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Portacontainer blocca Canale di Suez: parte il dragaggio. Petrolio a +5%

portacontainer canale di suez

L’Autorità del Canale di Suez (Sca) ha inviato ulteriori rimorchiatori e chiesto l’aiuto di altre istituzioni statali per il dragaggio e il successivo rimorchio della nave portacontainer della Evergreen Marine Corp che da ieri mattina si è incagliata e messa di traverso nel Canale di Suez, paralizzandone il traffico marittimo.

Secondo l’Authority del Canale, che hanno ricostruito l’accaduto, l’incidente del cargo Ever Given lungo 400 metri e largo 59 , partito dalla Cina con centinaia di container diretti a Rotterdam, nei Paesi Bassi, sarebbe avvenuto martedì mattina intorno alle ore 7:40 (orario locale) a causa di improvvise raffiche di vento fino a 40 nodi.

L’incidente della portacontainer nel Canale di Suez

A causa della sua larghezza di 59 metri, la nave ha urtato contro l’argine roccioso del Canale nei pressi della località di Ma’diyah, a circa 8 chilometri a nord dell’imbocco meridionale della via d’acqua di Port Taofik, uno dei più stretti del Canale di Suez. Da allora non sarebbe riuscita a riprendere il galleggiamento, finendo per incagliarsi e bloccare il traffico marittimo nel Canale di Suez.




Per disincagliare la portacontainer della Evengreen potrebbero servire vari giorni, con conseguenze enormi sul traffico marittimo mondiale ed in particolare per l’economia egiziana. Il primo effetto, registrato oggi da Piazza Affari, è l’aumento dei prezzi del petrolio Wti (West Texas Intermediate), che in Borsa sono tornati sopra i 60 dollari con balzo daily fino a +5%. La nave incagliata nel Canale di Suez sta sollevando preoccupazioni per l’offerta e mettendo in secondo piano i timori di una lenta ripresa della domanda a causa dei blocchi europei.

Dal Canale passa il 7,5% del traffico marino mondiale

Progettato più di 150 anni fa dall’ingegnere trentino Luigi Negrelli, il Canale di Suez ancora oggi garantisce quasi il 7 per cento del traffico mercantile mondiale, ed è una delle fonti di entrate annuali principali per l’Egitto. Il Canale di Suez permette infatti la navigazione diretta dal Mar Mediterraneo all’Oceano Indiano, evitando di dover circumnavigare l’Africa. Da solo, vede transitare il 7,5% del traffico marino mondiale (ma se si calcola il dato delle navi container, si arriva vicini al 30%). Una delle prime conseguenze è stata in queste ore l’aumento del prezzo del petrolio.

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In anni recenti il Canale di Suez è stato più volte teatro di incagli di imbarcazioni che hanno interrotto la navigazione. Nell’ottobre 2017 i rimorchiatori sono riusciti a sbloccare la OOCL Japan dopo poche ore. In uno dei ritardi più gravi, il Canale è stato chiuso per tre giorni nel 2004 dopo che una petroliera, Tropic Brilliance, si era arenata. Intanto, Assonautica lancia un appello a chi è diretto in Mediterraneo dal Mar Rosso o dall’Oceano Indiano: “Siete pregati di passare dal Sud Africa ed entrare dallo stretto di Gibilterra. Appena sarà ripristinato il canale sarà nostra cura darne notizia immediata”.

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