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Dal ristobar al giro del mondo in barca a vela: il sogno di Benny

mondo barca a vela

Ha un sogno fin da piccolo: “Prendere una barca e girare il mondo”. E adesso, Benny Abarbanel, 39enne nato a Tel Aviv ma in Italia da 35 anni , lo sta realizzando grazie ad un crowdfunding.

Da uno dei ristobar più conosciuti e apprezzati di Genova, gestito insieme ai due fratelli, Benny, che in Italia ha vissuto a Milano e adesso risiede nel capoluogo ligure, mira a girare il mondo con una barca a vela. Sta cerando fondi per farlo, perché lui non ne ha molti: e promette a chi lo aiuterà un giro in barca.

Benny e il sogno del giro del mondo in barca a vela

A raccontare la sua storia è l’agenzia di stampa AdnKronos, che spiega come è nato il progetto del giovane che con una pagina su Facebook sta cercando i fondi per la fattibilità del suo avventuroso viaggio in barca a vela. “Per ora ho speso 15.000 euro, e un paio di mesi fa ho avviato un crowdfunding per l’allestimento”, racconta all’agenzia di stampa. Benny, stando al sito dove è stata avviata la raccolta, finora ha avuto l’appoggio di 15 sostenitori che hanno donato 1650 euro. L’obiettivo è di raggiungere 20mila euro.




Come partecipare al crowdfunding? Si possono offrire dieci euro simbolici, ma anche 300 euro, che è la cifra indicata sul portale produzionidalbasso.com: per i donatori più generosi, fa sapere Benny, è previsto un passaggio a bordo di “Timshel”, il nome della barca scelta per il viaggio tratto da La Valle dell’Eden di Steinbeck, oppure – se ci si trova in sintonia – cinque giorni di navigazione. L’intento di Abarbanel appunto non è quello di “farmi ‘la barca gratis’, sottolinea, ma di creare coinvolgimento tra persone, “e poi anche perché tanti soldi non ne ho, con la pandemia in corso che ha fermato il lavoro”, precisa.

La barca è un progetto di Tross, eretico della nautica

La barca “viene da un progetto di Ernesto Tross, noto “eretico” della costruzione nautica, pittore e artigiano recentemente scomparso ma che Benny ha fatto in tempo a conoscere” si legge nell’intervista: “Si tratta di uno scafo in alluminio, con deriva mobile a baionetta, peso in sentina suddiviso all’antica in pani di piombo e non sul classico bulbo, e soprattutto senza randa ma armata solo con fiocchi”.

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“C’è un ragazzo di Torino, ingegnere informatico, che si è proposto gratuitamente di occuparsi della parte elettronica: un lavorone e lo fa solo perché gli piace il progetto. Sto costruendo rapporti e relazioni che poi dureranno”, racconta Benny. “Mi danno del fricchettone? hai voglia, gli insulti ci sono, da accattone in poi. Però ho passato 20 anni nella ristorazione, togliendomi molte soddisfazioni. Penso che quello che ho imparato svolgendo questo lavoro potrà essere utile bel viaggio che farò con Timshel. Ospitalità, capacità a relazionarsi con le persone, spirito di adattamento saranno essenziali per la riuscita del progetto”.

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Redazione

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