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Nautica, in vigore tariffario minimo per la formazione. Confarca: “Strumento di garanzia per utenti e per sicurezza”

Patente Nautica barche

“Uno strumento di garanzia per gli utenti e per la sicurezza”. Così la Confarca commenta soddisfatta l’entrata in vigore, a partire da ieri, del tariffario minimo per le patenti nautiche.

Provvedimento fortemente sostenuto dall’associazione di categoria, che a livello nazionale rappresenta anche le scuole e le agenzie nautiche, a seguito di uno studio di mercato proposto al MIT al fine di garantire la sicurezza della navigazione.

Tariffario minimo nella formazione nautica: “Non è vincolo a concorrenza”

“Le tariffe minime nazionali non rappresentano un vincolo alla concorrenza – ricordano Adolfo D’Angelo, segretario nazionale della sezione nautica dela Confarca, ed il suo vice, Marco Morana – Fissare un valore economico minimo significa assicurare che ogni scuola nautica possa offrire formazione di qualità, mezzi adeguati, docenti qualificati e sicurezza nelle esercitazioni pratiche”.




D’Angelo sostiene che “in un settore come quello della nautica da diporto, dove la preparazione dei futuri comandanti si riflette direttamente sulla sicurezza in mare, l’abbassamento dei costi non può coincidere con l’eccellenza formativa”.

L’iter legislativo

Il tariffario minimo, prima che venisse emanato, percorse un lungo iter legislativo nei vari ministeri competenti, arrivando anche al Consiglio di Stato che lo ritenne opportuno per il contrasto alla concorrenza sleale e la corretta formazione nautica ai fini della sicurezza della navigazione. A seguito di un ricorso, il Tar del Lazio, non potendosi pronunciare su un presunto eccesso di delega, ha rimandato la questione alla Corte Costituzionale. Intanto, ieri il tariffario è entrato in vigore stabilendo, tra l’altro, costi minimi sulle esercitazioni pratiche in barca. “Parametri sotto i quali è impossibile andare – sottolinea Morana – poiché significherebbe svolgere l’attività formativa eludendo il Fisco, senza fornire la giusta formazione nautica ai fini della sicurezza di navigazione”.

Pagare il giusto – evidenzia ancora il vicesegretario nazionale della sezione nautica della confederazione – “significa poter pretendere di più: più ore reali di lezione, più cura nella didattica, più sicurezza nelle uscite pratiche e più rispetto delle normative”.

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“Le tariffe minime, dunque, non tolgono libertà al mercato, ma lo orientano verso standard di qualità più alti, nell’interesse degli utenti, degli istruttori e dell’intero comparto nautico italiano” conclude D’Angelo.

 

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