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Giornata mondiale delle tartarughe marine, ecco i consigli dell’ENPA

Giornata mondiale delle tartarughe marine, ecco i consigli dell'ENPA

Oggi, 16 giugno ricade la Giornata Mondiale delle tartarughe  Marine e l’Enpa come altre associazioni sono impegnate nei monitoraggi dei nidi sulle spiagge del Cilento sulle tracce delle Caretta caretta.

L’associazione ci ricorda come dobbiamo comportarci quando incontriamo questi animali e quali sono le minacce più frequenti alla sopravvivenza di questa specie.

Giornata mondiale delle tartarughe marine, l’ENPA in prima linea

L’Enpa, ormai da diversi anni, è presente con diverse sezioni sul territorio per assistere e tutelare animali marini come le tartarughe  Caretta caretta. In particolare, con le Sezioni di Salerno (costa del Cilento), Lagosanto (Alto Adriatico) e con la Delegazione di Lesina (costa nord del Gargano).

Proprio in queste ore i volontari Enpa stanno monitorando le spiagge del Cilento alla ricerca di tracce di Caretta caretta risalite per nidificare. Venerdì 12 giugno è stato trovato ad Ascea il primo nido. I volontari della sezione di Salerno, coordinati dalla stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, pattugliano quotidianamente le spiagge idonee per la nidificazione di questi animali e quando trovano tracce dell’attività di nidificazione, si attivano per proteggere il sito.

Sono ora attivi su Eboli, Capaccio, Ascea, Palinuro e Camerota. Al termine dei giri in spiaggia gli operatori dell’Enpa hanno affisso le locandine informative.

Cosa dobbiamo sapere sulla Caretta caretta La Caretta caretta è la specie di tartaruga marina più frequente nel Mar Mediterraneo.

Rimangono in mare per tutta la loro vita, ma durante il periodo estivo (tra giugno e settembre) le femmine adulte risalgono in spiaggia per nidificare.

Dopo la deposizione si allontanano tornando in mare, e le uova schiuderanno dopo 50-60 giorni.

Gli esemplari giovani e gli adulti hanno pochi predatori in natura, e la loro vita è minacciata principalmente da fattori legati alle attività umane quali la pesca, la plastica ed i rifiuti in generale e il traffico delle imbarcazioni.

I piccoli di tartaruga marina, al momento della nascita, non solo possono essere predati da diversi animali (volatili, granchi, cani e gatti), ma possono anche invertire la loro direzione e dirigersi verso le strade invece che verso il mare.

Questo avviene a causa dell’intensa illuminazione artificiale che spesso si trova sui litorali, che le tartarughe  possono scambiare per l’unica luce naturale che dovrebbero vedere all’orizzonte, ossia quella della luna. Vademecum, cosa fare se vediamo una tartaruga o le sue tracce.

Se vedete una tartaruga che risale la spiaggia o che torna verso il mare potrebbe essere una femmina adulta che sta cercando un luogo adatto per depositare le sue uova.

LEGGI ANCHE: A Linosa tornano le tartarughe marine, individuato il primo nido

È importante non disturbare l’animale per evitare di stressarlo in un momento così delicato, infatti la risalita e la deposizione richiedono un grande dispendio energetico, e se infastidita potrebbe tornare in mare per cercare un’altra spiaggia.

Se doveste incontrare l’animale in queste fasi, o le tracce sulla sabbia lasciate dal suo passaggio, contattate la capitaneria di porto al 1530.

  • Evitate di cancellare le tracce fino all’arrivo dei biologi.
  • Non sostate davanti o ai lati dell’animale.
  • Non illuminatelo, neanche per fare delle foto.

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