I finestrini abbassati, in una giornata invernale insolitamente calda, la brezza che stuzzica i sensi, l’andatura cadenzata dai dolci tornanti che costeggiano Amalfi.
Di questi tempi è un ricordo quasi doloroso. Con il nuovo Renault Captur c’era capitato di inoltrarci sulle stradine che seguono la Costiera, su fino a Ravello, e poi giù fino a Salerno.
Strade anguste quanto basta per cogliere le virtù di questo piccolo suv francese, nato per la città, ma altrettanto buono per divincolarsi dal traffico quotidiano e concedersi una fuga oltre i confini urbani.
Quando fu lanciato nel 2013, rompendo i canoni di un mercato dei suv imperniato su dimensioni generose, fu subito un successo.
Agile, compatto, persino accattivante grazie alle forme studiate da Laurens van den Acker
brillante designer olandese chiamato alla corte di Carlos Ghosn, oggi il Captur si muove ancora bene nel suo segmento, ma la concorrenza nel frattempo è quintuplicata.
Ragion per cui ha dovuto ritoccare le sue linee e gli interni, ampliare la dotazione tecnica e l’offerta dei motori, per stare al passo e non perdere terreno.
Gli architetti francesi ne hanno così ringiovanito lo stile nel rispetto della sua linea originale: linea di cintura rialzata, in modo da aumentarne l’impatto visivo, luci a Led di nuovo taglio per dargli una diversa firma luminosa, materiali di qualità per arricchire sedili, portiere e plancia.

Fabio Iacolare è videomaker e giornalista pubblicista dal 2010: esperto in regia di format tv e giornalista esperto in eventi a carattere culturale, ambientale ed enogastronomico italiano.
