Diporto

La nave a palo Regina Elena, icona delle vecchie vele

La nave a palo Regina Elena, icona delle vecchie vele

La nave a palo Regina Elena, icona delle vecchie vele venne costruita nel 1903 dalla Società Esercizio Bacini di Riva Trigoso per conto dell’Armatore Pietro Milesi di Genova.

Il cantiere navale di Riva Trigoso, del gruppo Fincantieri, è uno dei maggiori e più antichi cantieri navali italiani.

Ubicato a Riva Trigoso, una frazione della città di Sestri Levante, in provincia di Genova, è stato fondato il 1º agosto del 1897 da Erasmo Piaggio ed impiantato nel 1898 dalla Società Esercizio Bacini, costituita per la gestione dei bacini di carenaggio di Genova con annesse le Officine Meccaniche.

Nel febbraio 1899 funzionavano otto scali attrezzati con officine e servizi tecnici ed amministrativi su un’area di 30.460 metri quadrati. Nel settembre successivo si approntò una fonderia di ghisa, cui seguì quella di bronzo.

La nave a palo Regina Elena aveva una lunghezza di 96 metri, era larga 13,10, e aveva un pescaggio di 7 metri con uno scafo in acciaio dalla stazza complessiva di 2.365 tonnellate per una portata di 3.500 tonnellate di materiale.

La nave a palo Regina Elena era uno dei più belli quattr’alberi italiani

La nave a palo Regina Elena era uno dei più belli quattr’alberi italiani, avendo le vele di belvedere e controbelvedere.

Al comando del Cap. Giovanni Ameglio di Loano fece la prima campagna da Genova a New York e Yokohama con 98.000 cassette di petrolio al nolo di ¢ 17 a cassetta.

Da Yokohama a Port Royal (Giamaica) in 23 giorni e da Port Royal con legnami per Antofagasta (Cile) poi a Genova con nitrati: stessa cosa per la seconda campagna, con porto finale Rotterdam.

La terza spedizione da Anversa con carico generale per San Francisco dove imbarcava cereali per Delagoa Bay (Mozambico) da cui partì carico di legnami per Sidney.

A Newcastle (Australia), uno dei maggiori porti al mondo per esportazione di carbone, caricava carbone per Junin (Argentina) con veloce passaggio di 35 giorni e da lì a Funchal (Madera) per ordini in 89 giorni con nitrati da scaricarsi a Genova. La quarta campagna fu da Genova a Barry (Galles) e da lì al Callao (Peru) con carbone in 104 giorni.

Passaggio a Ballestas alle Isole del Guano dove caricava per Anversa giungendovi in 134 giorni, ritardando a causa di violenti uragani incontrati al Capo Horn. La quinta e la sesta campagna ebbero luogo in Pacifico al comando del Cap. Prospero Schiaffino di Camogli.

Tuttavia la Regina Elena per il traffico a tramping non era più redditizia: a causa della maggiore portata i piroscafi avevano noli più economici, oltre ad una più accurata previsione di arrivo.

Traffico a tramping o andare alla busca, nella marina mercantile di bastimento che, non avendo un contratto di noleggio né un porto determinato di caricazione, va da uno scalo all’altro in cerca di un carico.

Il Milesi pertanto nel 1911 al termine di un viaggio dal Cile vendette la nave al tedesco Laeisz per £st. 13.000 facendo effettuare la consegna ad Amburgo dal Cap. Schiaffino.

Il Laeisz impiegò la nave per i servizi di linea con il nome di “Ponape”. Siccome i nomi di tutti i suoi bastimenti iniziavano con la lettera P, la Compagnia del Laeisz divenne famosa come Linea P.

Il 20 settembre 1914 di ritorno dal Cile per l’Europa la Ponape viene catturata in Nord Atlantico dalla HMS Majestic e portata a Falmouth quale preda bellica.

LEGGI ANCHE: Vecchie Vele: il brigantino a palo Avanti Savoia

Ribattezzata “Bellhouse”, l’Ammiragliato Britannico la pose sotto l’amministrazione delle James Bell di Hull. Nel 1915 fu ceduta alla Compagnia norvegese A/S Bellhouse di Alf Monsen, Tønsberg mentre nel 1925 venne rivenduta all’Armatore norvegese Hugo Lundqvist di Marienhamn che la ribattezzò ancora Ponape continuando così a girare il mondo.

Partita da Frederickstadt (Norvegia) con legnami per Melbourne, nell’inverno del 1925 veniva sorpresa in Nord Atlantico da un tremendo uragano che la spinse a Nord-Ovest dell’Islanda. Quasi totalmente allagata per un ingavonamento riuscì a scampare al disastro e dopo 155 giorni giunse a Melbourne. Lì imbarcò grano per l’Europa.

Il 31 agosto 1929 fu rivenduta per £st 4.600 a Gustav Erikson di Mariehamn con il nuovo armatore e lo stesso nome riprende i viaggi australi: da Sundswall (Svezia) per Melbourne con legnami, segue Melbourne – Falmouth in 117 giorni, Norrköpping (Svezia) ad Adelaide in 121, Wallaroo (Australia) a Falmouth in 120 giorni.

Leggi anche

Motoryacht VQ40, record di ordini per il cantiere Vanquish

Redazione

Navigare al circolo Posillipo parte con il vento in poppa

Fabio Iacolare

Ancora confermata la XXX edizione del Monaco Yacht Show

Fabio Iacolare

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.