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Noto sempre più smart con 10 nuovi hotspot wi-fi pubblici

Noto sempre più smart con 10 nuovi hotspot wi-fi pubblici

Completata l’attivazione dei 10 nuovi hotspot wi-fi pubblici: navigazione sicura e gratuita sul web in alcune zone della città di Noto. Apparecchiature che sono state installate grazie ai fondi dell’iniziativa della Commissione Europea denominata “WiFi4EU” ed a cui l’Amministrazione Bonfanti ha subito aderito in maniera convinta per offrire un servizio in più a residenti e visitatori. Per navigare in totale libertà basterà trovarsi nei pressi di uno dei 10 hotspot, attivare la connessione wi-fi sul proprio dispositivo e selezionare la rete WiFi4EU.

“Siamo una città “smart” – commenta il sindaco Corrado Bonfanti – e sempre più connessa. Così facendo eroghiamo servizi e riceviamo informazioni per le nostre strategie di sviluppo”.

Gli hotspot sono stati installati nelle seguenti zone: piazza Municipio, Piazza XVI Maggio, via Nicolaci, piazza Municipio (3), corso Vittorio Emanuele, Porta Ferdinandea, Villa Comunale e piazza Bolivar.

Noto, un piccolo gioiello del barocco siciliano

Noto è un piccolo gioiello del barocco siciliano. Uno splendido paese arroccato su un altopiano che domina la valle dell’Asinaro.

Importante centro siculo, romano, bizantino e poi arabo, fu distrutto nel pieno del suo splendore dal terremoto del 1693, ma grazie alla sapiente ricostruzione, Noto è divenuta una magnifica città d’arte e diventato  patrimonio Unesco assieme a Caltagirone, Militello, Catania, Modica, Palazzolo, Ragusa e Scicli.
La straordinaria bellezza di Noto, e delle altre città ricostruite dopo il terremoto, caratterizza tutta la Val di Noto.

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Per la ricostruzione furono chiamati grandi architetti, quasi tutti formatisi a Roma e infatti il motivo d’ispirazione è quello del barocco romano, seppur rivisitato. Il risultato superò le attese e la ricostruzione diede vita ad un lavoro stupendo anche se diverso di città in città: dal barocco grigio scuro di Catania, in cui fu utilizzata la pietra lavica, alle luminose architetture di Noto dalla tinta color miele.

Chiamata anticamente Neas dai siculi, Neaton dai greci e Netum dai romani, furono gli arabi a darle il nome definitivo di Noto. Il termine che in arabo ha lo stesso significato che in italiano, voleva essere un omaggio alla bellezza e all’importanza della città.

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