Il mondo della vela piange il grande skipper scomparso a 42 anni dopo una lunga malattia
“Doppia vittoria”. Così la stampa francese chiamò la grande impresa di Charlie Dalin, lo skipper che vinse la Vendée Globe 2024-2025 mentre era in cura per un cancro gastrointestinale. Un traguardo tagliato battendo il precedente record di ben nove giorni, e chiudendo la corsa con il tempo di 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi. Sessantaquattro giorni lontani dalla quotidianità della malattia che, come lui stesso ha raccontato, gli imponeva ritmi rigidissimi, con sveglie appuntate anche di notte per l’assunzione dei farmaci per l’immunoterapia.
L’impresa dell’Everest dei mari a bordo del Macif
A dare la notizia della scomparsa, l’11 giugno scorso, la moglie Perrine Le Pape: «È con profondo dolore che io e la mia famiglia annunciamo la scomparsa di mio marito, Charlie Dalin, dopo una lunga malattia», la dichiarazione resa alla stampa da Le Pape. Non si è mai arreso, Charlie Dalin, che con quella vittoria alla decima edizione della Vendée Globe era diventato simbolo di resilienza. A bordo del suo Macif, Charlie Dalin ha affrontato una tempesta nell’Oceano Indiano durante la circumnavigazione in solitaria della Vendée Globe. Una regata con arrivo e partenza dal porto francese Les Sables-d’Olonne e senza alcuna assistenza esterna, una delle competizioni più dure in ambito velico e soprannominata, non a caso, “l’Everest dei mari”. Il podio della Vendée Globe è stato spesso di nazionalità francese, ma averlo conquistato durante la malattia ha valso a Charlie Dalin il titolo di “Velista dell’Anno”, assegnato sia dalla Federazione Vela Francese che dalla Federazione Internazionale della Vela.
La carriera e l’addio alla vela
Dalin è stato anche campione mondiale IMOCA nel 2021 e nel 2022, in una carriera segnata da regate in solitaria che non l’hanno mai visto scendere al di sotto del terzo posto. Nel 2023 presenta il Macif, monoscafo IMOCA 60 progettato da Guillaume Verdier e varato il 24 giugno dello stesso anno, pensato per affrontare la Vendée Globe. Un percorso agonistico ostacolato dall’arrivo della malattia: «Sto facendo tutto il possibile per poter tornare a navigare, sulle nostre splendide acque, sulle nostre splendide barche», aveva dichiarato. Ma il cancro contro cui ha lottato per due anni e mezzo lo ha poi costretto alla resa, con l’annuncio, a gennaio di quest’anno, dell’addio alla vela. «Gli verranno resi gli onori che merita nei prossimi giorni», ha reso noto la moglie di Dalin, in una nazione che nel 2024 lo fece tedoforo dei Giochi Olimpici di Parigi, riconoscendone il valore sportivo e umano.



