Diporto Nautica

CN, Cecchi: “2022 da record con 7 miliardi di euro di produzione”

cecchi 2022

Intervenuto nel secondo Summit Nazionale sull’Economia del Mare – Blue Forum, il Presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi ha parlato del 2022 da record che ha vissuto la nautica italiana.

Ecco le parole del presidente intervenuto a Gaeta, nel corso dell’evento organizzato dalla Camera di Commercio Frosinone Latina.

Anno 2022 da incorniciare per Saverio Cecchi

Saverio Cecchi ha voluto ribadire che “il valore del settore industriale è abbastanza noto, il 2022 si è chiuso con il record assoluto di produzione di 7 miliardi di euro, con una crescita per la cantieristica tra il 15% e il 20% rispetto al 2021, e il record di export, che traguarda i 3,4 miliardi”. Molto bene anche l’impatto sulle economie costiere indotto dalla nautica, dall’uso, dalla manutenzione e dall’ormeggio della barca, oltre a quello della spesa turistica del diportista.




I numeri della filiera parlano chiaro: quasi 19 mila unità locali di produzione, per un valore aggiunto di oltre 11 miliardi di euro e più di 187.700 occupazioni. Si attivano circa 9,2 posti di lavoro per ogni addetto alla produzione del comparto. Inoltre, ogni euro investito nella produzione ne attiva 7,5, come rilevato da Fondazione Edison e Fondazione Symbola, partner scientifico di Confindustria Nautica. Ogni 3,8 posti barca si genera 1 occupato nell’indotto turistico, con una media di 71 occupati per ogni approdo turistico. Non solo, la spesa sul territorio del diportista è il doppio di quella del turista di albergo.

“Sono moltissime e validissime le ragioni per sostenere questo settore, nell’interesse generale del Paese e della sua prosperità”, ha aggiunto Saverio Cecchi. “Per questo nautica, turismo nautico e sport acquatici hanno bisogno di avere maggiore peso perché le politiche del mare non siano solo politiche di navigazione mercantile”.




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Saverio Cecchi ha poi concluso: “Ascoltando gli interventi delle Categorie al Comitato costituito dal Ministro delle politiche del Mare, rilevo alcuni temi trasversali, che interessano più dicasteri e impattano su mercantile, crocieristica, nautica e turismo e sono il presupposto di qualsiasi politica di sviluppo: i dragaggi dei porti, le regole delle concessioni degli operatori, la competitività fiscale del cluster, le regole di accesso del personale e degli ospiti che imbarcano o sbarcano in Italia, la tutela ambientale che deve coniugare conservazione e fruizione consapevole. Su questi temi serve una cabina di regia, per mettere in campo politiche competitive con gli altri Paesi europei e per coordinare la riduzione dei tempi della burocrazia e dal Governo ci aspettiamo risposte operative”.

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