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La flotta di The Ocean Race va forte: l’arrivo a Cape Town sarà al fotofinish

flotta ocean race

Molto intense le ultime 24 ore per la flotta IMOCA di The Ocean Race, con i team che si sono diretti verso sud, in una zona di esclusione dei ghiacci e verso i Quaranta Ruggenti. Questi devono il nome all’area a sud dei 40 gradi di latitudine dove i sistemi di bassa pressione girano intorno al continente antartico senza venir ostacolati da masse terrestri.

Per gli atleti di The Ocean Race si tratta di una zona comunemente riconosciuta come l’inizio dell’Oceano Meridionale ed è qui che sono nate alcune delle leggende sulla regata.




The Ocean Race, attesa flotta compatta all’arrivo

Medesima situazione oggi, con condizioni molto favorevoli alla velocità che hanno permesso alle prime tre barche in classifica di percorrere oltre 500 miglia in 24 ore. “Le condizioni sono molto umide e grigie, ma siamo molto, molto veloci”, ha commentato Susann Beucke a bordo di Team Holcim-PRB. “Stiamo cercando di tenere il passo delle altre barche. Loro stanno spingendo molto e noi dobbiamo rispondere”. 11th Hour Racing Team dello skipper Charlie Enright ha registrato la migliore prestazione secondo il Race Control, fissata nella notte a 541,7 miglia, una distanza che si avvicina al record.

È dell’IMOCA Charal, dello skipper Franck Cammas, il record non certificato in equipaggio completo per la classe con 558 miglia; Hugo Boss di Alex Thomson ha una distanza certificata di 539,71 miglia; il record di The Ocean Race è di AkzoNobel dello skipper Simeon Tienpont con 602 miglia. Oggi in gioco ci sono i record di velocità, sebbene sia previsto un drastico cambiamento delle condizioni prima dell’arrivo.

Il Team Malizia di Will Harris si è preso la leadership della classifica alle 11.00 UTC, ma le prime tre barche risultano in ogni caso molto vicine in termini di posizione tattica. In corsa per la vittoria anche i team dietro. I team che inseguono, tra cui anche Guyot environnement – Team Europe, si porteranno dietro venti più forti da Ovest: per questo motivo c’è la concreta possibilità che tutte e cinque le barche possano trovarsi molto vicine nel rush finale verso Città del Capo che è previsto, ricordiamo, nella notte tra sabato e domenica.

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“Per spostarsi dalla cuccetta al retro del pozzetto, che sono circa cinque passi, ci vuole quasi un minuto”, ha raccontato Jack Bouttell a bordo di 11th Hour Racing Team. “Bisogna pianificare ogni passo con la coordinazione necessaria per capire a quale presa aggrapparsi. E poi c’è il rumore della barca e il ronzio del foil. Più forte è il ronzio, più si va veloci e più c’è il rischio di un’ingavonata. Ci sono volte in cui si sente il rumore del ronzio e ci si limita a tenersi e a non muoversi, aspettando l’inevitabile. E poi si può continuare la propria giornata. Ma cucinare, andare in bagno, cambiarsi i vestiti, tutto è molto difficile”, ha concluso.

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