Località di mare

Inquinamento Riviera Domizia Flegrea, protestano residenti e balneari

Inquinamento Riviera Domizia Flegrea, protestano residenti e balneari

Inquinamento Riviera Domizia Flegrea, protestano residenti e balneari. Sit in questa mattina nella località Licola mare, sul litorale tra i comuni napoletano di Pozzuoli e Giugliano in Campania, da parte di un centinaio di residenti e gestori di stabilimenti balneari della zona per il permanente inquinamento dell’area.

Sotto per l’inquinamento della Riviera Domizia Flegrea, finiscono l’alveo dei Camaldoli ed i canali di Quarto ed Abruzzese, che sversano quotidianamente sull’arenile tra Cuma e Varcaturo una quantità indecifrata di rifiuti ed acque nere non depurate.

“Il problema principale è la pulizia dei canali che non viene effettuata – rende noto Umberto Mercurio dell’associazione Licola mare pulito – a ciò va aggiunto il non corretto funzionamento del depuratore e gli scoli illegali nei canali“.

Inquinamento Riviera Domizia Flegrea, ecco le cause

Chiara alle proteste l’associazione Licola mare pulito: ”Noi non abbasseremo la guardia e continueremo a sollecitare interventi, alla Regione ed ai comuni di Pozzuoli e Giugliano, per ripulire i canali ed eliminare le situazioni di illegalità”.

Nei canali costruiti per il trasporto delle acque pluviali dall’hinterland flegreo-giuglianese e dalla metropoli ora si accumula sabbia, terriccio e si forma una vegetazione spontanea che tra l’altro rallenta e blocca il deflusso delle acque e a tutto ciò si aggiungono per giunta gli sversamenti abusivi.

Nel corso della manifestazione i partecipanti hanno ripulito l’arenile raccogliendo trenta sacchi di plastica abbandonata o trasportata dai canali di raccolta e consegnati alle aziende di raccolta differenziata dei comuni flegrei.

Licola e il boom di turismo degli anni sessanta

Negli anni sessanta e settanta Licola divenne un luogo di grande attrazione turistica, e parallelamente negli anni settanta e ottanta, il territorio divenne sede di numerose cave per l’estrazione della sabbia, ora tutte chiuse con bonifica dei siti per effetto dei vincoli ambientali ed archeologici varati dalla soprintendenza per i beni culturali e ambientali e da quella per i beni archeologici.

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Dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 ed alcuni episodi di bradisismo del 1982 la località diventò luogo nel quale ricoverare gli sfollati e andò degradandosi, salvo registrare un rilancio turistico negli anni novanta.

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Redazione

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