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Boom di richieste in pochi giorni: è subito Global Solo Challenge mania

global solo challenge

Un numero crescente di velisti esperti sta entrando nel Global Solo Challenge da tutte le nazioni, rendendolo un evento davvero globale. Un richiamo stuzzicante per tanti appassionati alla vela d’altura: la GSC (Global Solo Challenge) è infatti una sfida velica e personale che prevede la circumnavigazione del globo in solitaria, senza scalo, per barche di serie.

Una sorta di “Vendée Globe per comuni mortali”, la descrive il suo ideatore, lo skipper italiano d’altura Marco Nannini, cui possono accedere anche quelli che non hanno un grande budget economico alle spalle, e le quasi 100 richieste ricevute da oltre 25 paesi, dimostrano chiaramente l’interesse che c’è dietro questo tipo di competizioni.

L’evento, previsto per il 2023-2024, “è il risultato di uno studio approfondito sul come offrire un evento velico dove non sia solo il budget a fare la differenza, abbiamo adottato un format unicoracconta Nannini.

Effetto Vendée Globe: tutti pazzi per la vela d’altura

Il fascino esercitato dal Vendée Globe, che con 33 imbarcazioni quest’anno ha fatto registrare il record d’iscritti, lo dimostra, anche in un anno così particolare come quello del Covid-19. Il Global Solo Challenge, annunciato a dicembre dello scorso anno, sta facendo già gola a tantissimi appassionati di vela d’altura e professionisti d’esperienza che non possono permettersi il budget per iscriversi e competere alle principali regate oceaniche a causa delle cifre richieste.




Global Solo Challenge mira ad essere la soluzione, una regata “alla portata di tutti”: infatti, sono ammesse barche di serie fra i 35 e i 45 piedi circa, costruite entro il 2005 e di cui ne esistano almeno 20 esemplari. “Per chiunque abbia mai sognato di fare un giro del mondo in barca in solitario credo sarà un’opportunità unica per realizzarlo” conclude Nannini.

Le storie di miglia nautiche di chi ha già aderito

Le storie di navigazione di chi già sta dimostrando interesse alla manifestazione sono tante, le più variegate. Quella di Pavlin Nadvorni ne è la dimostrazione: la vela, per lui, è diventata da tempo uno stile di vita, tutto ciò che è come persona crede di doverlo alla vela. Vi raccontiamo la sua storia.

Pavlin Nadvorni (Bulgaria): “La mia passione nasce leggendo di vela”

Da bambino ha scoperto la navigazione in gommone sul Danubio e a 17 anni ha costruito una barca con alcuni amici. Dopo aver lasciato il suo paese d’origine nel 1991, è diventato Capitano professionista nel settore dei super yacht. Nel 2003 è tornato in Bulgaria dove ha fondato la sua società di servizi per yacht, gestisce anche una scuola di vela e non ha mai perso la sua passione per le corse di yacht.




“Leggere di Magellano, Colombo, De Gama, ha fatto nascere in me la passione per la vela – racconta Pavlin – In un piccolo paese dell’Isola Orientale mi ha portato al club nautico locale e mi ha portato a remare e navigare da bambino sul fiume Danubio, passando per Optimist, Cadets, CombiBoats, Zephyrs , Finlandesi e windsurf tra la metà degli anni ’70 e la fine degli anni ’80. La navigazione celeste divenne un’ossessione intorno ai 14 anni, ma vivevo lontano dal mare. Come studente della scuola superiore tecnica per la navigazione fluviale a Rousse, in Bulgaria, 4 di noi – amici dalla mentalità ristretta (tutti all’età di 17 anni) – hanno costruito un cutter di legno e hanno fatto un paio di viaggi invernali (abbastanza folli col senno di poi) e lungo il Danubio”. La carriera di Pavliv prosegue con il diploma all’Accademia Navale, poi viaggi di addestramento e infine con la sua barca e il suo equipaggio.

Jamie Young (Irlanda): “Poter partecipare con la mia barca è stata la spinta”

Jamie Young dall’Irlanda, il sesto concorrente confermato, ha 200.000 miglia nautiche sotto la chiglia a tutte le latitudini. Jamie ha anche lavorato professionalmente alla fine degli anni ’70 sulla serie Maxi negli Stati Uniti, oltre ad aver preso parte alla famigerata OSTAR del 1976, quando una straordinaria 125 barche si schierò per il via.




“Cosa mi ha spinto ad iscriverti a questo evento? – risponde Jamie – In primo luogo, perché potevo partecipare con la mia barca e mantenere un budget ragionevole. Userò la mia pensione come fonte di fondi a meno che non possa procurarmene altri, ma per cos’altro stavo risparmiando …! La sfida più grande? Sarà l’approvvigionamento di fondi: è sempre una sfida e in Irlanda c’è poca storia di trovare supporto per questo tipo di esperienze, ma ci arriveremo…”.

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