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Pesca, FEAMP: “mentalità imprenditoriale e governance semplificata”

Pesca, FEAMP: "mentalità imprenditoriale e governance semplificata"

 Le imprese della pesca e dell’acquacoltura devono sviluppare una mentalità più imprenditoriale e una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica per ripartire dopo l’emergenza Coronavirus, ma è necessario anche semplificare la governance del settore, affinché si possa lavorare su tutto il territorio nazionale in condizioni di parità, e valorizzare il ruolo della pesca locale. Un aiuto può venire dalle istituzioni, con la Commissione Europea che ha proposto di stanziare 500 milioni in più per il Piano Operativo del Fondo Europeo per le Attività Marittime e la Pesca (PO FEAMP) 2021-2027, che si aggiungono ai 6,124 miliardi già previsti, e il plafond di 20 milioni approvato recentemente in conferenza stato-regioni dedicato agli operatori di pesca e acquacoltura che hanno dovuto fermare l’attività a seguito dell’emergenza.

Le imprese, però, devono rinnovarsi, dando più spazio ai giovani e rafforzando le collaborazioni lungo tutta la filiera, questo è il messaggio emerso durante il convegno “Post-Covid FEAMP: emergenza, lezioni apprese e programmazione”, svoltosi venerdì 11 luglio nell’ambito del FORUM PA 2020 – Resilienza Digitale.

“L’emergenza Covid19 ha colpito la pesca in un momento delicato”

“L’emergenza Covid19 ha colpito la pesca in un momento delicato di transizione, evidenziandone il ruolo strategico nella filiera alimentare ma anche la scarsa diffusione di una cultura imprenditoriale forte – dichiara Riccardo Rigillo, Direttore generale pesca marittima e acquacoltura del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo –. Solo con questo salto di mentalità gli operatori del settore ittico possono rilanciarsi e avere i mezzi per lavorare in modo sostenibile sia dal punto di vista ambientale sia economico. La ripartenza passerà anche dal sostegno attivo alla pesca locale e dalla capacità di intervenire su tutta la filiera, ‘dall’amo al piatto’, attraverso promozioni, tracciabilità e certificazioni, per valorizzare il più possibile il prodotto agli occhi del consumatore. Con il rinnovamento, il settore potrà attrarre un numero maggiore di giovani, che troveranno più facilmente una collocazione”.

Come evidenziato da Eleonora Iacovoni, Dirigente presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Ufficio PEMAC 4, il FEAMP si è già mosso per contenere l’impatto dell’epidemia nei settori di pesca e acquacoltura. Tali misure comprendono: maggiore flessibilità nell’attribuzione delle risorse tra le priorità del Programma; sostegno straordinario per l’arresto temporaneo delle attività di pesca; fondi di mutualizzazione per eventi climatici avversi ed emergenze ambientali; compensazioni per la riduzione o la sospensione della produzione negli impianti di acquacoltura; sostegno alle imprese per l’ammasso temporaneo dei prodotti di pesca e acquacoltura; semplificazione delle procedure. Inoltre, è stato recentemente approvato dalla Conferenza Stato Regioni il piano di aiuti da 20 milioni di euro diretti al settore pesca e acquacoltura, in attuazione dell’articolo 78 comma 2 del “Cura Italia”.

Alla luce di questi provvedimenti ed in ottica di miglioramento per il futuro, si sono espressi alcuni interlocutori di primo piano del settore ittico: Francesca Biondo, Direttore Generale di Federpesca, ha riepilogato le questioni sottoposte da Federpesca agli Stati Generali del Governo, tra cui la mancanza di ammortizzatori sociali e strutturali all’interno del settore. Federpesca ritiene fondamentale lavorare per un sistema di sicurezza sociale più omogeneo, che non causi alterazioni della concorrenza. Infatti, l’attuale regolamentazione ha avvantaggiato i Paesi che seguono direttive differenti rispetto a quelle dell’UE. Una di queste situazioni, ad esempio, riguarda il fermo pesca: nelle acque internazionali le flotte di altri Paesi non rispettano la medesima regola, causando danni ai nostri operatori. Biondo si pronuncia a favore di un FEAMP che incentivi ammodernamento, competitività, trasferimento tecnologico e ricambio generazionale, in favore di un ripensamento in chiave blu economy.

Pier Antonio Salvador, Presidente Associazione Piscicoltori Italiani, evidenzia la necessità di programmazioni strutturate per la gestione delle emergenze nell’ acquacoltura dove, ad esempio, manca il fermo pesca. Salvador si pronuncia a favore di una corsia privilegiata per i giovani e per le donne che vogliono avvicinarsi al mondo dell’acquacoltura, e sull’ importanza di campagne promozionali mirate per i prodotti ittici nazionali. Infine, l’importanza della formazione: è opportuno che il personale della “filiera acquacoltura” riceva una formazione continua ed aggiornata  attraverso le associazioni di categoria, utile a migliorare la gestione delle attività durante i periodi di crisi.

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Fabio Galetti, Team Leader DG Mare – Commissione Europea, evidenzia il principale cambiamento presente nella nuova programmazione FEAMP 21-27: la notevole semplificazione del quadro regolamentare a livello UE, che si rifletterà in una gestione più agile del fondo sia da parte delle amministrazioni, che nell’accesso dei beneficiari finali. Inoltre, viene posta grande attenzione alla piccola pesca costiera, che potrà beneficiare di maggiori aiuti e agevolazioni. L’architettura attuale, più rigida e complessa, diventa così più flessibile.

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