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Chi è il campione di vela e windsurf Chico Forti e perché tornerà in Italia

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Chico Forti, all’anagrafe Enrico Forti, è stato uno sportivo italiano, campione di vela e di windsurf, amante degli sport estremi, inventore e innovatore. Ma la sua vita, oltre che dai tanti successi, è stata segnata anche da un episodio di cronaca che l’ha visto condannare all’ergastolo negli Stati Uniti. Ora, grazie alla diplomazia italiana Chico Forti potrà tornare in Italia. Ma vediamo chi è Chico Forti e perché ha segnato il mondo della vela e del windsurf.

Nato a Trento nel 1959, Chico Forti si dedica nei primi anni di vita al baseball. A vent’anni, però l’incontro con Kark Heinz Sticki, ex campione del mondo di windsurf, gli fa scoprire la passione per il mare e gli sport acquatici. L’anno successivo partecipa già ai campionati europei di seconda divisione. Nell’’81 si classifica nono (primo tra gli italiani) agli Euro Funboard Cup sul Lago di Garda e nell’’82 arriva quarto al Giro D’Italia di windsurf.




I successi di Chico Forti sono tanti e l’elenco sarebbe lunghissimo. Vanno però citati la vittoria del Lake Tahoe Crossing e dello USA Slalom Cup Pro, entrambi negli Stati Uniti ed entrambi nel 1985; il primo posto, a La Torche in Francia, all’esibizione internazionale di “free boarding” nell’86; e la vittoria del Grand Prix of Mandurah in Australia nell’87. Proprio quell’anno Chico Forti ha un incidente automobilistico che lo tiene lontano dal windsurf e dallo sport praticato in prima persona. Tuttavia diventa produttore televisivo, realizza filmati di sport estremi, e crea la sua casa di produzione, la Hang Loose, nel 1990. In quell’anno ritorna anche a vincere, con il primo posto al Campionato italiano di vela nella classe Catamarano DART, a cui tre anni dopo seguirà il secondo posto al Campionato del Mondo di Catamarano, Formula 40.

Le prime volte di Chico Forti: l’inventore e l’innovatore nel mondo del windsurf e della vela

La vita di Chico Forti non è solo sport praticato, ma anche importanti innovazioni e “prime volte” che hanno segnato il windsurf e la vela. Nel 1984, insieme all’hawaiano Richard White, realizza ispirandosi a quella utilizzata per lo sci nautico, la prima rampa di salto per windsurf.




L’invenzione ha una doppia valenza: getterà le basi per le gare di salto indoor e al tempo stesso permetterà alle nuove leve di imparare a saltare anche in assenza di onde. Nell’1985 Chico Forti è uno dei primi al mondo a fare un salto mortale all’indietro completo con la tavola da windsurf (il cosiddetto looping), mentre nello stesso anno utilizza una barca a vela per effettuare il primo base free jumping, lanciandosi dalla cima dell’albero.

La vicenda giudiziaria di Chico Forti e il rientro in Italia

La vicenda giudiziaria di Chico Forti inizia con il ritrovamento del cadavere di Dale Pike, nel febbraio del 1998 su una spiaggia della Florida. Dale è il figlio di Anthony Pike, uomo d’affari da cui Chico Forti vuole comprare un Hotel. Pile è da poco arrivato in Florida con un aereo, Chico Forti lo va a prendere all’aeroporto e lo lascia nel parcheggio di un ristorante dove ha un appuntamento con alcuni suoi amici. Pile verrà ucciso qualche ora dopo.

È appurato che Chico Forti non fosse più in zona quando Pile viene ucciso. Nonostante questo viene inizialmente accusato di essere l’omicida, poi di essere il mandante dell’omicidio e alla fine di essere colui che ha coscientemente accompagnato la vittima dai suoi carnefici. La sentenza per l’ex surfista ed ex velista arriva il 15 giugno 2000 ed è pesantissima: ergastolo senza condizionale, ovvero senza possibilità di uscire vivo dal carcere.




I ricorsi fatti dagli avvocati di Chico Forti vengono sistematicamente rifiutati. Ma Chico Forti non si arrende, si professa da sempre innocente e lotta per oltre 20 anni. Nascono comitati in Italia e non solo per la sua liberazione e molti personaggi dello spettacolo abbracciano la causa dell’ex campione di windsurf e vela. La buona notizia arriva a pochi giorni da questo Natale: il Governatore della Florida accoglie l’istanza di Chico Forti di avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo e di essere trasferito in Italia. Adesso c’è da affrontare tutta la trafila burocratica e il ministero della Giustizia italiano ha fatto sapere di aver “reiterato ai competenti Uffici del Department of Justice statunitense la richiesta di trasmettere nel più breve tempo possibile tutta la documentazione necessaria al trasferimento in Italia del detenuto Enrico (detto ‘Chico’) Forti”. Intanto è già partita una campagna per chiedere la grazia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e chissà che Chico Forti non possa presto tornare a rivedere il mare da uomo libero.

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