godere a piene mani.”

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