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Verso la Fastnet, intervista a Giovanni Soldini: “La maggiore incognita è il vento”

intervista a giovanni soldini verso fastnet
Per Giovanni Soldini questo è l’anno dei record. Quattro finora i migliori tempi stabiliti con la Maserati Multi 70: Manica, Plymouth-La Rochelle, Monaco-Porto Cervo e la Fastnet. E proprio alla Fastnet adesso ritornerà, questa volta però in regata. Sulle difficoltà della sfida, tra incognita vento e avversari da tenere d’occhio, ne parliamo con Soldini in questa intervista telefonica.

Partiamo dalla Fastnet, quale saranno le differenze rispetto a quando avete stabilito il record?
Ovviamente la regata è totalmente diversa. Quando abbiamo stabilito il nuovo record sul percorso della Fastnet abbiamo scelto noi i tempi di partenza e le condizioni metereologiche. Nella Rolex Fastnet Race la partenza è già stabilita, quindi le condizioni sono un’incognita. Potrebbe esserci poco vento, per esempio, e per una barca volante come la nostra questo sarebbe un problema. Sotto i 13 nodi non prende il volo e tutto diventa complicato.




Chi saranno gli avversari da tenere d’occhio?
Ci sarà Argo, il Mod 70 che conosciamo molto bene e che ha un equipaggio forte. Sono in qualche modo loro i nostri diretti concorrenti. Ma ci saranno anche Gitana, Banque Populaire e molti trimarani francesi di 100 piedi. Barche prestanti e che hanno 10 metri più di noi. Insomma abbiamo una bella sfida all’orizzonte.
Quali sono le maggiori difficoltà del percorso?
Dal punto di vista tattico ci sono diversi punti critici. L’uscita dalla Manica, per esempio, può riservare diverse soprese, a causa delle correnti. Ma molto dipenderà anche dal vento che arriva dall’Atlantico, che potrà essere leggero o decisamente forte. Noi chiaramente preferiamo un vento forte.
Quest’anno, in un’altra classe, alla Fastnet c’è anche Giancarlo Pedote. Insomma l’Italia è ben rappresentata, faremo bella figura?
Assolutamente, abbiamo come nazione buoni concorrenti in gara. Se faremo bella figura non lo so, lo spero, ma non sempre è possibile, non sono gare facili. Nella nostra classe non ci sarà per esempio PowerPlay, ma come accennato non mancano i concorrenti di qualità.
Quest’anno avete battuto 4 record, siete soddisfatti?
Molto. Il record fatto più vicino a casa è stato paradossalmente il più difficile, perché avevamo poco tempo e non potevamo aspettare condizioni ottimali, tuttavia abbiamo stabilito il nuovo record anche sulla Monaco-Porto Cervo, seppur di appena due minuti. Insomma c’è sempre una certa soddisfazione a togliere il miglior tempo a Phaedo3, ma quello che mi inorgoglisce di più è quello della Manica: avere una barca italiana con il miglior tempo lì non è da poco.
Dopo la Fastnet, cosa farete?
Abbiamo in cantiere un bel progetto, di grande navigazione, ma non ne parlo ancora perché stiamo verificando la fattibilità. Sicuramente faremo la Middle Sea Race, altre bella sfida che abbiamo vinto tutte e tre le volte in cui abbiamo partecipato. Faremo una transoceanica che ci porterà ai Caraibi e la 600 miglia, poi vedremo.
Un’ultima domanda, anzi una curiosità. Lei usa spesso la frase “A canna morta” che più o meno significa che più veloci di così non si può andare. Amici inglesi ci hanno chiesto una traduzione, come glielo traduciamo?
(Ride) Io non ci ho mai provato a tradurlo, credo sia decisamente impossibile farlo. E’ un marchio di fabbrica tutto italiano.

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