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Porto di La Spezia, “un’offerta di sistema” per le industrie del nord

Porto di La Spezia, "un'offerta di sistema" per le industrie del nord

Il porto della Spezia ha predisposto “un’offerta di sistema” per le industrie del nord che dovranno risolvere nelle prossime settimane problemi di stoccaggio delle merci in arrivo da tutto il mondo.

E’ pronta “una capacità per oltre mezzo milione di Teu – spiega una nota dell’Autorità portuale – a servizio delle aziende del nord Italia”. Il sistema della portualità del Nord Tirreno dovrà affrontare da giovedì 26 Marzo per almeno due settimane, la gestione di carichi in arrivo destinati a filiere non in grado di ricevere la merce precedentemente ordinata e già in viaggio dice l’autorità.
“I porti dovranno gestire una importante quantità di merce in stoccaggio fino a che non saranno riaperte le filiere industriali definite “non essenziali” dal decreto del Governo Italiano.

Il tutto evitando ai ricevitori onerosi costi di stoccaggio in porto e rischi di congestione nelle attività terminalistiche e di trasporto” dice la nota.

Per questo motivo, la comunità degli operatori del Porto della Spezia, organizzati nella società Sistema Porto, Gruppo Tarros e Gruppo Contship Italia hanno deciso di unire le forze per offrire una serie di soluzioni che fanno leva su oltre mezzo milione di Teu di capacità di stoccaggio disponibile localmente (in un raggio di 15 km dal porto di La Spezia) e nei centri intermodali di Melzo, Dinazzano e Padova.
Per i ricevitori saranno disponibili soluzioni a corto raggio presso l’Interporto di Santo Stefano Magra/La Spezia che includono lo sdoganamento, il deposito in temporanea custodia, il deposito iva e l’eventuale servizio di svuotamento per carichi pallettizzati e non con attività che saranno svolte grazie all’ organizzazione sinergica e funzionale degli spazi e dei magazzini coperti gestiti dagli spedizionieri e doganalisti del porto della Spezia.

A queste si affiancano soluzioni integrate intermodali a medio raggio per il trasporto dei container nei centri intermodali su cui operano le aziende del gruppo Contship a cui fa capo il La Spezia Container Terminal.

Il porto di La Spezia riceve settimanalmente 3 navi di capacità superiore ai 14.000 Teus operate dalle alleanze 2M, The Alliance e Ocean Alliance provenienti dall’estremo oriente dove le attività produttive, seppur a rilento, iniziano a recuperare il back log di ordini generato durante il blocco imposto a gennaio e febbraio dal Governo della repubblica popolare Cinese.

“Il porto di La Spezia dimostra ancora una volta la sua compattezza nei confronti del mercato – ha dichiarato il presidente Carla Roncallo – mettendosi al servizio dei clienti per individuare soluzioni a breve e medio termine che possano garantire un minore impatto finanziario e mantengano l’operatività del porto ad un livello di occupazione tale da poter cogliere, con flessibilità, tutti i segnali di ripresa che ci auguriamo possano arrivare il più presto possibile”.

Alessandro Laghezza, presidente di Sistema Porto e della Sezione Logistica di Confindustria La Spezia, conferma lo sforzo: “Stimolati dagli storici spedizionieri del nostro territorio e dal management del Gruppo Contship, abbiamo attivato un tavolo di coordinamento che in sole 24 ore ha scandagliato ogni possibile soluzione”.

“Contship, attraverso le proprie società controllare – ha dichiarato infine Daniele Testi, direttore Marketing e comunicazione – non poteva non rispondere a questa chiamata”.

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