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Che cosa significa navigare a vela oggi, meeting al Galata Museo del Mare

Che cosa significa navigare a vela oggi, meeting al Galata Museo del Mare

Che cosa significa navigare a vela oggi? Valgono solo le regate, che ormai sull’onda dell’innovazione tecnologica hanno aumentato a dismisura la velocità e infranto tutti i record, dall’America’s Cup ai giri del mondo, oppure conta anche andar per mare in modo diverso, più “slow” e più a misura di viaggio?

Che cosa significa navigare a vela oggi?  Su questi temi si confronteranno il 5 novembre al Galata Museo del Mare Simone Perotti e Ambrogio Perotti, primo “duello” all’interno del format degli Incontri in Blu, la rassegna che ospita uomini e donne fuori dell’ordinario legati al mare, quest’anno alla sua seconda edizione.Si chiude il 19 novembre con un volto femminile dello shipping italiano: Mariella Amoretti, armatrice CEO di Amoretti Armatori Group di Parma e vicepresidente di Confitarma.

Che cosa significa navigare a vela oggi, se ne parla in un meeting

Entrambe gli incontri, a seguito delle disposizioni previste dal nuovo Dpcm per il contenimento dell’emergenza sanitaria, saranno fruibili esclusivamente in modalità online in diretta sui canali social Facebook e Youtube del Museo del Mare.

La rassegna, finalizzata a promuovere la cultura del mare nelle sue diverse forme è curata dal giornalista e scrittore Fabio Pozzo e voluta da Mu.MA Istituzione Musei del Mare e delle MigrazioniCosta Edutainment spa e Associazione Promotori Musei del Mare onlus. Un’iniziativa realizzata grazie al contributo di Regione Liguria, Slam, Cambiaso Risso e Confindustria Nautica; il sostegno di Villa Montallegro, Immobiliare Courmayeur, MarmoinoX Srl, Reccotiles Natural Design, Tarros Group, Hotel Palazzo Grillo, Genovarent s.r.l. e Associazione Culturale Sintesi. La manifestazione vanta il patrocinio di: Marina Militare, Regione Liguria, Yacht Club Italiano, FIV – Federazione Italiana Vela, One Ocean FoundationSky Ocean Rescue e Confitarma.




Simone Perotti, natali laziali e origini liguri, una laurea in Lettere Moderne e un bachelor in Comunicazione, è scrittore e marinaio. Nella sua sacca di autore ci sono libri di successo come “Adesso basta.

Lasciare il lavoro e cambiare vita” (Chiarelettere), in cui racconta il suo downshifting, vale a dire la scelta che nel 2008 lo ha portato a lasciare la carriera di manager della comunicazione di agenzie e aziende italiane e multinazionali per dedicarsi professionalmente alla scrittura e alla navigazione a vela.

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E poi romanzi (tra i più recenti “Rais”, per Frassinelli, incentrato sulla riscoperta dell’epopea mediterranea dell’ammiraglio ottomano Dragut e quello genovese Andrea Doria, suo antagonista), ancora saggi (“Atlante delle isole del Mediterraneo” per Bompiani), romanzi per ragazzi (“Delfina e il Mare” per Salani) e programmi televisivi (“Un’altra vita”, per Rai 5, che racconta storie di uomini e donne che hanno cambiato vita).

Nell’’altra sacca, quella di marinaio, Perotti ha un viaggio di sei anni nel Mediterraneo, Atlantico e Mar Nero con il progetto “Mediterranea”, di cui è l’ideatore, che è una spedizione scientifica, culturale e nautica che ha percorso 20 mila miglia e toccato venti nazioni e che è terminata proprio al Galata Museo del Mare di Genova.

Che cosa significa navigare a vela oggi, meeting al Galata Museo del Mare

Un’esperienza condivisa con diverse persone, che si sono alternate a bordo, dalla quale sono nati anche un nuovo saggio, “Rapsodia Mediterranea” (Mondadori) e l’idea di tenere a battesimo una Bandiera del Mediterraneo. “Quando navigo voglio stare più possibile in mare e non cercare di starci meno possibile, per coprire quel percorso a tempo di record – dice Perotti, anticipando il tema dell’Incontro in Blu -. Ecco perché personalmente non faccio regate, perché penso che il mare debba essere un luogo in cui non si debbono portare le sfide di terra”.

Ambrogio Beccaria, milanese, una laura in Ingegneria nautica alla Spezia, è un velista professionista, nome emergente delle regate oceaniche internazionali. Gli inizi sono quelli di tanti, con i corsi di vela in Sardegna dagli undici anni. Poi, a diciotto, con un vecchio Laser vince un Campionato italiano di classe e arriva terzo agli Europei. Seguono altre regate nel Mediterraneo, a bordo del 16 metri Shambala e nel 2013 comincia a navigare con il Mini 6,50, una barca da corsa di soli sei metri e mezzo di lunghezza.




Partecipa al Campionato italiano di classe (della quale oggi è presidente in Italia), poi arriva l’Oceano in navigazione solitaria: nel 2016 è secondo alla Les Sables-Azzorre-Les Sables, nel 2017 la Mini Transat, nel 2018 vince sei regate consecutive del Campionato classe mini 6.50 francese, dominando letteralmente la stagione con il suo nuovo Pogo 3 #Geomag e aggiudicandosi anche il titolo di campione francese di course au large.

E nel 2019 vince, primo italiano della storia, la Mini Transat, che la classica delle regate in solitario con quei “gusci” da corsa. Ora è impegnato nello sviluppo di un prototipo di Mini, tra i primi “volanti”, vale a dire dotati di foil, appendici che alzano lo scafo dall’acqua, e sogna di prendere parte a un giro del mondo per Class 40 e ai Giochi olimpici nella nuova disciplina di vela d’altura in duo misto. I francesi, dominatori della vela oceanico, lo hanno definito “Beccaria l’extraterrestre”, per il suo talento nel saper navigare più veloce degli altri.

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Tornerà a gareggiare subito dopo la serata degli Incontri in Blu, il 6 novembre, nella “222 MiniSolo”, una regata in solitaria per Mini che parte da Genova e traguarda le isole di Bergeggi, della Giraglia e Capraria per poi tornare nel capoluogo ligure, valida come prova di qualificazione per la prossima Mini Transat.

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