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WWF: “Il Recovery Fund UE non è ancora completamente equo e green”

WWF: "Il Recovery Fund UE non è ancora completamente equo e green"

WWF: “Il Recovery Fund UE non è ancora completamente equo e green visto che l’Unione Europea punta a un’economia sostenibile e alla neutralità climatica, ma manca ancora molto”-

Secondo i vertici di WWF “Il Recovery Fund dell’UE presentato dalla Commissione Europea ha riconfermato la sua ambizione nell’essere conseguente rispetto al Green Deal europeo, ma mancano ancora molti elementi chiave, tra cui il ruolo che svolgono i sistemi naturali, e sembrano essere state lasciate aperte scappatoie per il proseguimento di investimenti insostenibili dal punto di vista ambientale”.

“Il pacchetto consiste in una proposta di revisione del bilancio UE (QFP), – chiarisce una nota del WWF – che include ulteriori fondi per la ripresa, per un valore complessivo di 1.850 miliardi di euro”.

“Quanto dichiarato oggi dalla Presidente von der Leyen dimostra che si sta facendo uno sforzo al fine di mantenere l’impegno della Commissione Europea per rendere il Green Deal il “motore” della ripresa economica. Purtroppo, però, le misure sono ancora insufficienti e la ripresa è in stallo”  ha affermato Ester Asin, Direttore di WWF EPO.

“In particolare, – continua Asin – mancano meccanismi chiari per implementare e far rispettare le condizionalità green e per garantire che i fondi destinati agli Stati Membri non siano impiegati in attività dannose per l’ambiente, come quelle che favoriscono i combustibili fossili o la realizzazione di nuovi aeroporti e autostrade”.

Recovery Fund UE e la creazione di posti di lavoro green

Mentre la CE cita una serie di settori chiave per la creazione di posti di lavoro green, come quelli dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, la quota complessiva dei finanziamenti destinati a tali settori risulta essere poco chiara e sono praticamente assenti gli investimenti diretti alla tutela del patrimonio naturale.

Ester Asin, Direttore di WWF EPO dichiara: “La CE propone, inoltre, di introdurre delle linee guida sui “vincoli verdi” che dovrebbero condizionare qualsiasi sostegno UE alle imprese (tramite l’Invest-EU), ma non c’è alcuna garanzia che il pacchetto complessivo aderisca al principio di evitare il danno all’ambiente proprio dell’European Green Deal“.

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“La proposta presentata oggi dalla CE si intitola, traducendola letteralmente, Riparazione e preparazione per la prossima generazione, ma occorreranno ancora molte azioni per mantenere le promesse ambientali e climatiche”.

“Migliaia di giovani vogliono molto di più: una completa revisione del nostro rapporto con la natura e il problema dei cambiamenti climatici –  ha concluso Ester Asin -. Gli Stati membri dell’Unione Europea e i parlamentari europei devono ora mettere in campo i loro strumenti e garantire che la nostra ripresa economica sia veramente verde ed equa, non solo sulla carta. Questo è quello che hanno chiesto milioni di cittadini europei”.

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