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Estate 2020 a Cagliari: il virus può distrugge la movida?

Estate 2020 a Cagliari: il virus puo' distrugge la movida?

Estate 2020 a Cagliari: il virus puo’ distrugge la movida? Se le restrizioni imposte da Governo, Regione e Comune dovessero essere confermate?

La conferma arriva da alcuni gestori di bar e locali che, fino all’anno scorso, animavano le notti estive più esclusive nel sud della Sardegna per turisti e cagliaritani.

Si teme il “deserto” sia in città che alla storica zona del Poetto, la spiaggia più famosa del sud della Sardegna con i classici “baretti” che proponevano ai clienti anche serate con musica dal vivo.

Danilo Argiolas, titolare di uno storico locale sulla terrazza del Bastione di Santa Croce, dice innanzitutto che bisogna “attendere e vedere i protocolli ufficiali, ma è evidente che la movida, per come di solito la si intende, difficilmente potrà esserci quest’estate, visto che il principio è di vietare gli assembramenti.”

Estate 2020 a Cagliari, gestori: “Per noi l’asporto non è conveniente”

Alcuni bar e locali stanno provando a ripartire con il solo servizio di asporto, ma secondo Argiolas: “Per noi l’asporto non è conveniente: chi non è nato già con questa specifica tipologia e decide di provarci adesso, non riesce a colmare i costi di apertura dell’attività”.

Per il gestore “Quindi, niente più musica e le serate passate in giro tra i locali: saremo in grosse difficoltà noi operatori e vivremo tutti una vita sociale diversa.”

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“Ci sarà di sicuro – dichiara Danilo Argiolas – un impoverimento dal punto di vista economico, ma anche culturale, perché mancheranno gli scambi, il confronto diretto e le chiacchiere tra le persone. Sono molto amareggiato. Ogni settimana in più che passa, crea dei danni enormi”.

Secondo Dino Mameli, titolare di un chiosco del Poetto a Cagliari: “E’ già complicatissimo mantenere un locale come il mio con i costi minimi, pagando bollette e affitto. Ma nel momento in cui si apre, le spese lievitano a dismisura”.

Per locali e bar “non è semplice capire cosa avverrà prossimamente”

I gestori di locali e bar sono preoccupati: “Per ora – spiega Mameli – non è semplice capire cosa avverrà prossimamente. Non sappiamo ancora se si potranno o meno promuovere serate con musica. Dipenderà tutto dalle prossime regole sul distanziamento, che verrano stabilite dal governo.”

“Se però dovessero confermare l’ipotesi dei 4 metri di distanza tra i tavoli – dice sconsolato il titolare – a quel punto facciamo prima a toglierli. La sensazione è che si continuerà a lavorare soprattutto con il servizio d’asporto”.

“Il cliente verrà , prenderà la consumazione per poi spostarsi altrove. Noi, di solito, abbiamo circa 40 tavoli da 4 posti l’uno, per un totale di 160 persone. Rischiamo di poterne mettere molto meno della metà di posti a sedere.”

“Adesso è difficile capire in che modo si riuscirà e potrà lavorare. Di sicuro, il lavoro calerà e gli incassi saranno purtroppo ridottissimi, ma cercheremo in qualche modo di sopravvivere”.

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