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Ecco il “decalogo del diportista”: la campagna di sensibilizzazione Marevivo

Ecco il “decalogo del diportista”: la campagna di sensibilizzazione Marevivo

Ecco il “decalogo del diportista”: la campagna di sensibilizzazione Marevivo con partenza dal porto di Cetara la campagna “Decalogo del Diportista” di Marevivo Salerno e Costiera Amalfitana in collaborazione con la Capitaneria di Porto di Salerno.

L’iniziativa, che ha come scopo la promozione di comportamenti virtuosi per la salvaguardia dell’ambiente tra i diportisti, prevede l’installazione di pannelli informativi nei portili da diporto del circondario marittimo di Salerno.

Decalogo del diportista, sul porticciolo di Cetara

Su ogni pannello sono descritte dieci buone pratiche che ogni amante del mare dovrebbe adottare per la sua tutela: dalle indicazioni per il corretto smaltimento dei rifiuti alla segnalazione di avvistamenti in navigazione.

I promotori del decalogo sono il Capo del Compartimento Marittimo e Comandante del Porto di Salerno C.V. (CP) Giuseppe Menna, il responsabile di Marevivo Salerno e Costiera Amalfitana Pietro Vuolo e il Capo Servizio Operativo C.F. (CP) Claudia Di Lucca. La prima installazione è stata effettuata a Cetara alla presenza del titolare dell’Ufficio locale marittimo di Cetara, maresciallo Alfonso Raiola.

Il nostro obiettivo è dare la possibilità di avvicinarsi al mare con un approccio consapevole”, spiega Pietro Vuolo. “Chi meglio dei diportisti può dare il buon esempio? Vivere il mare significa creare una profonda connessione con l’ambiente marino e diventare, quindi, naturale ambasciatore del messaggio di protezione e salvaguardia delle nostre acque.”

Ecco il “decalogo del diportista”: la campagna di sensibilizzazione Marevivo

Le Origini del più piccolo comune della Costiera Amalfitana

Pittoresco borgo marinaro della Costiera amalfitana, Cetara sorge ai piedi del monte Falerio e, distendendosi in una profonda vallata fiancheggiata da vigneti ed agrumeti, si apre quasi a ventaglio sulla stretta fascia pianeggiante a livello del mare.

Cetara è sempre stato un paese di pescatori, non a caso il suo nome deriva dal latino Cetaria, tonnara, o da cetari, venditori di pesci grossi. Lo stesso vocabolo latino deriva probabilmente dal greco Ketèia, che vuol dire sempre tonnara.

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Recentemente, nel libro Cetara: una sponda del Mediterraneo, l’avvocato cetarese Costantino Montesanto avanza l’ipotesi, già citata nel libro di G.D.Serra Lineamenti di una storia linguistica dell’Italia Meridionale, che il toponimo in realtà derivi dal termine caeditaria, cioè “pertinenza della caedita”, ossia luogo disboscato.

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Redazione

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