News dal mare

Messina, avvistato un branco di orche nello stretto

Un viaggio da record, “la notizia più emozionante di sempre” come la definiva giorni fa Orca Guardians Iceland, importante no profit che si occupa di proteggere e monitorare le orche marine.

Gli esemplari di ‘orcinus orca’ avvistati questa mattina nello stretto di Messina, se fosse confermato, come sembra probabile, che si tratta degli stessi che giorni fa si sono affacciati di fronte al porto di Genova, hanno percorso circa 6.000 chilometri nel loro estenuante (e per il momento ben poco compreso anche dagli esperti che si interrogano sui motivi) viaggio che li ha portati dall’Islanda, dove erano stati fotografati per la prima volta 6 anni fa, fino a varcare lo stretto di Gibilterra e spingersi fino alla costa ligure. Un’impresa incredibile, che ha sorpreso gli esperti: è la prima volta che si identificano orche in Islanda e poi, dopo anni, addirittura nell’Italia meridionale, ed e’ a detta di Orca Guardians Iceland probabilmente una delle migrazioni accertate più lunghe di sempre.

Grazie a un pool di osservatori, e in particolare alle immagini scattate da Samuele Wurtz di Artescienza, dalla presidente di Menkab Giulia Calogero e da Biagio Violi dell’ateneo genovese, oltre ai colleghi del centro di ricerca islandese Duncan Versteegh, Manon Themelin e Marie Therese Mrusczok, è stato possibile tracciare la rotta del gruppo di orche nel corso degli anni, utilizzando segni identificativi come le pinne e le cerchiature attorno agli occhi. Avvistato per la prima volta il 2 giugno 2014, per due anni il gruppo è stato fotografato nei pressi delle coste dell’Islanda occidentale.

Nel luglio 2017, sempre nel mare islandese, il gruppo era composto da 4 membri, compreso un cucciolo, gli stessi che poco dopo sono probabilmente partiti per la loro impresa tra Atlantico e Mediterraneo. Poi più niente.

Due anni e mezzo dopo, l’incredibile scoperta: il gruppo è ancora unito (anche se il cucciolo allarma gli esperti perchè deperito), e si trova a Genova, 5.200 chilometri più lontano rispetto all’ultimo avvistamento. Poi la rotta sul Tirreno, con un nuovo avvistamento a Savona, e infine quello di oggi di fronte a Messina, anche se gli espemplari avvistati sono solo tre. 

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