Viaggi e stili di vita

Vieste e Pizzomunno tra storia e leggenda

Oggi ci tuffiamo nel Gargano e parliamo di Vieste, una delle città più antiche della Daunia.

Vieste ebbe grande splendore fra il X ed il VI secolo a.C. Fu una colonia greca ed in seguito municipio romano; con Diocleziano la città ebbe il suo defensor civitatis (poche colonie della Puglia potevano vantare tale privilegio). Il toponimo si presta a varie letture, ma tutte comunque sono ricollegabili alla voce “fuoco”. L’etimo etrusco “Apheneste”, il latino “Ustum”: tutti termini ricollegabili al culto del fuoco e della dea del focolare Vesta, da cui discende Vieste.

Vieste sarebbe collegata inoltre alla leggendaria Uria ed alla città di Merino, distrutta nel 914 d.C. Nella città di Merino, secondo la tradizione, sarebbe approdato Papa Celestino V, fuggiasco, e che qui sarebbe stato imprigionato per ordine di Bonifacio VIII. Vieste conobbe le dominazioni bizantine, longobarde e normanne.

Il boom del turismo a Vieste è arrivato negli anni sessanta, grazie alla realizzazione del centro vacanze di Pugnochiuso, voluto da Enrico Mattei, presidente dell’Eni, il quale era indeciso se investire con il suo Gruppo nel settore turistico qui sul Gargano o in Sardegna: alla fine decise per il Gargano e per Vieste essendo rimasto affascinato dalla  straordinaria bellezza di questi luoghi.

Una della particolarità di Vieste è che unisc estoria e leggenda grazie al Pizzomunno, mastodontico e superbo monolite che si eleva a pochi passi dallo strapiombo su cui si affaccia il Castello di Vieste, a chi è legata una leggenda.

La leggenda narra che Pizzomunno era uno dei pescatori più belli del paese, corteggiato ed amato da tantissime donne, ma lui amava solo Cristalda, una donna dolcissima ed altrettanto bella. Si tratta di una storia d’amore pura, dove il sentimento allegrava e riempiva la vita dei due giovani, ma senza un lieto fine.

Le sirene, mitologiche e malefiche creature creature ogni girono tentavano i bel pescatore con promesse effimere, lussuriose, ma inutili. L’amore di Pizzomunno e Cristalda sembrava resistergli senza troppe difficoltà,. Ma ben presto le cose cambiarono. Le sirene iniziarono a desiderare la vendetta, a volere a tutti i costi distruggere il loro amore tanto che un giorno strapparono Cristalda (giunta in riva al mare per incontrare suo bel pescatore) dalle braccia di Pizzomunno trascinandola per sempre in fondo al mare.

Il dolore fu talmente grande da trasformarsi in un gigante monolite bianco, che ancora oggi è possibile ammirare sulla spiaggia della Scialara nella città di Vieste.

Lo stesso luogo indicato nelle leggenda dove ogni 100 anni avviene l’incontro tra i due amanti, durante il quale solo per una notte, riacquisiscono le loro sembianze umane per poter rivivere il loro amore per poi rincontrarsi dopo altri 100 anni.

Ma è di notte che il volto di Pizzomunno si fa più evidente come vediamo dalla foto sotto.

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