Normative

Porti, l’associazione ormeggiatori Angopi chiede più sicurezza

Federagenti: “Il rispetto delle leggi deve valere anche per navi e porti”

A Trieste il presidente dell’Angopi, l’associazione nazionale ormeggiatori e barcaioli dei porti italiani, Cesare Guidi, nel corso di un convegno sulla portualità, contrariamente all’indirizzo seguito nel passato dalla Commissione, ha affermato Guidi, “con il Regolamento anche al servizio di ormeggio viene riconosciuto in sede europea il legame con la sicurezza della navigazione in ambito portuale e dell’approdo, uniformando, di fatto, la relativa funzione a quella dei servizi di pilotaggio e di rimorchio”.

Dopo l’approvazione del Regolamento Ue 2017/352 in tema di servizio di ormeggio, “l’ultimo tassello che manca per dare armonia al quadro normativo e rafforzare il nesso tra il servizio di ormeggio e la sicurezza è la modifica del Regolamento per l’Esecuzione del Codice della Navigazione che individuerà un percorso formativo obbligatorio per conseguire uno specifico Certificato di competenza, necessario per potere accedere e svolgere il nostro servizio”.

Nella sua relazione, è scritto in una nota, Guidi – che ha insistito tra l’altro sulla centralità dell’uomo nella vita dei porti – ha dedicato passaggio anche al modello organizzativo previsto dal Regolamento 352: “l’Amministrazione – ha detto – ha ritenuto di scegliere lo strumento associativo di tipo cooperativo inquadrandolo e qualificandolo come operatore interno, essendo tale modello il più idoneo per lo svolgimento dei compiti istituzionali assegnati agli ormeggiatori nell’ordinamento italiano e attese le caratteristiche dei nostri porti e quelle del traffico che li scalano. Infine, un passaggio sul tema del salvataggio dei migranti in mare. “Vedo un clima che mi preoccupa – ha sottolineato Guidi, ricordando come “la legge del mare prescrive che chi è in mare ed è in pericolo va salvato”.

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