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Il mare entra nel PNRR. Soddisfazione di Marevivo

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Un capitolo dedicato al mare entra a far parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che, in cambio di una serie di riforme, porterà da qui al 2026 ben 221 miliardi di euro nelle casse dello Stato italiano. Ad annunciare l’attenzione verso gli ecosistemi marini nel piano è stata l’associazione Marevivo, che ha espresso soddisfazione per il cambio in corsa.

Il capitolo del PNRR si intitola “Ripristino e tutela dei fondali e degli habitat marini” e si trova al punto M2C4 investimento 3.5 della Missione 2 Rivoluzione verde e transizione ecologica.




Il testo recita: “Il piano sviluppato prevede interventi su larga scala per il ripristino e la protezione dei fondali e degli habitat marini nelle acque italiane, finalizzati a invertire la tendenza al degrado degli ecosistemi mediterranei potenziandone la resilienza ai cambiamenti climatici e favorendo così il mantenimento e la sostenibilità di attività fondamentali non solo per le aree costiere, ma anche per le filiere produttive essenziali del Paese (pesca, turismo, alimentazione, crescita blu)”.

La soddisfazione di Marevivo sul PNRR

L’associazione Marevivo aveva molto lamentato nei giorni scorsi la quasi totale assenza del mare nel PNRR. L’associazione aveva ricordato che i mari italiani rappresentano un quinto di tutto il Mediterraneo, che sono uno scrigno di biodiversità e che producono il 3% del Pil italiano. In sintesi Marevivo lamentava che l’Italia, pur avendo 8000 km di costa, avesse presentato un piano da nazione che non affaccia sul mare. Il cambio in corsa è stato ben accolto dall’associazione: “Siamo molto soddisfatti di questo risultato, finalmente il Mare entra nell’agenda di Governo, un passo fondamentale verso la sostenibilità ambientale” ha dichiarato Rosalba Giugni, presidente di Marevivo.

La presidente però rilancia: “Adesso si proceda subito all’istituzione di una Cabina di regia per una governance del Mare: è dalla chiusura nel 1993 del ministero della Marina Mercantile con la sua Consulta, infatti, che le istanze legate al mare sono state divise in sette ministeri ed è mancata una vera politica integrata per l’ecosistema marino. Da allora Marevivo ha sollecitato ripetutamente i Governi che si sono succeduti affinché istituissero un organismo alla Presidenza del Consiglio, e questa è un’occasione unica per assolvere a questa mancanza”.

 

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