Nella pineta di Miho è ambientata una storia dalle origini decisamente più antiche: ha la ‘Leggenda dell’Hagoromo’ con radici nell’VIII secolo ed è oggi più conosciuta nella sua versione del teatro nōh.
La trama racconta di un pescatore che, una notte, ritrova appeso ad un ramo il magico mantello di piume di una tennin (ninfa celeste), uno spirito danzante.
La tennin lo vede e rivuole il suo mantello, senza il quale non può risalire in cielo ma il pescatore, dopo una discussione, accetta di restituirglielo, a patto che lei danzi per lui.
La pineta di Miho, il luogo giusto per la ‘Leggenda di Hagoromo’
Lei accetta, mentre il coro spiega che la danza simboleggia il quotidiano mutare della luna. Alla fine della sua danza, la tennin scompare, come una montagna lentamente nascosta dalla nebbia.
Come per molte storie popolari giapponesi, ci sono diversi luoghi in Giappone che rivendicano il loro scenario come ambientazione per la ‘Leggenda di Hagoromo’.
Probabilmente il più famoso di questi luoghi è il sito Patrimonio UNESCO della pineta di Miho nella prefettura di Shizuoka, dove un tratto di pini neri crea un netto contrasto con il mare, incorniciando una vista meravigliosamente pittoresca sul Monte Fuji.
Non è difficile immaginare una fanciulla celeste che sale verso il cielo in un tale scenario, ispirazione di poeti e artisti per secoli e secoli. Il sito include un vecchio pino che si dice sia lo stesso su cui la fanciulla ha appeso la sua veste e un santuario che conserverebbe un residuo della veste.
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Ogni ottobre, uno spettacolo nōh ispirato dalla leggenda, viene eseguito qui di notte alla luce del fuoco.
Redazione di Non solo Nautica, la rivista online sulla nautica e sul mare a cura di Davide Gambardella.
